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| Daoud Bouzid "Giorgio" Caccamo pochi minuti dopo essere nato. (Foto N'Kono) |
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venerdì 17 giugno 2011
giovedì 16 giugno 2011
martedì 22 marzo 2011
IL PROFILO, Giorgio Caccamo
Siamo riusciti a venire in possesso dei veri profili dei giornalisti della Tobagi. Iniziamo oggi la loro pubblicazione.
Sono nato nel 1983 a Tunisi. Sono africano. Il mio vero nome è Daoud Bouzid Caccamo, ma da quando sono in Italia tutti mi chiamano Giorgio. O Giorgino. O Giorgione. O Giorgessa. Sono cresciuto al Centro di Permanenza Temporanea Ante Litteram di Modica, in mezzo agli stenti. Cioè, si mangiava pure, però non riuscivo mai a seguire l'Appello del Martedì perché l'unico televisore era occupato dalla nipote di Mubarak che si guardava sempre i canali della Fininvest. Nonostante io abbia imparato a scrivere ed esprimermi correttamente con l'itagliano solo negli ultimi mesi, ho conseguito una laurea a Bologna in cooperazione e diritti umani. Poi sono tornato in Africa per seguire un progetto di sviluppo in Repubblica Democratica del Congo. E' lì che ho adottato la mia curiosa capigliatura che, ci tengo a precisare, non è una parrucca ma è reale. Poi sono finito in carcere. Nel senso buono, facevo l'immigrato clandestino. Ho imparato cose "strane" e interessanti, tipo l'alfabeto e soffiarmi il naso coi piedi. Vorrei poterlo soffiare anche agli altri.
Sono nato nel 1983 a Tunisi. Sono africano. Il mio vero nome è Daoud Bouzid Caccamo, ma da quando sono in Italia tutti mi chiamano Giorgio. O Giorgino. O Giorgione. O Giorgessa. Sono cresciuto al Centro di Permanenza Temporanea Ante Litteram di Modica, in mezzo agli stenti. Cioè, si mangiava pure, però non riuscivo mai a seguire l'Appello del Martedì perché l'unico televisore era occupato dalla nipote di Mubarak che si guardava sempre i canali della Fininvest. Nonostante io abbia imparato a scrivere ed esprimermi correttamente con l'itagliano solo negli ultimi mesi, ho conseguito una laurea a Bologna in cooperazione e diritti umani. Poi sono tornato in Africa per seguire un progetto di sviluppo in Repubblica Democratica del Congo. E' lì che ho adottato la mia curiosa capigliatura che, ci tengo a precisare, non è una parrucca ma è reale. Poi sono finito in carcere. Nel senso buono, facevo l'immigrato clandestino. Ho imparato cose "strane" e interessanti, tipo l'alfabeto e soffiarmi il naso coi piedi. Vorrei poterlo soffiare anche agli altri.
Se riuscissi a occuparmi per lavoro delle mie passioni e dei miei interessi - compresi il Milan e il bunga bunga - sarei un africano molto contento.
Per saperne di più su Daoud Bouzid "Giorgio" Caccamo
Leggi il profilo fittizio di Daoud Bouzid "Giorgio" Caccamo
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mercoledì 16 febbraio 2011
COMUNICATO UFFICIALE, 16 febbraio 2011
Sesto Marelli, 16 febbraio 2011
Con la presente ufficializziamo la nomina di Giorgio Caccamo a consulente emotivo di A Pieno Titulo. Siamo molto orgogliosi di accogliere una personalità del calibro di Caccamo nella nostra grande famiglia. Caccamo ha sottoscritto un legame con A Pieno Titulo sino al 30 giugno 2012. Il contratto verrà depositato in Lega Calcio dopo l'espletamento delle formalità riguardanti il suo permesso di soggiorno.
