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lunedì 9 aprile 2012

LE PAGELLE di fine Tobagi (con tanto di veri secondi stage), parte II

LESSI  10  Pravda
Il Gianluigi Paragone del Basso Veneto conferma tutte le qualità messe in mostra nel primo anno, ovvero nessuna. Continua a restare dietro il cespuglio, e quando ci esce si capisce perché ci era rimasto tutto quel tempo. Compra una laurea a Frank Riccardi in un istituto ortofrutticolo di Bayswater. Fa un prestito alla De Vivo, fidanzata con un noto cantautore padano, tale Gian Vespanego, celebre per la sua hit "Culi Nudi". Il tutto, ovviamente, testualmente svolto tra una bottiglia di birra e un cognome tirato a cazzo.

LOSI  10  Altrogaggio
Il Dustin Hoffmann che fa Leonard Berrnstein in "Tutti gli uomini del Presidente" insieme a Robert Redford nel film diretto da Alan J. Pakula che racconta l'inchiesta dei due celebri giornalisti del "Washington Post" sui fondi neri del partito repubblicano che li portò a concludere che le microspie del Watergate ce le avevano piazzate della gente su diretto ordine dell'ex presidente degli Stati Uniti Richard Nixon che fu costretto a interrompere anzitempo il suo mandato lasciando posto al presidente che non si ricorda mai nessuno ovvero Gerald Ford di viale Campania.

MAGGIACOMO 9  Cose&Ramazze
Il Marco Nosotti di Itri è in grande spolvero anche per la seconda stagione. Abbandonate le stucchevoli ambizioni autoriali, torna al suo pane, cioè la patata. Che lui comunque abbina volentieri al pane, a meno che non sia fritta. A quel punto fa spazio al suo amico di vecchia data Frank Riccardi, che tanto a sbucciare la patata mica ci arriva. Fa concorrenza alla Brianzoli con i suoi capolavori dal gusto classicheggiante stile Clint Eastwood, vedi Million Dollar Pussy, Gran Ditino, Silicon River, Incestuous, Dickafter, Le lesbiche di Madison County e in particolare l'ultimo J. Edgar è un frocio.

MALVENUTI 7 Novaja Gazeta
L'Anna Politkovskaja fattosi uomo di Fidenza in pvovincia di Pavma dà sempve gvandi soddisfazioni, sopvattutto a chi non sa neanche chi sia. Vince pvemi lettevavi a vipetizione, manco fosse Fjodov Dostoevskij oppuve Vainev Mavia Vilke. Nei covvidoi di VI Mavelli si pvesenta una volta ogni tanto dicendo: "Scusate, ho sbagliato numevo". E poi via, una nuova giovnata alla vicevca di un po' di gnocca fvitta. Pvefevibilmente accompagnata da un taglieve di salumi pvovenienti dal tevvitovio dell'entvotevva pavmigiano.

MILANI 4  Correva l'anno
Il Maurizio Mosca degli uomini bassi vestiti in modo da voler sembrare più alti senza però per questo riuscire nel loro intento dimostra ancora di più quanto in anticipo arriva lui sulle notizie: circa un lustro dopo il loro verificarsi. Segugio di razza, anche se non certo ariana, prevede con largo anticipo le dimissioni di Mario Segni, il sexgate di Clinton e lo scandalo calcioscommesse. "Secondo me c'entra qualcosa pure Paolo Rossi" ha dichiarato subito dopo aver visto l'autorete di Masiello in Bari-Lecce. Ora ci riprova con i suoi ormai celebri insider, e prevede come andranno tutti gli eventi più importanti dei prossimi mesi: "in Francia le elezioni le vincerà Mitterrand. Il governo tecnico sarà sostituito da un pentapartito guidato da Tambroni. Gli europei li vincerà l'Italia con un gol in finale di Anastasi. Il festival di Sanremo sarà condotto da Pippo Baudo". L'unica cosa falsa sarà l'ultima.

OLIVA 10+  La Gazzetta dello Sport
Amore mio ti amo. Sei bellissimo e bravissimo.

PEGORARO n.g. Corriere della Sera
Il Paolo Pegoraro di Paolo Pegoraro prosegue la sua carriera e assurge al titolo di capodesk eterno del quotidiano targato RcsPvMimaseserveancheRoma

PIERONI 7 MangiaMilano
Il Giuliano Ferrara della sinistra bakuninista fonda e dirige con successo il semestrale spinoff di ViviMilano, tra l'altro chiuso perché lo stesso Pieroni lo ha mangiato. Molto apprezzate le rubriche inventate dall'estro del Pieroni, tipo "Pane al popolo, il popolo a me possibilmente speziato", "Ti voglio spruzzare il ragù di cinghiale negli occhi", "Pizza o kebab, ma io direi anche tutte e due insieme a una piadina al roastbeef, maionese, ketchup, senape e salsa andalusa", nonchè il celebre concorso a premi: "La faraona o la vita", nel quale il Pieroni si reca in un ristorante scelto a capocchia e chiede gli venga cucinata una faraona. Se la portata non arriva entro 47 secondi, Pieroni si nutre di un cameriere scelto in base al girovita.

PRUNEDDU 8 Sa Pegùra
Il padre Porcu sardo continua a fare centro con le sue sempre intelligenti iniziative imprenditoriali. Questa volta apre un quotidiano che parla di Sardegna con sede in via Sardegna a Milano. Sono state assunte 18 pecore come giornalisti. E comunque fanno meglio di molte altre redazioni. Soprattutto in quelle che hanno il disonore di avere tra i propri membri, anzi tra le proprie membra, il Pruneddu.

RAGUSA s.v.  Sillaba 97
La Sara Carbonero del Nord fonda e dirige un quotidiano online che si prefigge di utilizzare in tutti i suoi articoli la sola sillaba numero 97 secondo le convenzioni della Protezione Civile: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

RICCARDI 4  Il Ciarlatano
Il Frank Riccardi di Latina smentisce tutte le indiscrezioni che lo vogliono celebre portarogna ed è protagonista di tutti i momenti più positivi dell'anno: era a Cortina a Capodanno durante il blitz della Finanza, era a Sanremo al festival durante il blitz della finanza, stava bevendo un chupito sui Navigli durante il blitz della Finanza, stava guardando un film di Troisi durante il blitz della Finanza a Napoli, ha regalato l'orecchino a Maradona, è stato compagno di classe del Trota, ha scritto il testo della canzone dell'amico di Rosy Mauro, ha fatto cadere un moscerino nell'occhio della Fornero, ha truccato i voti in Cecenia, ha scritto la riforma del lavoro, ha fatto l'abbonamento dell'Inter.

