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giovedì 23 giugno 2011

IL PROFILO, Lorenzo Lamperti

Juventino di nascita e anche di adozione, la leggenda vuole che le prime parole da lui pronunciate siano: “Giampiero Boniperti”. Per inspiegabili motivi, sin da piccolo ha chiara la sua aspirazione: fare il gobbo. Direttore del giornalino 'Zeman devi morire' della scuola elementare 'Antonio Giraudo', predilige gli argomenti seri: Processo di Biscardi e L'Infermiera ci sta col Colonnello. Folgorato da un fulmine sulla via di casa, dopo la laurea triennale comincia una lunga trafila di collaborazioni e stage tra Delle Alpi, Corso Ferraris e Milano 15, un elegante quartiere a pochi minuti dal centro di Pescara. Nel frattempo prende la laurea specialistica a Torino in Onestà con una tesi su Moggi e Pairetto. Tentenna per qualchemese, ma dopo l’esperienza a Vinovo capisce che il poi è padre del mai e che il bardotto è il figlio del cavallo e dell'asina e prova a entrare all’Ifg Walter Tobagi, ma senza badge è dura. Glielo fornisce Moggi, assieme a una sim svizzera. Ora è qui, con tanto, tutto, da imparare e tanta voglia di dire fare rubare. Alla ricerca del proprio avvocato per il processo di Napoli.


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lunedì 2 maggio 2011

IL PROFILO, Alvise Losi

Nasco nel 1985, proprio nella notte in cui er Monnezza arrestava per la prima volta Bongo. Milanese di nascita e Cialtron Heston di vocazione, amo viaggiare e vivere mondi altri e lontani. Per ora sono stato a Lambrate e Caronno Pertusella. Finito il corso della Capac per panettieri, ancora confuso, mi iscrivo a cialtroneria “per non sentirmi del tutto inutile”, ma presto torno sui miei passi e riparo a maledizioni antiche. In perenne contrasto tra la sicurezza delle banane ogm e l’incertezza della pasta alle sarde, percorro la strada degli Activia. Ma qualcuno mi depista e mi metto in bocca la Walter Tobagi e il clientelismo. Ora pranzo sulla via di Sesto. La cialtroneria e la pasta alle sarde, finalmente, coincidono.

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venerdì 29 aprile 2011

IL PROFILO, Filippo Santelli

Classe da vendere. Cresce in Veneto, si raffina a Parigi, da qualche anno Milano è onorata di ospitarlo. Comincia a piacersi. Una laurea in Filosofia e tanta fiducia nel Va’ pensiero. Padano, nobile, spettacolare. Ha delle ossessioni. La politica, trevigiana e regionale. Le città, anche quelle rese invivibili dal relativismo etico e dai professori neokeynesiani. La birra media e il suo futuro. E poi lo sport. Gioca a calcetto come se fosse basket: playstation.
Non sopporta marchi e etichette. Il suo tentativo di dominarli: studiare, conoscere i bilanci e spiegarli ai soci. Insomma, fare l’amministratore delegato.

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mercoledì 27 aprile 2011

IL PROFILO, Stefano Rizzato

Nato nell’agosto ’85 (e voi no), arrivo in Lombardia (e voi no) dopo due anni passati a Roma (dove voi non siete mai stati). Nel bagaglio (che voi non avete): tanti libri, le scarpe da travestito, pochi capelli e un accento circonflesso.
Erasmus nel meraviglioso Friuli (che non sapete nemmeno dov'è), una tesi di poesia peruviana (che voi non sapete nemmeno cos'è), poi una lunga militanza in un sito di ciclismo (e voi no). Aggiungere i più disparati lavori (voi non avete mai lavorato), qualche corso di arabo (che voi non sapete parlare) e una certa vocazione da nerd (e voi no) e il gioco è fatto.
Virtuoso dei viaggi lowcost (e voi no) e delle triangolazioni improbabili (si, nel senso dei triangoli: io posso e voi no), ho lasciato un pezzo di cuore tra Roma, Siviglia e il Marocco (io ho un cuore e voi no). Il pallino degli esteri, degli sport – tutti – e della tecnologia (e voi no). E tanta voglia di cercare, interpretare, comunicare. E voi no.