Con fede
Lorenzo Lamperti
Presidente
Alvise Losi
Amministratore delegato
Lidia Baratta
Direttore editoriale
Paolo Fiore
Faccendiere Capolunedì 14 febbraio 2011
CACCAMO&PRIVATO, 14 febbraio 2011
San Valentino, amiamoci lavorando
Il modo migliore per festeggiare è andare a lavorare. Perché il governo del fare è anche il governo dell’Amore, e se i ministri dicono che il 17 marzo (festa dell’Unità?!?) non si devono chiudere uffici e negozi, figurarsi il 14 febbraio. Già i parrucchieri sono chiusi di lunedì e loro in questa giornata avrebbero da lavorare. Uniamoci contro le lobby dell’odio. Innamorati di tutto il mondo, unitevi – sotto le scrivanie e i banchi di scuola. La vera festa dell’Unità è questa, tutti insieme festeggiamo l’ammmore e la felicità. Ma non blocchiamo la produzione, se si ferma il lavoro oggi, come faremo domani? I ministri dell’Amore ci vogliono tutti al lavoro, e fanno bene. Basta con le tensioni e i conflitti tra single e fidanzati, la peggiore guerra dell’era contemporanea. Mi rivolgo ai single: inutile che sperate di cuccare a San Valentino, non c’è trippa per gatti. Andate a lavorare. E ai fidanzati: andate a lavorare, siete insopportabili quando vi sbaciucchiate in giro.
Che l’Amore sia con noi.
venerdì 11 febbraio 2011
LETTERE AL DIRETTORE, 11 febbraio 2011
Pubblichiamo la lettera ricevuta dal presidente del Pdkrs (Partito degli khmer rossi salentini) in risposta all'articolo pubblicato in data giovedì 10 febbraio, Il ladro del Foglio.
Egregio direttore,
vedere il mio nome associato a quello dei sospetti taccheggiatori e, peggio
ancora, lettori del Foglio mi riempie di sdegno.
Dando credito alle dichiarazioni di un tale Giorgio Caccamo, persona che né
io, né il fisco e ancor meno l’anagrafe abbiamo il piacere di conoscere, lei
ha tirato su dal nulla una insensata campagna denigratoria che ricalca il
peggior spirito giustizialista della sinistra italiana.
Sono state mosse al mio indirizzo accuse infamanti, insinuazioni al solito
soffuse di moralismo bacchettone. Quello di Gran Visir della Fregna è un
titolo che mi sono meritato sul campo, partendo dal poco appagante ruolo di
Gran Fregna del Visir. Ma questo il suo blog non lo dice. Il suo
neopuritanesimo ipocrita non fa che offendere me e i milioni di elettori
moderati che ad ogni tornata elettorale continuano a premiare Berlusconi e
il Popolo delle libertà.
Adesso mi scusi ma ho dall’altra parte Camillo Langone che mi reciterà dal
vivo una dozzina di preghiere.
In mutande ma vivo,
Arcangelo Rociola
vedere il mio nome associato a quello dei sospetti taccheggiatori e, peggio
ancora, lettori del Foglio mi riempie di sdegno.
Dando credito alle dichiarazioni di un tale Giorgio Caccamo, persona che né
io, né il fisco e ancor meno l’anagrafe abbiamo il piacere di conoscere, lei
ha tirato su dal nulla una insensata campagna denigratoria che ricalca il
peggior spirito giustizialista della sinistra italiana.
Sono state mosse al mio indirizzo accuse infamanti, insinuazioni al solito
soffuse di moralismo bacchettone. Quello di Gran Visir della Fregna è un
titolo che mi sono meritato sul campo, partendo dal poco appagante ruolo di
Gran Fregna del Visir. Ma questo il suo blog non lo dice. Il suo
neopuritanesimo ipocrita non fa che offendere me e i milioni di elettori
moderati che ad ogni tornata elettorale continuano a premiare Berlusconi e
il Popolo delle libertà.
Adesso mi scusi ma ho dall’altra parte Camillo Langone che mi reciterà dal
vivo una dozzina di preghiere.
