A grande richiesta torna la posta del quore di A Pieno Titulo, racconti strazianti su palpitamenti (e pompate) del quore. Pubblichiamo il lamento che P. ci ha inviato al suo rientro (o quasi) al master. Il ritardo è colpa di Pisapia.
Cara Fossa del Quore,
ti scrivo dal mio cesso di dolore. La notizia che ha riempito di letizia i cuori dei più per me è stata una stilettata che mi ha debilitato nello spirito e nel corpo. Ma mentre soffro in questo autogrill ravennate non posso fare a meno di pensare che, se non altro, sto rimandando di qualche giorno lo scontro con la dura realtà.
L’idea di tornare nelle aule del master senza poter godere della Sua visione mi dilania. Sono immensamente contento per la sorte che il destino gli ha riservato, ma quando mi guardo dentro sento un vuoto enorme. La rassegna delle 9.30 senza lui sarà un’accozzaglia di deficienti senza peti nel freddo del mattino grigio di città. Chissà se lui legge la Gazza. Se con i colleghi commenta i risultati dell’Inter. Se si dispera come me, se sfugge gli sguardi e se ne sta rinchiuso nel cesso, stringendo forte a sé la carta igienica mentre si consola con il sudoku.
Cara Fossa del Quore, la mia lettera vuole essere un appello. A questo punto non possiamo più permetterci di nasconderci e accontentarci dei momenti rubati sulle tribune di San Siro, accompagnandoci a improbabili personaggi riccioluti profumatamente pagati per reggere… la messinscena. Caro P., amore mio, usciamo allo scoperto.
Tuo per sempre, P.
Risponde, la Ele
Caro P.,
come spesso accade con il tuo grido di dolore hai dato voce ai sentimenti di molti. Siamo tutti vicini a te e all’oggetto del tuo desiderio a cui anche noi rivolgiamo un appello: non aver paura, sono tutti pronti ad accettare questa verità.
Però, P., accetta un consiglio: niente colma il vuoto come una porchetta. Intera.
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giovedì 10 novembre 2011
venerdì 18 febbraio 2011
IL PASSANTE, 18 febbraio 2011
Gli insulti gratuiti del venerdì, a firma del dottor Oliva.
Allora dottor Oliva, il numero di MM sta per essere chiuso. E' il momento di chiederle come considera la sua esperienza da photoeditor.
Dopo 3 settimane di lavoro nel desk, credo sia arrivata l'ora di fare il bilancio di questa incredibile esperienza. Incredibile e agghiacciante allo stesso tempo.
Incredibile per le innumerevoli soddisfazioni ottenute sul campo. In qualità di photoeditor, tutte le mie proposte sulle foto da pubblicare sono state accettate, compresa l'idea di utilizzare, per la copertina del prossimo numero di MM, un'immagine di Silvia Favasuli che limona duro con Andreotti. I nostri tutor sono rimasti talmente stupiti dal mio lavoro, che hanno deciso di nominarmi 'Photoeditor eterno'. La cerimonia di consegna di questo illustre titolo avverrà la prossima settimana a Pyongyang, alla presenza di Kim-Jong il.
Come dicevo, tuttavia si è trattata di un'esperienza a tratti agghiacciante. Provateci voi, a lavorare con uno Stefano Glenzer che ogni tre secondi intona cori anti-Inter e con una Favasuli che fa domande su ogni cosa ("cos'è un photoeditor?", "cos'è una foto?", "come nascono i bambini?", "Dio c'è? E se c'è, dov'è? Eh?").
Contro chi desidera inveire questa settimana?
La mia critica settimanale oggi si scaglia su un personaggio che oserei definire controverso: Arcangelo Rociola.
Ma ricostruiamo la sua storia. Il Rociola nasce pescatore abusivo di ricci sul lungomare di Bari. Poi, a seguito di un sogno in cui gli appare Immanuel Kant con la maglia di Totti, Arcangelo dà una svolta alla propria vita e in un colpo solo diventa romanista e si iscrive a Filosofia. Si laurea nella capitale con una tesi dal titolo: "Quello che mi è apparso in sogno non era Kant, ma Johnny Dorelli. Storia di uno studente che avrebbe dovuto condurre Fantastico anzichè studiare filosofia".
Arriva a Milano e si iscrive alla Tobagi. Qui, per il numero di MM di prossima uscita, decide di scrivere un pezzo sui taccheggi nei supermercati. Nella foto principale del pezzo, immortala un'anziana intenta ad acquistare una confezione di ravioli. Non capisco perchè Arcangelo ce l'abbia con i ravioli. Lo trovo scandaloso e pretestuoso. Che il Rociola si stato vittima di atti di bullismo basati sui ravioli? Pretendo seduta stante un richiamo nei suoi confronti da parte dell'Ordine (e della Buitoni).
