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mercoledì 20 luglio 2011

IL LESSEVIRO, Au revoir Zanzarapoli

Ma quale Zingarapoli? A 80 giorni dalla vittoria elettorale di Pisapia, la città si riscopre luogo ideale di villeggiatura. Per le zanzare. La cronaca locale di Libero riferisce di un’«invasione anomala»: le punture, spiega, sarebbero punizioni divine per la scelta fatta dai milanesi al voto. Al Giornale, dove disinforma il Faccendiere, rincarano la dose: «Ve l’avevamo detto!», un titolo che è chiaro riferimento a quel «Ora godetevi i comunisti!», uscito l’indomani della debacle morattiana.
«Sapessi com’è strano scoprirsi comunisti a Milano». Più che strano è insano: anche agli insetti piace il rosso, sangue però. Anche tra i compagni, anzi «gli amici» di Niki-Wallace il liberatore, le zanzare creano pruriti. Alcuni esponenti d’area cattolica fanno la fila per l’intercessione-insetticida dell’arcicielle Scola. Anche Formigoni lascia in armadio le poco coprenti camicie hawaiane e torna all’abito lungo, seppur arancione. Gli ecologisti, intanto, se la prendono con sé stessi e i referendum ambientali: secondo l’interpretazione analogica del poco rispettabile avv. Canetta la vittoria del «sì» vale la concessione dell’Ecopass agli insetti. La Milano da bar invoca un ritorno immediato di De Corato come assessore con delega Schiaccia-Zanzare. Lui glissa, ma sotto-sotto, aspira a elencare i risultati degli sgomberi. I  collaboratori sono già al lavoro per il prossimo manifesto elettorale: «500 mila punture in meno, 250 mila disinfestazioni di massa, 1 solo assessore. Vota De Corato, un uomo più sicuro dell’Autan». Il resto del Pdl punge: «Via le zanzare dalla magistratura». Nelle edicole è riapparsa in questi giorni La Zanzara. Scatenando un vespaio: in via Monte Rosa, sede di Radio24, si vuole l’esclusiva editoriale sull’insetto per continuare a infastidire i politici.
Milano, Italia. La Lega ha una posizione volatile sulla prossima votazione anti-zanzare: prima ha dichiarato «in carcere», poi ha grugnito e, infine, ha lasciato «libertà di coscienza». Pure il Papa, per l'occasione garantista e ralativista, approva. Renzi, il sindaco inviso alla redazione di A Pieno Titulo (troppi fatti e poche promesse), non è da meno: le incriminate lavorano più del centro di trasfusione del San Raffaele, perché non deportarle e impiegarle al posto degli scansafatiche municipali? Nel frattempo, le gonne sono state vietate dal Pd. La giustificazione? Troppe zanzare bacchettone in giro. Una prossima mozione è attesa contro le culottes. Non se ne può più di queste gambe nude, diamine. La «capitale morale», da Zingaropoli promessa è diventata Zanzaropoli. La beffa? Ci si gratta (Sempre) e non si vince. Mai. Il vento è cambiato. Davvero. Tanto vale cambiare città.


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giovedì 30 giugno 2011

IL LESSEVIRO, Fedeli alla linea

Pubblichiamo con grande piacere il primo fondo del nostro nuovo direttore editoriale Davide Lessi. Un discorso di insediamento che, conviene agli oppositori, non farà discutere.

Il nuovo direttore editoriale D.L.
La mala femmina Lidia esce da A Pieno Titulo, il giorno in cui le quote latte entrano nei cda. Qualcosa vorrà pur dire, e voi no? Una scelta editoriale non troppo sofferta forse, ma testualmente contro. Che, disinteressatamente, sottoscrivo. Perché come ben dice la Bonino (Emma, n.d.MM, acronimo per “non di MM”): «Sappiamo già da quale filiera vengono le donne che entrano nei consigli di amministrazione». E il filo di Lidia, spiace dirlo, passò intorno al collo del Faccendiere. Non il giornalista in altri affari affaccendato, ma il suo, il nostro, Faccendiere. Probabilmente stordito dalle troppe vivande piccanti. Ma Allah è grande, proprio nel giorno santificato a Paolo&Pietro, il Nostro si è rinsavito, districandosi dalla trama al peperoncino.
Libertà, Franzen, Libertà, Frank!  Libertà da pseudo-intellettuali post-romani e pre-istorici (mo’ te purgo), libertà di acCesso stampa (nel segno che lascia il segno sulla tavoletta wc di Pieroni), libertà di censura “artistica” e terzine Losiche, libertà di pubblicocaccamo&privato. Libertà di Passante e tav, libertà di sex diseducation brianzolo and look post-ciglione. Il tutto sospirando a quell’unica stella: la Zizzania. Da celebrare il sabato, da diffondere ogni giorno. D’estate, di notte, di stage…

Testualmente vostro,
D.L. (Democrazia e Libertà)

Ps: Con un'unica eccezione, ringrazio tutta la redazione di A Pieno Titulo per il caloroso “malvenu” che mi ha elargito dopo l’atto ufficiale, e trasparente, della nomina al sapor di gambero. Mi sento un po’ Scola anch’io. Grazie pa..pa..presidente!