In mutande ma vivo,
Arcangelo Rociola
Presidenza Pdkrs
Risponde il direttore Lorenzo Lamperti
Caro presidente Rociola,
mi dispiace smentire le sue accuse, ma non abbiamo mai pubblicato nessuna dichiarazione di tale Caccamo Giorgio. Se legge con attenzione l'articolo incriminato, si accorgerà del suo clamoroso abbaglio. L'accusa nei suoi riguardi, circostanziata e documentata, arriva da Giorgio C., anzi G. Caccamo, quindi niente a che vedere con Giorgio Caccamo. In merito al suo ruolo di Gran Visir della Fregna, non le abbiamo mai negato i complimenti che sono dovuti per un'occupazione di così alto rilievo politico e sociale. Riteniamo altresì di aver sempre rispettato il Partito degli khmer rossi salentini, che lei così nobilmente guida e conduce verso il sole dell'avvenire. A proposito, durante i comizi con i suoi adepti si presenta con le lenti a contatto?
In fede,
Lorenzo Lamperti
Direttore A Pieno Titulo
Presidente illegalmente eletto
giovedì 10 febbraio 2011
TOBAGI VISTA DA: Giorgio Caccamo
Come di consueto, sempre di giovedì, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci. Percorsi umani ed esistenziali. Testimonianze di vita e di giornalismo. Quando una lezione, vista l'ora, è appena finita e una nuova lezione è appena cominciata. Una lezione in più per capire, vivere, sognare.
Buongiorno dottor Caccamo, lei inaugura la nuova rubrica Tobagi vista da, cosa prova al riguardo?
Eh, buongiorno, alla buon'ora (visibilmente contrariato per il ritardo di quelche minuto del redattore, ndr).
Allora, sono passati quasi cinque mesi dal suo sbarco alla Tobagi. A proposito, lei come è sbarcato alla Tobagi?
Che domande, ovviamente in barcone! E devo anche confessarle che noto una certa somiglianza tra lo scafista e Gabriele Pieroni. Purtroppo, cinque mesi dopo non sono ancora riuscito a ricevere il permesso. Neppure il click day è servito a qualcosa. Devo dedurre che in questo Paese sono considerato una voce scomoda.
Come giudica i primi mesi di Ifg?
L'ambiente è bello, interessante, pieno di spunti. La critica che devo fare è che ci sono troppe ragazze. E' difficile lavorare serenamente.
Tra l'altro, qualcuno le attribuisce già 18 incontri sessuali, 24 due di picche e un flirt vero e proprio. Cosa ci può dire al riguardo?
Un master di giornalismo dovrebbe insegnare a usare le regole della discrezione e della deontologia professionale. Vedo invece che lei attua una vergognosa disinformazione. Comunque non posso dirle chi è la ragazza del flirt...
Quindi conferma che un flirt c'è?
Ma lei è davvero tendenzioso! (visibilmente nervoso, ndr). Lei chiede ma in realtà lo sa già. Ma io non le dico niente, se no poi so come fate voi giornalisti.
In molti si chiedono il motivo della sua scelta di venire alla Tobagi. Perché un master in giornalismo e non un corso del dopolavoro?
Ma guardi, innanzitutto facendo il dopolavoro avrei potuto giocare a calcio a un livello certamente più alto di quello al quale gioco settimanalmente alla Pro Patria. Per quanto riguarda il master, io non volevo venirci. Sono passato di qui e mi ci hanno tirato dentro. Avrei voluto fare una scuola di barman.
In che modo si sente legato al luogo del master? All'Ifg si sente lo spirito di Indro Montanelli, che dà il nome alla piazza in cui si trova la scuola?
Me lo ricordo, Montanelli, sempre con quelle macchine da scrivere... In realtà non so cosa c'entri un operaio della Olivetti con il giornalismo.
Si vocifera che per avere il ruolo di capodesk (magnifico, ndr) lei abbia mosso poteri occulti molto forti. C'è chi giura che lei abbia agganci molto in alto.