Un applauso va invece a Galliani, che oggi alla Gazzetta dello sport ha dichiarato che la rimonta dell'Inter nei confronti del Milan è un falso. Sono contento che l'ad rossonero ammetta che ormai il Milan ha vinto lo scudetto (e anche la Champions e la Coppa Italia), a differenza di gente come Giorgio C., che si ostina ad esibirsi in gesti apotropaici irriferbili, convinto che in giro sia pieno di 'gufi'.
Questa è la settimana di Sanremo. Lo sta seguendo?
Dopo 3 settimane di lavoro nel desk, credo sia arrivata l'ora di fare il bilancio di questa incredibile esperienza. Incredibile e agghiacciante allo stesso tempo.
Incredibile per le innumerevoli soddisfazioni ottenute sul campo. In qualità di photoeditor, tutte le mie proposte sulle foto da pubblicare sono state accettate, compresa l'idea di utilizzare, per la copertina del prossimo numero di MM, un'immagine di Silvia Favasuli che limona duro con Andreotti. I nostri tutor sono rimasti talmente stupiti dal mio lavoro, che hanno deciso di nominarmi 'Photoeditor eterno'. La cerimonia di consegna di questo illustre titolo avverrà la prossima settimana a Pyongyang, alla presenza di Kim-Jong il.
Come dicevo, tuttavia si è trattata di un'esperienza a tratti agghiacciante. Provateci voi, a lavorare con uno Stefano Glenzer che ogni tre secondi intona cori anti-Inter e con una Favasuli che fa domande su ogni cosa ("cos'è un photoeditor?", "cos'è una foto?", "come nascono i bambini?", "Dio c'è? E se c'è, dov'è? Eh?").
Contro chi desidera inveire questa settimana?
La mia critica settimanale oggi si scaglia su un personaggio che oserei definire controverso: Arcangelo Rociola.
Ma ricostruiamo la sua storia. Il Rociola nasce pescatore abusivo di ricci sul lungomare di Bari. Poi, a seguito di un sogno in cui gli appare Immanuel Kant con la maglia di Totti, Arcangelo dà una svolta alla propria vita e in un colpo solo diventa romanista e si iscrive a Filosofia. Si laurea nella capitale con una tesi dal titolo: "Quello che mi è apparso in sogno non era Kant, ma Johnny Dorelli. Storia di uno studente che avrebbe dovuto condurre Fantastico anzichè studiare filosofia".
Arriva a Milano e si iscrive alla Tobagi. Qui, per il numero di MM di prossima uscita, decide di scrivere un pezzo sui taccheggi nei supermercati. Nella foto principale del pezzo, immortala un'anziana intenta ad acquistare una confezione di ravioli. Non capisco perchè Arcangelo ce l'abbia con i ravioli. Lo trovo scandaloso e pretestuoso. Che il Rociola si stato vittima di atti di bullismo basati sui ravioli? Pretendo seduta stante un richiamo nei suoi confronti da parte dell'Ordine (e della Buitoni).
Un applauso va invece a Galliani, che oggi alla Gazzetta dello sport ha dichiarato che la rimonta dell'Inter nei confronti del Milan è un falso. Sono contento che l'ad rossonero ammetta che ormai il Milan ha vinto lo scudetto (e anche la Champions e la Coppa Italia), a differenza di gente come Giorgio C., che si ostina ad esibirsi in gesti apotropaici irriferbili, convinto che in giro sia pieno di 'gufi'.
Questa è la settimana di Sanremo. Lo sta seguendo?
Si, sto seguendo Sanremo, più vicino di quanto si possa credere. Da tre giorni, infatti, fornisco feci fresche a un personaggio assai noto e coinvolto nella conduzione del Festival.
In settimana lei ha scatenato una polemica sulla nomina di Caccamo a consulente emotivo di A Pieno Titulo. Vuole dire qualcosa in merito?
Sulla nomina di Caccamo, io e Lei abbiamo avuto un intenso scambio di missive. Ritengo che il degrado sociale della nostra povera Italia passi soprattutto da decisioni di questo tipo. Altro che Ruby. Se Caccamo può collaborare per il Suo blog, io posso fare l'arcivescovo.
Parole dure.
Per leggere le altre puntate de Il Passante:
http://pienotitulo.blogspot.com/search/label/passante
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Per saperne di più sul dottor Oliva:
http://vivalafifa.wordpress.com/
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