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venerdì 29 aprile 2011

GOD SAVE PASSANTE (2nd Part): LIVE FROM LONDON, Il matrimonio tra William e Kate

Live From London (2nd Part)
Dopo questo doveroso preambolo, vi racconto il Royal Wedding. Stiamo parlando della potente monarchia inglese, quella che ha dominato il mondo per anni. Mica come quella spagnola, dove i reali non fanno altro che mangiare paella con le mani e permettono ai ricchioni di sposarsi (il Caccamo sarà cittadino spagnolo nel giro di pochi giorni).
Scendo dalla mia suite al Savoy alle 8.30. Stavolta non sono nel mio consueto appartamento di Chelsea perchè la casa era sporca e piuttosto che pulirla ho preferito venderla. A colazione incontro il sultano del Brunei, che sta intingendo un lingotto d'oro nel caffè. Mi fa: "A stronzo, pure tu qui al matrimonio?". Mi ricordo del wedding e prendo due taxi (uno per me, uno per il mio ombrello) direzione Westiminster. Mi faccio largo tra la folla che da ore si affolla sulle transenne. C'è gente che si è accampata da due, tre giorni. Incrocio il Caccamo, che tanto a dormire per strada c'è abituato: è qui per seguire l'evento per il "Tunisi Tribune". Lo uso per farmi largo: il suo odore è alquanto penetrante e ricorda da vicino certi bagni pubblici di Ankara. Squilla il mio cellulare: è William.
"A bello de casa, dimmi che ce sei pure te"
"E che facevo, stavo a casa a grattarme er cazzo?"
"E bravo. Ti ho fatto riservare un posto in chiesa accanto a David".
Incontro Beckham davanti alla chiesa. Sta palleggiando con un rotolo da 4000 sterline. Entriamo. William è già dentro e aspetta Kate, che arriva con sole 3 ore di ritardo. La cerimonia non è che la seguo molto: ce ne stiamo con Beckham a fare a gara di scoregge in fondo alla navata. Mi desto solo nel momento in cui lo sposo può baciare la sposa per urlare: "parti Ivano", citando un capolavoro di Verdone. Al ricevimento mi ubriaco di Slivoviz con Harry, che per l'occasione si è vestito da Pinochet. Il cibo è delizioso, a parte la scelta di servire il Mc Chicken tra la frutta e il dolce. Strano, perchè è noto che gli inglesi sono fini gourmet.
Willam e Kate lasciano la festa alle 22. Lascio loro la mia suite al Savoy per la prima notte di nozze. La loro camera è stata scambiata da Harry per il bagno e da due ore si rifiuta di uscire. 



GOD SAVE PASSANTE (1st part) LIVE FROM LONDON: Il matrimonio di William e Kate

Live da Londra, la cronaca del matrimonio reale tra William e Kate firmata dal dottor Oliva.

Oggi passavo da Londra e mi sono ricordato che c'era il Royal Wedding. Ho deciso così di raccontare a voi, componenti del popolino rozzo e ignorante (tipo Caccamo) l'evento mediatico del decennio, se non del secolo e quasi quasi del millennio. Qualcuno tra i più maliziosi tra voi (tipo Caccamo) si starà chiedendo perchè non sono stato invitato. Il Passante, per sua stessa natura, non viene mai invitato: passa di lì e visto che c'è si ferma e commenta. E poi tempo fa William con me è stato chiaro: vieni a Buckingham quando vuoi, casa mia è casa tua. Willy ed io siamo amici da anni. Un sodalizio nato anni fa anche grazie al Pruneddu. All'epoca avevo organizzato una serata di beneficenza al Su Pistillone, per raccogliere fondi in favore delle vittime delle domande di Enrico Varriale. Una serata-evento con chili di cibo, litri di vernaccia, ballerine di samba e bunga-bunga (è stato il Caccamo a importarlo in Italia, anche se lui lo faceva con gli uomini). Decisi di invitare alla serata anche William, che poverino aveva bisogno di staccare un po'. La Famiglia Reale non stava vivendo un bel momento: il secondogenito Harry era stato beccato mentre con Balotelli si dilettava alle 7 del mattino a lanciare dei Rolex da 40mila euro ai minatori che andavano al lavoro.
Così William venne e diventammo grandi amici. Alla serata c'era pure Kate, che all'epoca lavorava nel mio staff: faceva il porta-abiti nel mio studio di Milano. I due si innamorano e decidono di mettersi insieme subito. La Regina mi chiama un mese dopo per rammaricarsi della scelta del nipote: "A Passà, ma chi è sta zoccoletta?". La rassicuro; d'altronde la Betty ha sempre avuto grande fiducia in me fin da quando le feci assumere Rubers come insegnante di italiano.