RIZZATO 7 Nando l'1
L'Auro Bulbarelli di Padova con accento circonflesso laziale si alza sui pedali e tira una gran volata, solo che a lui manca il gregario e allora andare in fuga quando mancano ancora 8 mesi all'arrivo e tre gran premi della Montagna, due lezioni di Diritto internazionale e un esame della Bilancia non è un'ottima idea. Ma lui può farlo. E voi no.

ROCIOLA 5  Scusatemispiacearrivoinritardoilmiotrenoèbloccatounostronzosièbuttatosottolametropolitanalasveglianonèsuonataperòtranquilliarrivoprimacheiodebbacominciareilturnodidomanimattina
grazieciaopreparatemiuncaffègrazieemagarisenzazuccheromaconunacozzaovviamentepelosagrazieancoraatrapoco News
E ho detto tutto.

ROSSI 7  Studio Aperto
Il Rocco Cotroneo di Colleferro fa uno zompo di carriera. Dopo aver fatto il photo editor del Foglio, il buon Eliano trova un posto come correttore di bozze di Studio Aperto. La sua carriera futura è già tracciata: dopo l'esperienza a Mediaset farà l'operatore a Il Fatto Quotidiano, il montatore a Il Piccolo di Trieste, lo stand upper di Radio Incontro e il giornalista a Pomeriggio Cinque.

SANTELLI 6 Esticazzi News
Il Giulio Giorello di Dueviso dà frutto al suo background filosofico e approda alla testata diretta dal duo Pruneddu-Fiore. Come sempre va a fondo e trova le risposte agli eventi che tirano avanti il mondo. Ecco i titoli dei suoi primi pezzi: "L'utopia del panopticon tra Lucia Annunziata e Mario Sechi", "L'influenza di Benedetto Croce nell'idealismo postatomico di Silvia Favasuli", "La camminata esistenzialista. Da Frank Riccardi a Sergio Conçeiçao", "Caccamo chi?".

La Tobagi finisce qui. Anche per chi non è mai cominciata. In questi due anni si è imparato tanto, tanto che ora non ci si ricorda che cosa. E comunque i tobagisti restano.



martedì 12 luglio 2011

VIDEO - Seminario della disinformazione parte V

A Pieno Titulo è orgoglioso di presentare il video del primo seminario della disinformazione, tenuto dai propri redattori in data 7 luglio 2011. Un modo "strepitoso" di chiudere l'anno della Tobagi. Godetevi questo fondamentale incontro dal quale potrete apprendere tanti insegnamenti per la professione giornalistica.
Il Presidente
 

VIDEO - Seminario della disinformazione parte IV

A Pieno Titulo è orgoglioso di presentare il video del primo seminario della disinformazione, tenuto dai propri redattori in data 7 luglio 2011. Un modo "strepitoso" di chiudere l'anno della Tobagi. Godetevi questo fondamentale incontro dal quale potrete apprendere tanti insegnamenti per la professione giornalistica.
Il Presidente

VIDEO: Seminario della disinformazione parte III

A Pieno Titulo è orgoglioso di presentare il video del primo seminario della disinformazione, tenuto dai propri redattori in data 7 luglio 2011. Un modo "strepitoso" di chiudere l'anno della Tobagi. Godetevi questo fondamentale incontro dal quale potrete apprendere tanti insegnamenti per la professione giornalistica.
Il Presidente
 

VIDEO: Seminario della disinformazione parte II

A Pieno Titulo è orgoglioso di presentare il video del primo seminario della disinformazione, tenuto dai propri redattori in data 7 luglio 2011. Un modo "strepitoso" di chiudere l'anno della Tobagi. Godetevi questo fondamentale incontro dal quale potrete apprendere tanti insegnamenti per la professione giornalistica.
Il Presidente

VIDEO: Seminario della disinformazione parte I

A Pieno Titulo è orgoglioso di presentare il video del primo seminario della disinformazione, tenuto dai propri redattori in data 7 luglio 2011. Un modo "strepitoso" di chiudere l'anno della Tobagi. Godetevi questo fondamentale incontro dal quale potrete apprendere tanti insegnamenti per la professione giornalistica.
Il Presidente

giovedì 7 luglio 2011

FA' CAGARE, Le camicie di Nonna Papera

Non si può tacere del fatto che Bobby, un giorno della sua vita, è consapevolmente entrato in un negozio e ha scelto, provato e acquistato una camicia lilla. Così come, lucido e nel pieno delle sue facoltà mentali, l'Avvocato è stato colpito dalla febbre del sabato sera e ha deciso di entrare in possesso di una camicia dalle righe schizofreniche. Stendiamo un velo pietoso su Chaltron Heston, parzialmente salvato dal sospetto che il suo abbigliamento sia dovuto a un regalo arrivato da molto in alto. Un uomo a sua volta ritenuto seguace dei principi degli antichi greci. E non vogliamo sapere quale sia il debito di riconoscenza che ha spinto questo uomo potente a donare una delle sue camicie lisergiche ad Al Vice.
Sappiamo invece benissimo cosa ha spnto Ciccio e Nonna Papera a regalare una camicia al Tunisino e una alla serial killer meno dissimulata della Tobagi: hanno curato insieme Clarabella per una settimana. In questo caso non vogliamo sapere cosa sia successo in quella stalla, per non urtare la sensibilità di Jeffy.
Però nulla di tutto ciò fa davvero cagare, nemmeno la cravatta di Bobby (che presto supererà Al vice nei favori dell'uomosenzagusto). Il problema è il tentativo di insegnarci come vestirsi prima dello stage. Più che un problema,  è totalmente inutile.

