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martedì 20 dicembre 2011

LA FOSSA DEL QUORE, Anche i robot piangono

La posta del quore di A Pieno Titulo. Storie d'amore, racconti strazianti su palpitamenti (e pompate) del quore.

Cara Fossa del Quore,
io ho accettato questa svolta nella mia vita per essere circondato dall’affetto di 60 milioni di persone. Io invidiavo il mio predecessore. Lo vedevo in tv, sempre sorridente, sempre pieno di donne. Tutti gli volevano bene. Le vecchiette gli lanciavano le giarrettiere.
Arrivo io, invece, e tutti sono tristi. Tutti si lamentano. Ho fatto del mio meglio per farli godere – perché, diciamocelo, anche se non lo ammettono a tutti piace prenderlo nel culo. Quindi mi sono impegnato per non escludere proprio nessuno. Volevo far godere tutto il Paese, sognavo una grande orgia nazionale. Insomma, non voglio che mi si dica grazie, ma nemmeno che mi spediscano le lettere farcite di proiettili. Questo mi ha fatto davvero male.
Scrivono lettere d’amore ai pazzi criminali e io ricevo solo minacce? Ti prego, aiutami. Ci dev’essere un modo per conquistare l’amore degli italiani.

Risponde la Ele
Caro Mario,
tu confondi i segnali. I proiettili sono un chiaro simbolo fallico. Da parte di un ipodotato, ma pur sempre qualcuno che ti ama. Le lettere d’amore si scrivono solo a chi è in carcere. Così si è sicuri che non uscirà mai più e che non si sarà costretti a passare il resto della vita con lui.
Non ti disperare, hai solo cominciato con il piede sbagliato. Il problema è che prima che una cosa piaccia, bisogna provarla. Dopo vent’anni di gnocca per tutti, devi fargli riscoprire il piacere di un’orgia autenticamente bisessuale. È solo questione di tempo prima che si accorgano che li stanno fottendo in modo del tutto diverso. Ma poi, vedrai, godranno molto di più.

Leggi le altre lettere alla Fossa del quore

lunedì 28 novembre 2011

L'INCHIESTA SCOMODA. Chi sono davvero i ministri del governo Monti

Il governo guidato da Mario Monti ha incontrato poche critiche. I suoi ministri sono stati descritti come uomini e donne di specchiata fama. In realtà, una nostra indagine ha potuto svelare un passato non del tutto limpido. O quantomeno sorprendente. Alcuni dei neo ministri hanno trascorsi nel mondo dello spettacolo. Altri in quello dello sport. Trascorsi che si è tentato di occultare. Ma che ora, inesorabilmente, riemergono.





Mario Monti. Già commissario europeo, Mario Monti nasconde un passato ben più rocambolesco di quanto voglia far trasparire. Oggi stimato economista, ieri con la passione dei fantasmi: era Egon dei Ghostbusters. La prova? Il cane di cui non ha voluto rivelare il nome si chiama Slimer.





Antonio Catricalà. Tutti hanno pensato che Catricalà sia stato nominato sottosegretario alla presidenza del consiglio per la sua carriera, per la stima che può vantare sia a destra che a sinistra. In realtà tutto si basa su un caso di omonimia. Egon Monti voleva un sottosegretario che avesse un nome simile al suo. Ha scelto Igor.




Anna Maria Cancellieri. Poco dopo la nomina agli Interni, Anna Maria Cancellieri ha detto: “Pensavo di fare solo la nonna”. Dopo essere stato generale e padrino le tocca diventare ministro. Quella di Monti era un’offerta che non si poteva rifiutare. Le è stato chiesto: “Ministro, una parola per descrivere la situazione italiana”. Lei ha risposto: “L’orrore, l’orrore”.

Paola Severino Di Benedetto. Pur travestendosi da avvocato e accademico, non ha saputo rinunciare al cognome combinato. Questa piccola vanità ci ha portato a svelare la sua vera identità: Paola Severino Di Benedetto è la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare.