martedì 26 aprile 2011

IL PROFILO, Fabrizia Aralla

Nata 25 anni fa nel tacco di una Jimmy Choo, dal meraviglioso Salento ho fatto i bagagli per approdare nella meravigliosa Milano a studiare il meraviglioso Friuli. Vengo dalla terra del vento e di Gigi De Canio. Nel cuore porto il mio ventricolo, la mia storia con Fiore e l’atmosfera magica del Via del Mare. La mia squadra. E la mia passione: Striscia la notizia. Ho lavorato per tre anni in una tv privata di Lecce. Andare in onda è un’emozione unica. Stare sul campo, guardare da vicino l'area di rigore. Essere l’anello di congiunzione tra l'uomo e il Gabibbo. Il tifo per il Lecce è prima di tutto un modo di essere. Un pensiero fisso con cui ci si sveglia ogni giorno. Non lo stesso della Brianzoli, quindi. Insomma, con un po’ di humor alla De Curtis: giornalisti “si nasce. E io...”.


lunedì 25 aprile 2011

IL PROFILO, Cristina Carnelli

I libri e l’arte mi hanno salvata e mi hanno aperto la mente. Trovo che il mio pregio più grande sia essere eclettica: infatti amo i libri e l’arte. Per questo dopo la triennale in Storia dell’arte alla Statale di Milano, ho deciso di specializzarmi in editoria, con una tesi sulla storia e l’attività della casa editrice “Achille e la tartaruga” di Zenone di Elea. Ora eccomi alla scuola di Giornalismo Walter Tobagi, dove continuo a dimostrare il mio eclettismo occupandomi di arte ed editoria. A parte studiare arte ed editoria e mangiare (metaforicamente) libri di arte e librologia, mi sono occupata di poco, ma per scelta. Perché volontà e determinazione ci sono, e a breve dipingerò con senso artistico ed editoriale il quadro della mia vita.

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venerdì 22 aprile 2011

IL PROFILO, Gianluca Maggiacomo

Dopo la laurea in Cinematografia spicciola all’Università di Tor Chiavata, ho avuto il mio primo contatto con la pornografia in un night di periferia. Era in provincia di Latina. Il mio primo “film” sapeva di tette, schizzi e cazzi. Ho visto che era “cosa buona”. Sono andato avanti, e ho dato un’occhiata anche di dietro. Al secondo “film” ci avevo già preso gusto. Al terzo ho deciso di passare dietro alla macchina da presa e girare le cose sul serio. Poi è arrivata Milano. Il Mi Sex. E tanti focus. Una nuova vita. Tutta da montare. L’obiettivo? Semplice: ciulare (non solo denaro e autoradio) con gli attrezzi del mestiere. Chissà, magari un giorno, a Playboy, potranno essermi utili.



mercoledì 20 aprile 2011

IL PROFILO, Davide Lessi

Legolo e (da sempre) leghista, nasce 25 anni fa a Togliattigrad. Fa l'infiltrato, poi qualche cosa si rompe - il muro - e per comodità, inizia a non disprezzare il capitale. Ne spende una fortuna facendosi eleggere, con brogli, rappresentante del Komsomol a Semipalatinsk. Corrotto politico in Bielorussia, si laurea in Burocrazia a Minsk e si specializza a Babruysk. Con due tesi, manco a dirlo, sulla  IV Pianificazione Testuale. Pur avendo lo stipendio della Kgb a portata, rinvia ostinato la fase finale del suo piano entrando nella, ma proprio dentro, la Scuola Walter Tobagi. Perché, in fin dei conti, con la disinformazione si è sempre divertito: nel 2006, fonda con altri quattro senza tetto, il giornale Testuale (che dal maggio 2010 testualmente dirige), pubblica con il Vladivostok News roboanti cronache di burocrazia giovanile e amatoriale, collabora per 6 mesi al progetto Pravda.la, il quotidiano di opposizione politica sovietregionale. Ama il nord-est e Trota, la sua cagna di due anni. Negra. Mica si può avere tutto. E sì, nel 2043, restituirà la tessera, anzi le tessere, del partito.