Menzione speciale della giuria: il Faccendiere, come sempre, supera tutti in stile e disifnormazione. Riesce a raggiungere lo scopo con l'abbinamento ardito di due bei capi. Polo verde e cravatta... di che diavolo di colore è? boh, però starebbe bene con un sacco di (altre) cose.

lunedì 30 maggio 2011

CHE FACCENDA CHE FA, Guida sportiva

Il commento ai fatti della settimana a cura del Faccendiere

Lo scorso sabato serata di bagordi per la Tobagi. La Brianzoli, già nota per la sua guida sportiva, ha dato spettacolo al volante. In esclusiva il filmato della composta reazione dei suoi passeggeri Maggiacomo e Riccardi dopo una rotonda estrema in viale Edison.  

http://www.youtube.com/watch?v=3f6mg3jM4B4


Paolo Fiore

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mercoledì 18 maggio 2011

LA FOSSA DEL QUORE, Amori alla Tobagi

Problemi d'amore e di coppia. Sentimenti, pentimenti e tradimenti. Tette e culi. A Pieno Titulo aiuta i quori tobagisti.

Cara Fossa del quore, 
è molto difficile per me scrivere queste cose, ma dopo sette mesi qui alla Tobagi mi sono deciso ad affrontare i miei sentimenti. Non ce la faccio più a tenermi tutto dentro. Mi sembra strano provare queste cose per una persona che non è la mia ragazza, così ho passato molto tempo a cercare di nascondere i miei sentimenti e ho provato a convincermi che fosse solo un'infatuazione passeggera. Ora lo devo ammettere, di passeggero c'è solo il Passante. Non credo di poter resistere ancora a lungo, ma ho tanti dubbi a dichiararmi. Lei è bellissima, è gentile, è delicata, è dolce e non so se potrà mai innamorarsi di me. E non me la sento di fare qualcosa senza sapere se lei vorrà mettersi con me. Cosa devo fare? Come faccio a capire i suoi sentimenti? 
Quore confuso '84


Risponde la Ele
Caro Quore confuso,
non farti trarre in inganno. Spesso le ragazze che sembrano perfette lo sono. Un rapporto con lei sarebbe sicuramente entusiasmante (uno, il primo). Non farti bloccare dal fatto che sia una tua collega: non rischi di rovinare la vostra amicizia, lei come tutti gli altri è pronta ad accoltellarti senza neppure aspettare che ti giri di spalle. Fossi in te aspetterei che sia lei a girarsi, per coglierla di sorpresa. 
Non ti consiglio di lasciare la tua ragazza, in questo momento non hai abbastanza tempo per rimorchiare nei bar. Quindi, per certi aspetti, è meglio avere sempre qualcuno che ti stia vicino. O sotto. O sopra, a seconda dei gusti. 

lunedì 2 maggio 2011

CACCAMO&PRIVATO, Il consumismo

Uno spettro si aggira per la Tobagi: lo spettro del consumismo. Tutti i marchi della grande distribuzione si sono coalizzati in una sacra caccia ai portafogli dei poveri praticanti: ci costringono a fare la spesa nei grandi supermercati, dove c’è quantità, ma mancano qualità e talento. Dov'è il negozietto a gestione familiare che non sia stato minacciato dal consumismo dei suoi avversari nel commercio, dov’è il cliente che non usi le sporte d'infamante plastica biodegradabile, sia negli acquisti dai grossisti della distribuzione sia nei negozi più reazionari? Di qui due conseguenze. Il consumismo si avvia ormai su tutto il territorio europeo a diventare una potenza. È gran tempo che gli anti-consumisti espongano apertamente a tutto il mondo la loro prospettiva, i loro scopi, le loro tendenze, e oppongano alla favola dello spettro del consumismo una copia del loro scontrino.
A questo scopo si sono radunati a Sesto Marelli anti-consumisti delle più diverse nazionalità e hanno redatto il seguente manifesto, che viene pubblicato in lingua italiana, lombarda, milanese, sestese (o sestina) e svizzera. Non si prevedono traduzioni in idiomi a sud della Martesana.
Consumatori di tutto l’hinterland, risparmiate.

Giorgio Caccamo

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lunedì 25 aprile 2011

IL PROFILO, Cristina Carnelli

I libri e l’arte mi hanno salvata e mi hanno aperto la mente. Trovo che il mio pregio più grande sia essere eclettica: infatti amo i libri e l’arte. Per questo dopo la triennale in Storia dell’arte alla Statale di Milano, ho deciso di specializzarmi in editoria, con una tesi sulla storia e l’attività della casa editrice “Achille e la tartaruga” di Zenone di Elea. Ora eccomi alla scuola di Giornalismo Walter Tobagi, dove continuo a dimostrare il mio eclettismo occupandomi di arte ed editoria. A parte studiare arte ed editoria e mangiare (metaforicamente) libri di arte e librologia, mi sono occupata di poco, ma per scelta. Perché volontà e determinazione ci sono, e a breve dipingerò con senso artistico ed editoriale il quadro della mia vita.

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Leggi il falso profilo di Cristina Carnelli

mercoledì 20 aprile 2011

IL PROFILO, Davide Lessi

Legolo e (da sempre) leghista, nasce 25 anni fa a Togliattigrad. Fa l'infiltrato, poi qualche cosa si rompe - il muro - e per comodità, inizia a non disprezzare il capitale. Ne spende una fortuna facendosi eleggere, con brogli, rappresentante del Komsomol a Semipalatinsk. Corrotto politico in Bielorussia, si laurea in Burocrazia a Minsk e si specializza a Babruysk. Con due tesi, manco a dirlo, sulla  IV Pianificazione Testuale. Pur avendo lo stipendio della Kgb a portata, rinvia ostinato la fase finale del suo piano entrando nella, ma proprio dentro, la Scuola Walter Tobagi. Perché, in fin dei conti, con la disinformazione si è sempre divertito: nel 2006, fonda con altri quattro senza tetto, il giornale Testuale (che dal maggio 2010 testualmente dirige), pubblica con il Vladivostok News roboanti cronache di burocrazia giovanile e amatoriale, collabora per 6 mesi al progetto Pravda.la, il quotidiano di opposizione politica sovietregionale. Ama il nord-est e Trota, la sua cagna di due anni. Negra. Mica si può avere tutto. E sì, nel 2043, restituirà la tessera, anzi le tessere, del partito.