Corrado Passera. Anche lui ha cercato di rifarsi una vita. Ha dedicato la sua esistenza ai grandi cda. Sentiva l’esigenza di poltrone dopo anni passati tra allenamenti e fatica fisica. Ma, nonostante tutto, qualcosa rimane. Soprattutto uno scudetto con il Verona. Perché Corrado Passera è Pietro Fanna.
  
  




Mario Catania. Nominato ministro per le politiche agricole, Catania ha conquistato il ministero grazie alla sua esperienza sul campo. Amante dell’aria aperta, ha scelto il ministero più vicino alla prima fase della sua vita, quella di ciclista e commentatore tv. Mario Catania è in realtà Gigi Sgarbozza.




Lorenzo Ornaghi. Ai beni e attività culturali un  rettore, un uomo di ingegno. Ha fatto di tutto per cancellare il suo passato da manovale della pelota. Ce l’aveva quasi fatta. Ma noi siamo riusciti a svelare la sua vera identità: Ornaghi è Aldo Dolcetti



Renato Balduzzi. La traccia: una sanità da cani. La certezza: il sorriso. Stanco di corse e risate, Balduzzi si è incamminato verso in uno dei ministeri più impegnativi. Ma dopo lunghe ricerche siamo ugualmente riusciti a rintracciare una sua immagine d’archivio: è Muttley.





Elsa Fornero. Chiamata a rinnovare il sistema lavorativo e le politiche sociali per la sua carriera. Non come docente, ma come donna vicina al popolo. La ricordiamo ne I Cesaroni. Perché Elsa Fornero è Claudio Amendola.





Giuliomaria Terzi di Sant’Agata. Ambasciatore di lungo corso, non è andato alle finanze per il suo passato da succhiasangue. Ma non ha rinunciato alla sua eleganza e ai suoi titoli nobiliari. Memore del suo passato nello spettacolo nei panni di Dracula in Carletto il principe dei mostri.  

venerdì 25 novembre 2011

giovedì 24 novembre 2011

MO' TE SPIEGO - Il governo tecnico

 Le spiegazioni incomprensibili di Frank Riccardi 

Frank, cosa ne pensa dell'ascesa di questo nuovo governo?
Innanzitutto mi preme sgombrare il campo da equivoci. Lo si è dipinto come una novità assoluta, ma questo governo Monti non è che una copia. Lo dimostra il fatto che, per pararsi, hanno voluto metterci dentro a tutti i costi un Riccardi, ovviamente quello sbagliato. L’unico giusto sono io, già presidente del primo e unico governo Monti degno di nota. Lo fondai tempo fa in una vineria del rione Monti a Roma. Da lì, appunto, il nome. Accanto a me, nell’ufficio di presidenza, c’erano le signorine Giovanna Moscatelli e Antonella Panico, notissime esperte di vita e di morale. Data la nostra unità d’azione e d’intenti, eravamo detti anche la Trinità di Monti. Come vede, avevo messo delle donne in posti chiave ben prima del cosiddetto SuperMario. Siamo stati talmente bravi che non ci hanno mai chiamato in Europa, se non per correre noi in aiuto di altri. Per dire, non abbiamo neanche avuto bisogno di fare nemmeno un Erasmus.

L'aggettivo tecnico è appropriato? Gramscianamente, cosa significa governo tecnico?
Guardi, nell’epoca della grande informatizzazione, il tecnico lo si chiama soltanto in situazioni d’emergenza. Su questo il più eloquente in dottrina è stato certamente Corrado Guzzanti:


Ho letto da qualche parte (non ricordo bene dove, del resto se una testata non riporta il mio pensiero non è importante) che il governo tecnico sarebbe frutto di quello che Gramsci chiamava “pessimismo dell’intelligenza”. Beh, innanzitutto voglio marcare la differenza e precisare che il mio governo era guidato dall’ottimismo dell’idiozia. Che, guarda caso, è la cosa più intelligente da mettere in campo, come insegna lo stesso Marx (lei sa che io sono profondamente marxista, tendenza Groucho. Ovviamente sto citando lui).

