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giovedì 24 marzo 2011

IL PROFILO, Arcangelo Rociola

Fedifrago meridionale. Nasce concittadino di Orazio e Clarabella, implicato nel caso del furto del Foglio. Ha vissuto in Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, ma tutti l’hanno cacciato. È finito in Puglia, tra la Madonna dello Sterpeto e le cime di rapa. Le cozze come unica costante.
Sorvola la militanza cambogiana, studia gastronomia a Roma ma non ricorda neanche il nome della sua università. Dice di essere umano, ma è romanista. Decide che quella del giornalista è la professione che gli riuscirà di distruggere.

Leggi i veri profili della Tobagi

venerdì 11 febbraio 2011

LETTERE AL DIRETTORE, 11 febbraio 2011

Pubblichiamo la lettera ricevuta dal presidente del Pdkrs (Partito degli khmer rossi salentini) in risposta all'articolo pubblicato in data giovedì 10 febbraio, Il ladro del Foglio.

Egregio direttore,
vedere il mio nome associato a quello dei sospetti taccheggiatori  e, peggio
ancora, lettori del Foglio mi riempie di sdegno.
Dando credito alle dichiarazioni di un tale Giorgio Caccamo, persona che né
io, né il fisco e ancor meno l’anagrafe abbiamo il piacere di conoscere, lei
ha tirato su dal nulla una insensata campagna denigratoria che ricalca il
peggior spirito giustizialista della sinistra italiana.

Sono state mosse al mio indirizzo accuse infamanti, insinuazioni al solito
soffuse di moralismo bacchettone. Quello di Gran Visir della Fregna è un
titolo che mi sono meritato sul campo, partendo dal poco appagante ruolo di
Gran Fregna del Visir. Ma questo il suo blog non lo dice. Il suo
neopuritanesimo ipocrita non fa che offendere me e i milioni di elettori
moderati che ad ogni tornata elettorale continuano a premiare Berlusconi e
il Popolo delle libertà.

Adesso mi scusi ma ho dall’altra parte Camillo Langone che mi reciterà dal
vivo una dozzina di preghiere.

In mutande ma vivo,
Arcangelo Rociola
Presidenza Pdkrs


Risponde il direttore Lorenzo Lamperti
Caro presidente Rociola,
mi dispiace smentire le sue accuse, ma non abbiamo mai pubblicato nessuna dichiarazione di tale Caccamo Giorgio. Se legge con attenzione l'articolo incriminato, si accorgerà del suo clamoroso abbaglio. L'accusa nei suoi riguardi, circostanziata e documentata, arriva da Giorgio C., anzi G. Caccamo, quindi niente a che vedere con Giorgio Caccamo. In merito al suo ruolo di Gran Visir della Fregna, non le abbiamo mai negato i complimenti che sono dovuti per un'occupazione di così alto rilievo politico e sociale. Riteniamo altresì di aver sempre rispettato il Partito degli khmer rossi salentini, che lei così nobilmente guida e conduce verso il sole dell'avvenire. A proposito, durante i comizi con i suoi adepti si presenta con le lenti a contatto?
In fede,
Lorenzo Lamperti
Direttore A Pieno Titulo
Presidente illegalmente eletto

giovedì 10 febbraio 2011

Il ladro del Foglio

"Chi è che ogni giorno si incula il Foglio?" Con queste parole ha chiuso la sua mattinata Filippo Santelli, seccato di dover fare ancora una volta a meno del suo quotidiano di riferimento. E in effetti il quesito è di quelli scottanti. Il popolare quotidiano diretto da Giuliano Ferrara fa la sua apparizione alla Tobagi alle 8,30 per sparire misteriosamente alle 8,31. Ma chi sarà colui che se ne appropria indebitamente ogni giorno? Tutti gli indizi sembrano portare a Frank Riccardi, che apprezza l'ampio spazio concesso al cinema del quotidiano del buon Giulianone. Una nostra fonte, che chiameremo Giorgio C., anzi G. Caccamo, ha però indicato in Arcangelo Rociola il maggior fruitore de il Foglio. Il leader degli khmer rossi sarebbe in realtà un berlusconiano di ferro, da quando il Cavaliere lo ha nominato Gran Visir della Fregna. Qualcun altro parla invece di Silvia Favasuli, ammiratrice di Ferrara e del suo movimento antiabortista. Nelle ultime ore si è sparsa una voce incontrollata: mister x sarebbe Pegoraro. Mentre il mistero si infittisce, il povero Santelli continua a essere privato dell'elefantino. C'è già chi intima al colpevole di venire allo scoperto. La macchina del fango sta già scaldando i motori.