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mercoledì 13 aprile 2011

MO' TE SPIEGO, Tra Palme e Craxi

Buongiorno Frank, come sta?
Ma guardi, vorrei subito fare delle precisazioni su cose che sono state dette su di me negli scorsi giorni. Innanzitutto in quanto al Passante, un uomo la cui infamia è universalmente riconosciuta, ha voluto attribuirmi un’origine etnica che non è assolutamente la mia. Questo rivela tutto il suo  pressapochismo, il fatto che sia qui alla Tobagi desta stupore. Il punto fondamentale è che non ho mai avuto rapporti con il caseificio Francia ma mi sono formato e molto bene nei caseifici Di Sarra e Paolella che appartengono al territorio della madrepatria. Già i borboni includevano Fondi sulle loro mappe della terra del lavoro. E capisco che quando si parla di lavoro Oliva perda tutte le sue coordinate. Oliva non ha mai mosso braccio pur rientrando nella categoria delle braccia strappate alle agricoltura.
Cominciamo parlando della sua esperienza allo stadio. Come ha vissuto questo evento così particolare per lei?
È difficile da spiegare. Come ho già detto, lo svolgimento della partita ha ricordato l’interpretazione dei sogni freudiana, in effetti molto meno il classico processo di Hegel di tesi, antitesi e sintesi. Zanetti si capiva già dal nome che non avrebbe fatto una gran partita. Zannetta, piccolo morso, ma mi pareva privo di mordente.
(A questo punto Caccamo si lamenta: “Ma ancora di calcio state parlando?”) Ma come ancora sul calcio, lei prende interviene, ma dove e come? Si ricordi di Schenghen provi a scendere al piano di sotto e prendere un caffè.
Partiamo con gli eventi culturali della settimana. Il Salone del Mobile.
Ma guardi, salone, fuorisalone, controsalone, io sto bene nel salotto di casa mia con pochi mobili, Ci vuole parsimonia, invece si ammucchia tutta sta roba. Già se penso a Lorella Cuccarini, “la più amata dagli italiani”, capisco che il mondo va verso la cucina. E in questa città così volta ai miti del consumo mi si viene a proporre un salone. Ma io nel salone mi ci voglio riposare. Provateci voi ad assaggiare un divano o un sofà. Come minimo arriva la polizia locale e ti arresta per oltraggio al pudore. Uno spinoziano come me rilegge questi eventi in chiave di negatività esistenziale specie quando si trova a frequentare il fuorisalone. Ma io preferisco stare seduto nel mio salone e bermi una bottiglia di mirto fornitami gratuitamente dal Su Pistillone. Ho una fornitura a vita, perché sono un cliente affezionato da decenni. C’ero alla fondazione e ho portato le prime troie, nel senso del cavallo. (Arrivano echi di contestazioni di Caccamo e Frank se la prende) Ma lasci stare la biologia lei che non è il suo campo, anche perché è subumano. Comunque ho creato una breccia in questo posto che era chiuso ai gusti contemporanei.
Che ne pensa della Palma d’oro alla carriera a Bertolucci?
Ma guardi, lei mi vuole far ridere, io ho bisogno di ridere, di svagarmi, sono sempre solo in compagnia dei miei tomi… cosa vuole che le dica di questi raccomandati, di questo esteta di provincia. E poi 900, 900 ma chi se ne frega io sono un uomo del 2000. Il secolo passato lo guardo con nostalgia, è come una credenza da cui tiro fuori confetture di pregio. Le sue sono andate a male e da mo’. Poi sempre questa provincia parmense, a me piace il parmigiano ma Bertolucci non è buono nei formaggi. Sì, vabbé, gli posso riconoscere un certo occhio per l’animale femminile ma francamente è il regista italiano più sopravvalutato di tutti i tempi dopo Edoardo Malvenuti. Poco tempo fa mi ha pure mandato un telegramma di complimenti: “Ah, m’arzassi pure io come te”. Si picca di essere pasoliniano, di conoscere la borgata e Biancaneve, ma io ho risposto: “Sì, tu è meglio che rimani sdraiato. Magari sotto un treno”.
Qualche giorno fa è scomparso Sidney Lumet. Cosa ne pensa di questo grande regista?
Lumet, sì mi confidò una volta al Su Pistillone durante la pausa di lavorazione di un film in Europa, mi confidò che le sue origini erano italiane.
(Frank è disturbato da Caccamo). E cos’è questa continua interruzione? Si finisce come Achille e la tartaruga. Vorrei vedere Achille, Caccamo e la tartaruga. Comunque, mi confermò che le sue origini erano italiane, si chiamava Sidney Lumetta. Il padre era candelaio nella Chicago degli anni Dieci. Comunque è una perdita, io lo piango perché lui aveva saputo trarre da questo retroterra talmudico che è sempre una chiave per trovare un realismo critico di matrice non ghettizzata bensì foriera di significati non solo meta testuali. E questo anche per rispondere a quel cretino che si ferma al testuale. E io piango la sua limitatezza, perché una critica deve essere non solo sociale ma metasociale, metastorica e pure metà. Sei vecchio e ti devi fermare, fai solo metà.
Venerdì 15 aprile esce il nuovo film di Nanni moretti. Che rapporti ha lei con Moretti?
Ah, certo c’era un tempo in cui stavo sempre con Nanni, Milly Dabbraccio e il cugino di Lele Mora, Fulvio. Eravamo tutti appassionati di mirto. All’epoca Milly lo chiamava Ninny. Lui ordinava sempre bestemmiando. C’è testimonianza di ciò in un filmato di Fuori Orario con Nanni che bestemmia dietro a Bellocchio che in quel tempo lavorava al Su Pistillone come caposala. Ultimamente la mia gloria ha accecato un po’ tutti, viste anche le collaborazioni illustri con gente del calibro di Maggiacomo. Comunque Habemus Papam lo andrò a vedere. Andando al cinema gli rilascio una cambiale in bianco, speriamo che mi ritorni e che possa pagarmi una retta della Tobagi.
Frank, ci consigli come spendere culturalmente la nostra settimana.
Allora, per quanto riguarda la musica ascolterei le migliori canzoni per tivù di Detto Mariano, specialmente il pezzo interpretato da Lino Banfi chiamato Il vigile. Come opera letteraria in senso lato consiglio le poesie di Lory Del Santo. Soprattutto di Lory Del Santo consiglio il corpus. Tutto il corpus. Per quanto riguarda il cinema, invito i miei fan a riscoprire una vecchissima opera, un action movie filosofico. Un film nato da una fantastica sceneggiatura di Abbagnano, Cacciari e Pipolo: Craxopotere Un pool di filosofi che operava nell’epoca di Mani Pulite. Il film era collegato a Rocky IV e  alla celebre frase di Ivan Drago: “Ti spiezzo in due”. Noi l’abbiamo integrata:  “Tu me spiezzi ma io ti rovino”. Un film fondamentale, con venature di cronaca giudiziaria e di noir finanziario. E ci sono una serie di crac. E di Craxi.