Cosa ne pensa del nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti?
Ci conosciamo da tempo. Una volta mi ha offerto una cattedra alla Bocconi, ma io ho rifiutato perché all’epoca preferivo continuare a produrre i film porno di Gianluca Maggiacomo. Poi alla mensa della Bocconi, nonostante il nome, non si trova della buona mozzarella, neanche a bocconcini. Con Mario abbiamo diverse cose in comune: per esempio, il cinema. Anche lui è un appassionato dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Il suo preferito, ovviamente, è “Lo chiamavano Trinità”: ma mi ha confidato che, per scaramanzia, prima della fine del 2012 non vedrà il sequel, “Continuavano a chiamarlo Trinità”. Ha notato che è volato a Bruxelles per incontrare Merkel e Sarkozy? Hanno detto che si trattava di questioni istituzionali, in realtà era per ripassare tutti insieme “Altrimenti ci arrabbiamo”.

Non pensa che con Monti le pianure possano essere danneggiate?
È quello che pensa anche Bossi, non a caso un cretino peggio di lei. Guardi, io ho familiarità con conche e paludi, in una prospettiva di progetto leonardesco è tutta roba che deve essere drenata, e del resto l’Europa ci chiede politiche d’austerità, quindi come vede c’è della coerenza. Io piuttosto mi preoccuperei dei residui pirateschi d’opposizione che ancora stanno a galla. Infatti, per Monti, il vero antagonismo non è con le pianure ma con i mari. L’esclamazione “Fuss’ ‘a maronn’”, che il Paese intero ha emesso alla notizia della nomina del professore a premier, si riferiva proprio a questo: ai marosi, che si spera di allontanare.

La nuova sede del Consiglio dei Ministri

Nel programma di governo ci sarà spazio per lo stalinismo borbonico?
Beh, il mio governo Monti era completamente dedicato al piano quinquennale di stalinismo borbonico, come indica anche l’origine delle colleghe Panico e Moscatelli (una garanzia, da questo punto di vista). Con Mario ne abbiamo parlato poco, sa, tutto è successo un sacco di fretta, ma il fatto che sul Colle più alto sieda ancora Napolitano mi fa ben sperare. Certo, ci sono alcuni provvedimenti che posso consigliare a Monti di adottare subito. Sarebbero misure necessarie per la crescita.

Primo. Divieto di circolazione nei centri storici per i culi troppo larghi. C’è bisogno di spazio. Il divieto, nel caso, si può estendere alle periferie. 
Secondo. Finanziamento pubblico per i film erotici del maestro Maggiacomo, facilmente riconvertibili alla pubblica utilità. 
Terzo. Patrimoniale ad personam per Pietro Pruneddu e famiglia. 
Quarto. Provvedimento d’espulsione immediata per Giorgio Caccamo. 
Sesto: Bruno Ambrosi. 
Settimo: abolizione di Ragusa, città e cognome: sono entrambi enti inutili e sprechi di denaro pubblico.

È vero che ora al governo c'è una grande ammucchiata?
Detto così, sembra che il premier sia Maggiacomo e non Monti! Diciamo che si sono formati dei montarozzi, dei monticelli di consenso. Un giorno prima non c'era, adesso c'è: si è trattata di una vera propria erezione di consenso, come certificherebbe anche De Rita, impossibile da ottenere tramite elezione. Alle elezioni facilmente ci si ritrova trombati. Con l'erezione è il contrario. Da qui il fascino erotico del potere, già sviscerato da Foucault e altri, tra cui il sottoscritto.

Bossi è ancora dietro al cespuglio?
Guardi mi pare l'abbiano ritrovato che vagava per i giardini di Villa Reale a Monza, cercando l'entrata del ministero, e anche lì gli hanno ricordato che deve stare attento col sigaro: il fogliame può prendere fuoco. In ogni caso, io sarei per la potatura, la stagione è passata.

