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giovedì 22 marzo 2012

Buongiorno Padania (e Repubblicana)

Che fine ha fatto la Tanzania? Presto un'inchiesta esclusiva su A Pieno Titulo. 

Ma prima, visto che si avvicinano le elezioni amministrative, tra Tosi e dispettosi, il Buongiorno di oggi è offerto da Eugenio Scalfari. A una settimana dalle elezioni del 5 aprile 1992, praticamente vent'anni fa, il fondatore di Repubblica scriveva:


"Oggi é un Referendum. L'Italia alle urne decide il destino del Quadripartito...Il voto di oggi serve a questo: a mandare in minoranza una maggioranza che amministra l'Italia ormai come casa propria. Gli spezzoni di questa maggioranza potranno ancora essere utili alla democrazia italiana se il sistema che hanno costruito sarà smantellato. Questo è l'obiettivo di oggi: smantellare la partitocrazia al potere per liberare forze ed energie fresche e pulite".

 La Lega non è citata, ma il riferimento sembra abbastanza esplicito. Insomma, nel '92 Repubblica pare consigliare ai suoi lettori di votare per la Lega. Come l'Economist d'altronde.

Ripensamenti?

lunedì 25 aprile 2011

CACCAMO&PRIVATO, Il 25 aprile

Prendi tre, paghi uno. Per chi, come la redazione di A Pieno Titulo, si batte per l’espressione del talento, possibile solo con l’impegno e il duro lavoro, questo 25 aprile 2011 è il migliore giorno per il talento. Sì, d’accordo, è festa, ma finalmente si sono resi conto che troppi giorni di vacanza tarpano le ali a quelli molto estrosi. E alcuni sono veramente estrosi. Quest’anno pasquetta e giorno della Liberazione coincidono. Meglio, i perditempo hanno un giorno in meno. Così imparano a riposarsi in piena primavera: bisogna essere produttivi (in tutti i sensi) col bel tempo. E lo dico io che ho perso con il sabato di Pasqua pure la festa di San Giorgio. Anzi, San Giourgio. Comunque le feste accorpate non sono due, ma sono tre. Pensateci, l’altra è proprio una festa da talento puro. No, non l’onomastico di Marco. Conoscete qualcuno che si chiami Marco e ha talento? San Marco c’entra, ma solo perché è il patrono della Serenissima. Ecco, festeggiamo il grande talento dei veneti. Se volete la secessione della Vostra (maiuscolo, per favore) repubblica, noi capiremo: è solo naturale espressione di un talento, di una qualità, di un carattere etnico. Non saremo noi a frenarvi. Andate, liberate il talento, non solo il Vostro popolo.



martedì 22 marzo 2011

IL PROFILO, Giorgio Caccamo

Siamo riusciti a venire in possesso dei veri profili dei giornalisti della Tobagi. Iniziamo oggi la loro pubblicazione.
 
Sono nato nel 1983 a Tunisi. Sono africano. Il mio vero nome è Daoud Bouzid Caccamo, ma da quando sono in Italia tutti mi chiamano Giorgio. O Giorgino. O Giorgione. O Giorgessa. Sono cresciuto al Centro di Permanenza Temporanea Ante Litteram di Modica, in mezzo agli stenti. Cioè, si mangiava pure, però non riuscivo mai a seguire l'Appello del Martedì perché l'unico televisore era occupato dalla nipote di Mubarak che si guardava sempre i canali della Fininvest. Nonostante io abbia imparato a scrivere ed esprimermi correttamente con l'itagliano solo negli ultimi mesi, ho conseguito una laurea a Bologna in cooperazione e diritti umani. Poi sono tornato in Africa per seguire un progetto di sviluppo in Repubblica Democratica del Congo. E' lì che ho adottato la mia curiosa capigliatura che, ci tengo a precisare, non è una parrucca ma è reale. Poi sono finito in carcere. Nel senso buono, facevo l'immigrato clandestino. Ho imparato cose "strane" e interessanti, tipo l'alfabeto e soffiarmi il naso coi piedi. Vorrei poterlo soffiare anche agli altri. 
Se riuscissi a occuparmi per lavoro delle mie passioni e dei miei interessi - compresi il Milan e il bunga bunga - sarei un africano molto contento.

Per saperne di più su Daoud Bouzid "Giorgio" Caccamo

 Leggi il profilo fittizio di Daoud Bouzid "Giorgio" Caccamo