giovedì 31 marzo 2011

TOBAGI VISTA DA Eleonora Brianzoli

Come di consueto, sempre di giovedì, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci. Percorsi umani ed esistenziali. Testimonianze di vita e di giornalismo. Quando una lezione, vista l'ora, è appena finita e una nuova lezione è appena cominciata. Una lezione in più per capire, vivere, sognare.

Buongiorno dottoressa Brianzoli, è pronta per l'intervista?
Oh cazzo, è oggi!
Restando in tema, cosa rappresenta per lei il suddetto?
Rappresenta freudianamente il senso della vita. Non quello di Bonolis, lui lo lascerei dove sta. Bisogna saper scegliere. E io ho scelto.
Eleonora Brianzoli, lei come è sbarcata alla Tobagi?
Mi hanno recuperato in mezzo ai rifiuti come i neonati buttati via. Li stavano portando alla ruota dei colombi. A me mi hanno acchiappata e mi hanno portata qui. Non so bene cosa ci sto a fare qui.
A proposito di neonati, recentemente c'è stata una polemica sulla rupe tarpea. Lei come l'ha scampata?
Sono stata fortunata! Che poi su sta rupe mi avevano pure portata. Però, come le ho detto, la caduta è stata attutita dal cumulo di rifiuti. Ma i danni ci sono. E pure evidenti.
Quando si parla di avvocati alla Tobagi, si citano sempre solo Canetta e Casella. Lei viene puntualmente dimenticata. Come se lo spiega? Cova rancore?
Ma no! Uno dei motivi per cui sono qui è che ho sempre considerato la professione avvocatizia la peggiore del mondo. Gli avvocati sono le persone più brutte che mi è capitato di incontrare durante la mia vita. Canetta non è che una conferma a questa mia teoria. Comunque non ce l'ho con chi non mi cita quando si parla di avvocati, anche perché la mia natura professionale è proprio un'altra. E non ho rancore verso Casella e Canetta, sono già abbastanza sfortunati a essere considerati degli avvocati. Anche se Canetta è una persona orribile. E' stato lui a mettere in giro le voci secondo le quali Losi è una brutta persona. Invece Losi è notoriamente la controparte maschile di Madre Teresa di Calcutta. Quanto meno in confronto a Canetta che subliminalmente sta cercando di prendere in mano A Pieno Titulo.
In questi mesi avrà sicuamente avuto modo di sviluppare odio verso alcuni suoi colleghi. Ma chi è che odia di più?
Sarebbe più facile dire chi odio di meno. Se posso, desidero scagliarmi contro i barili di trote marce della Tobagi. E parlo in generale, non solo di quelle del Passante che poi, se vogliamo dirla tutta, non sono poi così marce. Lui è il primo che passa, in quanto Passante, ad acquistarle dal grossista. Poi le trotte passano di mano in mano attraverso diversi livelli di marcitudine. Mi rivolgo al Passante: non cerchi di attribuirsi questa palma, non è lei quello con le trote più marce della Tobagi. 
Parliamo della sua rivalità con Maggiacomo. Come è stato per lei, da regista di porno al femminile, ritrovarsi alla Tobagi un autore di film così tradizionalisti come il Maestro?
Ma no in realtà io sono una delle protagoniste preferite dal Maestro. Ho recitato in molti suoi film e quindi non sento nessuna rivalità. E poi anche porno al femminile e porno al maschile, dipende tutto da come ci si propone per interpretare e guardare questi film. E' una questione di gusti e soprattutto di capacità. Non è detto che i porno al maschile non siano adatti alle donne, ma anche noi dobbiamo intervenire. E io, modestamente, intervengo. A più riprese.
Ci parli del progetto sul Mi Sex che ha in comune con Silvia Favasuli.
Credo che Silvia abbia un grande potenziale che non esprime totalmente. Conto di riportare alla Tobagi una Silvia che conosce meglio se stessa e più aperta alle numerose proposte che le arrivano peraltro in blocco da tutti e 19 gli uomini del master. Uomini inutili, se posso aggiungere. Anzi, no 18 inutili. Il Maestro è utile, altro che. Lui è al di sopra delle parti. Di tutte le parti.
Eleonora Brianzoli, lei ha già trovato il suo brand?
In realtà il mio brand è in palese conflitto di interessi con la mia attività attuale. Attività che d'altro canto mi permetterà di ottenere qualsiasi posto di lavoro.
Si sente abbastanza intermediale?
Soprattutto inter. O infra. A seconda dei contesti.
E' ottimista per il futuro della professione?
Ma certo. E' la professione più antica e insieme la più moderna del mondo. E' una professione che gode di ottima salute e mantiene pure in ottima salute. 
Una domanda a bruciapelo: chi è l'uomo più affascinante della Tobagi?
Ah, ci sono uomini affascinanti alla Tobagi?
In questi giorni un po' tutti fanno la lista dei 10 motivi per cui vale la pena vivere. Lei ce ne fa una sua?
Con piacere. 
1. L'ho già detto all'inizio.
2. I preservativi alla frutta.
3. Giacere in un amplesso con la persona che più ti eccita sulla tomba di Cicciolina.
4. La fellatio
5. Il cunnilingus
6. Fare l'amore con un musicista
7. La gangbang
8. La lap dance
9. Partecipare a un film del maestro
10. Svegliarsi dopo una notte di grande sesso e scoprire che il tuo partner ha opportunamente già tolto il disturbo.
Concludiamo come sempre il nostro incontro chiedendo al nostro intervistato di farsi una domanda e di rispondersi con un'altra domanda. Dott.ssa Brianzoli, lei cosa si chiede e cosa si chiede rispondendosi?
Esistono ancora uomini affascinanti? Un sì, un no. Un forse?
Dott.ssa Brianzoli, la ringrazio. E' stato un piacere.
Piacere mio. Forse.