(silenzio, ndr)
Anche per il suo blog, A sud di Tunisi, si sostiene che lei tragga giovamento dai suoi rapporti con il clan dei Casalesi.
Un giornalista dovrebbe informarsi bene, lei invece viene qui e non sa niente neppure delle mafie con cui sono in contatto. La mia collaborazione con i Casalesi è impossibile, meglio che non dica cosa penso dei campani. Per fortuna alla Tobagi non ce ne so... va beh, comunque i miei rapporti con i Corleonesi hanno favorito il mio blog. Dietro c'è tutto un movimento che arriva fino alla Germania. Uno dei miei collaboratori occulti è Bobby Brambo, che svolge un gran lavoro oscuro per aumentarmi le visite.
Lei è stato in Congo. Analogie e differenze con la sua convivenza con Pruneddu.
Le somiglianze sono molte. Innanzitutto, anche a casa nostra si mangia con le mani. Le differenze non sono poi neanche tante, con Pietro ho sempre un pigmeo in casa.
Analogie e differenze tra la sua esperienza di lavoro in carcere e il master della Tobagi.
Non c'è alcuna differenza.
Dopo questi mesi di praticantato ha già trovato il suo brand?
Guardi, ho un grosso timore per il mio futuro. Mi sento molto transmediale. Credo sarà molto più semplice per me trovare un brandy, però sono convinto di riuscire a crearmi un differenziale entro tre o quattro giorni.
Dottor Caccamo, ma davvero andrà a fare lo stage nel quotidiano delle Isole Tonga?
E' una voce che circola da tempo e mi sembra inutile smentirla. A Nuku'a Lofa non si parla d'altro. D'altra parte di cosa dovrebbero parlare alle Tonga?
Come sta seguendo la cavalcata trionfale del Milan verso il suo 18esimo scudetto?
Io non seguo il calcio (si tocca visibilmente e ripetutamente le palle, ndr).
C'è chi giura di averla sentita bestemmiare a più riprese durante Milan-Lazio e Inter-Roma.
Non ricordo di aver bestemmiato all'Old Fox dopo il quinto gol dell'Inter contro la Roma, segnato da Cambiasso al 90' su assist di Zanetti, e anche se lo avessi fatto alludevo all'avvenenza dei camerieri e alla simpatia dei compagni di bevuta (e di bestemmia, ndr).
Ha mai sentito parlare di un'organizzazione segreta chiamata Operazione Gufo?
Mi è giunta voce di questa cosa. Ma io me ne tengo alla larga, i pessimi soggetti che sembra ne facciano parte non meritano altro, in particolare Oliva. Tra l'altro, volevo dire che se io sono paragonato a un treno regionale Caserta-Battipaglia, Oliva dovrebbe essere il rapido accelerato Messina-Ravenna che non fa soste intermedie. I tempi di percorrenza del treno sono gli stessi di quelli di Oliva su un campo di calcio. Ricordo che nella sua carriera di calciatore Oliva era conosciuto come il Cuccetta.
Qual è il suo giornale preferito? E la trasmissione televisiva?
Il mio giornale preferito è ovviamente La Bibbia (allude a La Gazzetta dello Sport, ndr). Per quanto riguarda la televisione, io e Pruneddu a casa non ne abbiamo...
Preferite fare altro?
(sorrisetto allusivo, ndr)
Chi è il suo punto di riferimento come giornalista?
Certamente Marcello Veneziani, al quale mi ispiro anche per il look.
Oggi riceverà il tesserino da giornalista praticante. Come si sente?
E' solo un altro documento con sopra la mia foto per il quale verrò fermato dalle forze dell'ordine.
Si sente ottimista per la professione e per il futuro?
No.
Grazie, e arrivederci.
Sì, va beh, la prossima volta arrivi puntuale. (incaccamito, ndr)
Per maggiori informazioni su Giorgio Caccamo
http://sicilitudine.blogspot.com/
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