Frank Riccardi

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mercoledì 23 novembre 2011

BUONGIORNO PADANIA

Là sui Monti con l'Umbèrt
«Urgh!!!». Prendiamoci a pugni dalla felicità. Spira di nuovo e forte il vento del Nord. Si va all’opposizione. Sui monti, se serve. Ma mai, MAI, con Monti. L’eurocrate traditore della materna e verdeggiante Varese.  Rinviata la caccia a marmotte, marroni e maroniani. Ai maroniti, specie rara ma straniera, non daremo la cittadinanza.Se ne stiano in Libano. Vietato fare i Tosi e i dispettosi. Al massimo è permesso rifocillarsi lungo i ruscelli, seduti a cerchio magico, per imparare dal Trota. Andare controcorrente. Le forze avverse sono tante: la gang della finanza, il generale bicefalo Merkozy, la formazione paramilitare segreta Trilateral e il gruppo scelto Bilderberg. Peggio dei rom, anzi dei rom terroni. Ricordatevi, un popolo in cammino scrive la Storia. Si torna alla lotta.


«Fanculo governo!». Arrivederci Arcore. Da oggi solo cene di carne a base d’orso. Autoctono. È fuorilegge mangiarlo? «Prrrrrr». La legge siamo noi. E basta kebab. Abbiamo un Parlamento pronto a riaprire. Salvini già scalpita per occupare l’estrema sinistra dell’emiciclo. La più vicina a Pontida e alle feste dell’unità. Venite! Canta anche Alberto da Giussano. E poi ci sono ministeri di Monza. E un po’ di ministri da ricollocare. Il federalismo non è mai esistito, scordatevelo. Padania libera e unita. Incrociate le dita e fatevi le Corna. Anche se loro negheranno. Nel dubbio alzate il medio. «Srgunt».

martedì 22 novembre 2011

IL ROMPICOGLIONE, Pane per tutti i denti

Mario Monti: "Sulle riforme saremo incisivi". Berlusconi: "Noi eravamo canini".

L'AVVOCATO DEL CAVOLO - In difesa della Democrazia

Il nero manto della tecnocrazia si sta stendendo sopra il fulgido sole della volontà popolare. All’indomito spirito italico, che aveva direttamente espresso la propria preferenza per Silviodoro Berlusconi I, detto Il Magnifico, viene scippata la possibilità di rivotarlo immediatamente. Con quali argomentazioni poi! Lo spread, il tracollo dei mercati, il fallimento dell’euro…come se alla casalinga di Voghera, vero metro, oserei dire alfa e omega della rappresentanza popolare, gliene fregasse poco meno di un cavolo nero e falliforme. Ora non c’è più Lui, che gli italiani avevano votato, e tutti sono più tristi. E la piantino le professorine dalla penna rossa, tipiche di una certa sinistra, di invocare la Costituzione. Che l’elezione diretta del presidente del Consiglio non esista nella nostra Repubblica, che la volontà popolare debba essere mediata, che i parlamentari debbano avere un comportamento decoroso, sono solo grigie disposizioni normative che stanno strette all’estro tipico dei discendenti di Romolo. Ora siamo governati da professori, rettori, prefetti, banchieri, militari, gente con due o tre cognomi. Tutto ciò è inaccettabile. Il popolo si identifica con gli occhi sbarrati di Mara Carfagna, con l’imperioso stacco di coscia di Vittoria Brambilla, con il musetto appuntito del suo chihuahua (Pisapia, restituisci Cartier!)(e Mike!), con il tunnel della Gelmini e con la specchiata onestà del ministro Romano (per tacere della coerenza di Capezzone, dell’astuzia di Giovanardi e della simpatia di Gasparri). Il tentativo degli innaturalmente intelligenti, colti, spocchiosi oligarchi delle turboburocrazie europee e mondiali, di imporre qualcosa di diverso è ignominia pura. La democrazia significa che il popolo italiano deve poter fare quel che il popolo italiano vuole. Basta a queste odiose intrusioni che pretendono di dettarci un’agenda diversa da quella che abbiamo prescelto: tette, tv e cazzate. Se a Bruxelles e Strasburgo hanno questa antipatica mania di voler sovvertire gli impulsi naturali basilari in ogni società democratica, vadano ad occuparsi dei Lemmings.