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mercoledì 30 marzo 2011

IL PROFILO, Lidia Baratta

25 anni e una grande passione: la ‘nd...uja. Per esportarla, dopo il liceo mi trasferisco da Cosenza a Bologna, dove mi laureo in Scienze dell’infiltrazione. Poi a Roma, dove concludo la specialistica in Malavita nel giornalismo. Dopo le coperture universitarie, volo a Buccinasco e qui mi commuovo puntualmente passando davanti al comando dei carabinieri che mi ricorda la sede del Cosenza Times. Tornata in Italia, decido di infiltrarmi alla “Walter Tobagi” di Milano. Missione compiuta. Il prossimo obiettivo sensibile? Minacciare gli altri, perché ancora non hanno capito chi sono.



venerdì 25 marzo 2011

TOBAGI VISTA DA, Davide Lessi

Come di consueto, sempre di giovedì, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci. Percorsi umani ed esistenziali. Testimonianze di vita e di giornalismo. Quando una lezione, vista l'ora, è appena finita e una nuova lezione è appena cominciata. Una lezione in più per capire, vivere, sognare.
 
L'intervista con il dottor Lessi si svolge in una situazione particolare. Lessi si presenta dietro al cespuglio dove ci sono i tavolini rossi del caffé di Sesto Marelli.
Buongiorno dottor Lessi, sono qui per l'intervista.
Scriva che sono dietro al cespuglio.
Va bene.
No ma scriva bene che sono dietro al cespuglio. Lo scriva testualmente.
D'accordo. Le va di cominciare.
Veramente io la aspettavo ieri, comunque facciamo oggi. Ah, io le dò del voi. Cominciate.
Iniziamo come con tutti i suoi colleghi. Davide Lessi, lei come è sbarcato alla Tobagi?
Allora, scrivete testuale: sono sbarcato dal confine orientale... state scrivendo?
Sì, sì mi dica.
Bene, allora vi detto: sono sbarcato dal confine orientale mentre si stava discutendo di foibe. Che poi è l'argomento che mi hanno chiesto all'esame di ammissione. Testuale, lo scriva testuale.
Testuale, sì. Allora, questa mattina il Passante si è scagliato contro di lei. Ha avuto modo di leggere le accuse che le ha rivolto?
Chi mi accusa?
Il Passante, Alessandro Oliva.
E chi è?
Va beh, le riassumo io. Il dottor Oliva sostiene che lei è stato educato a Togliattigrad a forza di tomi de Il Capitale di Marx in testa. Corrisponde al vero? 
Vi parlo della mia infanzia. La storiografia marxista, scrivete testuale, è ancora piuttosto varia. Anzi non varia, variegata, scriva variegata testuale. Ma non mi risulta testuale che ci siano stati episodi di sevizie riguardanti i bambini. Vi ribadisco che io non conosco Oliva, e lo scriva testuale.
Dottor Lessi, lei mi sta dettando le risposte. Sembra un comunicato della burocrazia sovietica.
Sono molto contento, lo scriva testuale.
Parlando di sevizie sui bambini, lei nega di essersene reso protagonista durante la sua permanenza in Unione Sovietica?
Lo nego testualmente. Nego anche di essermi nutrito di Brunetta che, tra l'altro, non so chi sia.
Oliva ha proseguito nel suo attacco dicendo che lei scrive sempre articoli tendenziosi contro la Lega. Cosa ci può dire in merito?
Io, state scrivendo?. Io per questa intervista a cui tengo molto mi sono vestito con una maglietta che come voi potrete ben vedere porta una scritta: Veneto 1999. Testuale, Veneto 1999. Testuale. E' una maglietta legata al campionato del mondo di ciclismo dei popoli non indipendenti che si è svolto a Verona, testuale. Gareggiò anche Ganz. Ganz, testuale. Stava vincendo, ma fu superato in extremis da un nazionale del Tibet.
Lei ha esordito alla Tobagi con un controverso servizio sulla Stazione delle Biciclette di San Donato, tra l'altro realizzato per ilgiornale.it. Non c'è una contraddizione in tutto ciò?
Testuale: vorrei sottolineare che, testuale, non è stato il mio primo pezzo pubblicato. In precedenza mi ero occupato del fenomeno del cinema moderno ancora incompreso dalla gran massa. Un fenomeno che quel cretino di Mo' te spiego potrebbe spiegare probabilmente meglio di me. Diciamo che mi sono occupato di un grande autore escluso dalla critica per colpa di, testuale, un'afasia collettiva. A questo proposito, non è un caso che Ganz non vinse il campionato del mondo, testuale.
Lei allude forse a Claudio Casazza, regista di Era la città dei cinema?
Claudio Casazza, testuale. Ho molto fiuto, testuale, non c'è niente di personale dietro questa mia insistenza sul personaggio (si stima che in tre mesi Lessi abbia scritto 137 articoli , registrato 48 speciali radiofonici e girato 79 servizi televisivi su Claudio Casazza, ndr). Ho visto in lui, testuale, un grande potenziale sotto il profilo del realismo socialista, testuale. Possiede la tessera  dell'ordine degli artisti del realismo socialista numero 12500442.
4-4-2 che è poi il modulo di Del Neri.
Non so chi sia, testuale.
In questi mesi alla Tobagi ha già avuto modo di sviluppare un particolare odio verso qualcuno?
Non conosco nessuno dei miei colleghi, testuale. Scherzi a parte... anzi no, scherzi a parte non è testuale. Odio, testuale, assiduamente e fortemente la mia coinquilina Giuliana De Sio, che un giorno, convertita sulla via di Pontida, ebbe a dire che chi vota Lega capisce più di chi vota Pdl, testuale. Ora mi tocchierà odiare anche tale dottor Oliva come odio, testuale, qualsiasi altro passante. Passante che, testuale, potrebbe significare manifestante. Qui vorrei citare un anarchico che ho conosciuto sui Navigli che mi disse: "Chi è stato lo Stato". Testuale.
In molti si chiedono perché lei sia andato ad abitare con una campana.
Perché, testuale, una terrona? Volevo cancellare in un'ipotetica internazionale dei popoli i miei pregiudizi nei confronti dell'essere casertano. Io affermo con forza, testuale... No aspetti un attimo è la forza che è testuale non l'affermazione. Io affermo con forza testuale che un'internazionale dei popoli oggi non è più possibile.  
Davide Lessi, lei ha già trovato il suo brand? Si sente abbastanza intermediale?
Inter... mediale. Ma oggi non giocavano Slovenia-Italia? Testuale. Brand (riflette lungamente, ndr).
Lessi, ha trovato il suo brand?
Mi chieda pure.
Lessi, fa finta di non sentire.
Ho trovato il brandy, testuale.
Dottor Lessi, è vero che lei da direttore di Sconfinare ha ricevuto più di 200 querele?
Verissimo, ma questo dipende, testuale, da una mozione interna della redazione collettivista di Sconfinare. Un giornale fondato, testuale, per riscoprire il valore sociale della gnagna, cosa che questa sinistra postmodernista sembra aver dimenticato. Comunque, testuale, riguardo alle querele sono io stesso che ho incoraggiato i miei collaboratori, che sono, testuale, dei miei pari ruolo... testuale ha scritto testuale? Ecco, ho incoraggiato i miei pari ruolo a farmi querelare scrivendo di argomenti papabili di querela così che il nome di Sconfinare rappresentasse, in questa società massificata e consumistica, il sol dell'avvenire. Testuale. (Lessi tira un sospiro sognante, ndr).
Si dice che il suo unico mezzo di sussistenza negli ultimi mesi siano state le birre offerte da Eliano Rossi dopo le partite di calcetto. E' vero?
La birra rappresenta, testuale, solo l'undicesima parte della mia rda. Le altre dieci sono offerte sottoforma di buoni pasto dalla illuminata redazione di Sconfinare, testuale. Mi scusi ma di cosa stiamo parlando? Testuale. Manca tanto?
Le ultime due domande. E' ottimista per il futuro suo e della professione?
L'ottimismo non ci è dato, il realismo è già scappato... (lunga pausa piena di suspense, ndr)... No, ho finito. Testuale.
Lessi, come sempre concludiamo i nostri incontri chiedendo agli ospiti di farsi una domanda e di rispondersi con un'altra domanda. Lessi, lei cosa si chiede e cosa si risponde chiedendosi?
Testuale? Sì o no?
Testuale.
(l'intervista si conclude e Lessi esce dal cespuglio).
 
 


LETTERE AL DIRETTORE, Parola a un poeta

Gentile Lorenzo Lamperti,
so lei essere uomo di grande apertura mentale.
Mi sono imbattuto un dì per caso nel suo blog di cinema (davvero ben fatto) e da lì sono poi passato al suo altro blog, in cui propugna la zizzania come unica ancora di salvezza per questo mondo malato.
Le inoltro questa mail che mandai qualche tempo fa a un suo collega  giornalista che vanta conoscenze poetiche. Mail che non ricevette risposta alcuna.
Spero lei possa apprezzare di più le mie poesie e, soprattutto, pubblicarle e farle diventare un caso editoriale grazie ai suoi numerosi contatti, diffondendole via Facebook e facendone curare un'esegesi al magnifico autore di "Mo' te spiego", l'illuminato Frank Riccardi, così da regalarmi qualche importante, seppur piccola, soddisfazione da trarre in una vita così difficile.
La saluto calorosamente, come questuante e anche come devoto fan.

Con ammirazione,
Livio Ottavio Turlà

Risponde il Presidente Lorenzo Lamperti
Gentile Turlà,
la ringrazio per la sua lettera e le belle parole. Sono piacevolmente sorpreso, non pensavamo che A Pieno Titulo raccogliesse così ampi consensi anche da chi è al di fuori delle dinamiche della Tobagi. Sono ben lieto di accoglierla nel nostro blog, anche perché ho avuto modo di leggere i suoi componimenti e devo dire che era dai tempi dei versi giovanili di Sandro Bondi che in Italia non erano prodotte rime di questa levatura. Scherzi a parte, caro dottor Turlà, lei merita tutto lo spazio possibile. E sarò ben lieto di dargliene sul mio mezzo di disinformazione che, a contrario di altre testate, è sensibile ai talenti. Per questo in giornata pubblicherò la prima delle sue poesie, corredata da un'analisi critica di Frank Riccardi. Dalla prossima settimana mi piacerebbe anche volta per volta inserire un suo breve intervento che possa svelarci qualcosa in più sulla sua vita e i suoi interessi.

con stima,
Pres Lorenzo Lamperti

Leggi le altre lettere al direttore

IL PASSANTE, Gli attacchi del 25 marzo

Caro Passante, buongiorno. ci risentiamo dopo un paio di settimane. le lascio subito un po' di spazio per scagliarsi contro chi desidera a ruota libera prima di porle qualche domanda più specifica. Si scagli. 
La ringrazio.
Mi scaglio subito contro di lei, che nel colophon del blog mi ha inserito per ultimo. E chi sono io, il figlio della schifosa? Pretendo di scalare la lista e soprattutto di essere collocato sopra al Caccamo.
Mi scaglio contro l'Ad Losi, che continua a millantare di passare le serate a ballare il tango. Dopo aver scoperto che il martedì frequenta il Circolo del Punto Croce di Baranzate, un anonimo informatore (Pietro Pruneddu) mi ha rivelato che il Losi, il mercoledì e il venerdì fa volontariato, aiutando le ragazze della Paullese pagandole il doppio di quanto chiedono.
Mi scaglio contro Davide Lessi. Il motivo? Trovo ingiusto che una persona così estremamente politicizzata pretenda di fare il giornalista. Il Lessi è un po' troppo di sinistra. Ma ricostruiamo brevemente la sua storia. Lessi nasce alla Festa dell'Unità di Tolmezzo in una calda estate della metà degli anni '80. Trascorre un'infanzia tranquilla, alla scuola Michail Gorbaceev di Gorizia. Poi, un giorno, la sua vita cambia. In un tema di quinta elementare afferma che le barzellette di Berlusconi fanno ridere. I suoi genitori, con un fine escamotage, lo convincono ad andare in vacanza studio in Russia, per rivedere le sue posizioni. Così, nottetempo, entrano nella sua stanza, lo infilano in un sacco e lo caricano su un treno diretto a Togliattigrad. Qui frequenta un'accademia militare diretta da un preside illuminato e umanissimo: Ramzan Kadyrov, che all'epoca faceva il pendolare dalla Cecenia per plasmare le giovani menti perdute. Qui il Lessi viene educato a colpi di cultura, nel senso che ogni giorno viene percosso con i tomi del Capitale.
Torna in Italia e decide di iscriversi alla Tobagi. Qui comincia a distinguersi con articoli faziosi come 'Borghezio non si lava' e 'I tifosi laziali son tutti maiali'. Riceve una lettera da Sallusti, che lo accusa di 'eccessiva faziosità'. Lui reagisce facendosi cambiare il nome in Ivan Drago e fondando il Circolo Sinistra Reazionaria Marxista Leninista - Ala Radicale' alla Tobagi. Ultimamente sta diffondendo la voce che il ragazzo di fronte al carro armato di Tien an men era lui.
Basta con i comunisti alla Tobagi, ma cribbio! 
Il suo pezzo sui Deep Purple a casa di Medvedev ha scatenato molte polemiche. pare che Putin voglia inviarle a casa gli stessi simpatici personaggi che hanno avuto a che fare con Oleg Kashin. Lei ha sentito qualcosa a questo proposito? Ha paura?
Il Passante non ha paura. Il Passante lavora al servizio della verità, della Giustizia, della Patria e anche della Passerina. Ora, le dispiace assaggiare il caffè che ho appena preso?
Lo assaggerà volentieri il Caccamo. Caro Passante, questa mattina è stato pubblicato il suo vero profilo. Ha qualche appunto da fare in merito? 
Ieri pomeriggio sono subito volato a Palermo e mi sono recato all'Ucciardone per parlare con il mio rappresentante legale, il principe del foro avvocato Tano Pisciotta detto 'U pedi lordi'. Stiamo studiando come poterci difendere nelle sedi opportune.
Purtroppo, Tano si trova in carcere per un banale errore giudiziario. Tre anni fa fu sorpreso nudo in un asilo. Vallo tu a spiegare ai giudici che si trovava lì per sbaglio perchè gli si era rotto il navigatore e che era senza vestiti perchè faceva molto caldo. 
Vorrei ora affrontare un argomento scottante. Ormai solo lei, oltre a Frank Riccardi, non ha mai esordito in una partita di calcetto della Tobagi. Questo esordio avverrà mai o dobbiamo rinunciare al sogno di vederla scendere in campo? 
Dopo aver vinto 1 mondiale, 4 scudetti e una Champions con lo pseudonimo di Marco Materazzi, credo sia arrivato il momento di dire basta con il calcio.
Il Riccardi a calcio non gioca perchè omosessuale, ignorando il fatto che Pasolini fosse un'ala molto talentuosa. 
Touché. Parlando di calcio, vorrei chiederle come è stata l'esperienza da inviato a Tottenham-Milan per A Pieno Titulo. Partita che, ricordiamo, ha decretato purtroppo l'eliminazione del Milan dalla Champions League.
Un'esperienza esaltante. Ed anche toccante, nel senso che mi sono toccato più volte, sperando che il mio famoso gesto apotropaico potesse aiutare le sorti del Milan. Cosa che non è accaduta. Strano, perchè la Champions è l'habitat naturale dei rossoneri e Ibra aveva detto che il Milan era la squadra adatta per vincere questo trofeo che incredibilmente gli sfugge da anni. Ero convinto che sarei tornato a Londra per rivedere il Milan in finale a Wembley. Avevamo già organizzato la festa per l'ottava coppa con Galliani. Ne avevamo parlato in aereo, mentre volavo con la squadra in Inghilterra per la partita con il Tottenham. Avevamo organizzato tutto nei minimi dettagli: rientro in Italia su un galeone appartenuto all'ammiraglio Nelson, corteo con il bus scoperto in centro a Milano, sosta sotto gli uffici della Saras per suonare il citofono di Moratti e poi scappare, cena da Su Pistillone.
AL rientro da Londra, ho chiesto a Galliani se allora era d'accordo sul programma della festa, ma lui mi ha risposto con un motto latino, 'ma vat a fè inculè', che ancora non ho capito.
Caro Passante, la ringrazio, possiamo chiudere qui. A meno che lei non abbia qualche attacco gratuito da aggiungere.
Ciao a tutti belli e brutti, ma al Caccamo faccio solo rutti.
Leggi gli altri attacchi gratuiti de Il Passante

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lunedì 7 marzo 2011

CACCAMO&PRIVATO, Il relativismo etico

Qui c’è puzza di relativismo etico. Il grido d’allarme lanciato da papi (anche con la p maiuscola), filosofi, intellettuali, pensatori liberi e in libertà vigilata, è arrivato anche alla Tobagi. D’altra parte, abbondano i filosofi e gli intellettuali – soprattutto in libertà vigilata, mancano forse solo i papi. Ma cos’è questo relativismo e perché dovremmo preoccuparci? Per provare a spiegarlo, mi permetto di citare il caso specifico del sottoscritto. Che oltre a chiamarsi, come voi ben sapete, Caccamo, ha anche un nome di battesimo. Giorgio. Bel nome, e non solo perché il mio. Ora, alla Tobagi, nuova frontiera dell’ondata di relativismo, non ce n’è uno che mi chiami con il nome corretto. Una Giorgino, l’altra Giorgione (ma sono sicuro e onorato dell’affetto di entrambe), uno si ostina a dire Giourgio (con dizione da visagista delle dive), un altro ancora fa il simpatico e azzarda Giorgessa (non hai speranze, non sei il mio tipo). Ecco, il relativismo è quella cosa per cui tutti devono avere il diritto di pensare, professare, dire liberamente le proprie idee, opinioni e convinzioni morali. Bene, fino a quando però non si mette in discussione la libertà degli altri. Soprattutto quella dei Giorgi. E dei Caccami.