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martedì 19 aprile 2011

IL PROFILO, Giuliana deVivo


Sono nata in quella che i Borboni c’avevano una reggia e oggi tutti conoscono come Cantanapoli. Il primo articolo riguardava le mozzarelle di bufala di Aversa che tanto piacciono a Saviano. Otto anni dopo, le mozzarelle sono scadute. Nel frattempo l’università ha avuto l’imprudenza di darmi una laurea, poi è venuto un anno di studio e lavoro nei Quartieri Spagnoli (dove mi hanno dato in affidamento ai servizi sociali, perché non riuscivo a essere felice come i suoi abitanti). E infine Milangeles. Con l’obiettivo di passare anche lì con il rosso al semaforo. Perché strade e incroci sono al centro di tutto, ma i diversi mezzi di trasporto permettono nuovi modi per violare la legge.




lunedì 18 aprile 2011

IL PROFILO, Cinzia Franceschini

Nata a Treviso, con qualche settimana di ritardo, il 30 agosto 1988. Due obiettivi per la vita: abitare con almeno venti diversi Arcangelo Rociola e diventare Arcangelo Rociola. Il massimo sarebbe unirmi con Arcangelo Rociola. Con un mazzo di cime di rapa al collo. E i piedi mai troppo per terra. Al massimo, sulla faccia di Arcangelo Rociola.



venerdì 15 aprile 2011

IL PROFILO, Frank Riccardi

Originario di Fondi, un paese sull’Appia, a metà strada tra Roma e New York. Cresciuto in una cascina con Andy Warhol e Martufello. Laureato a Rai Tre in comunismo. Qualche viaggio (sperando di distintossicarmi presto). È a Milano per imparare a leggere e scrivere, arzarsi, cambiare aria alla stanza, fare qualcosa di nuovo, fare qualcosa, dire fare baciare lettera 43, capire cosa riuscire lui meglio assai. 




giovedì 14 aprile 2011

IL PROFILO, Flavia Casella

Un quarto piemontese, un quarto piacentina e un quarto di bue. Avvocato e pubblicista. Flavia e Casella. Nata per caso a Voghera, cresciuta a caso a Roma, Torino, Genova, Londra, Parigi, Buenos Aires, Boca Juniors, Chicago Bulls, Ponte Ponente Ponteppì Tappe Tapperugia. Ad un certo punto ho cominciato a viaggiare, stanca di stare sempre nello stesso posto. E così, i bagni ottomani di Dubai, dove incontro il sodomita Caccamo. Il tribunale di Oristano, dove Pruneddu è imputato per traffico di Pane Carasau. I pastori adolescenti del Gennargentu e le bische dei minatori del Borneo, dove Canetta si gioca la paghetta settimanale. Il mercato dei ladri di Bangkok e quello degli uccelli a Giakarta dove rivedo il Caccamo, che aveva equivocato. Le prostitute bambine sui traghetti indonesiani: 'Giorgio, ma quant'è piccolo il mondo?'. Ora sono a Milano, anzi a Sesto, anzi a Hong Kong. Una “apprendista stregone”, come dice un signore che incontro spesso la mattina a scuola. E a Milano le cose da scoprire non mancano. Perché sono qui? Boh.


mercoledì 13 aprile 2011

IL PROFILO, Francesca Gobbo

Sono nata a Udine 24 anni fa. Con un obiettivo: diventare il meraviglioso Friuli. Due passioni: il meraviglioso Friuli, le meravigliose Venezia e Giulia. Tre ingredienti fondamentali: Friuli, Venezia, Giulia.
Bastano pochi numeri di telefono. Perché la vita è una combinazione di prefissi. E trovare l'elenco telefonico è più di un gioco. È la mia sfida.



martedì 12 aprile 2011

IL PROFILO, Eliano Rossi

Nato nel 1985 a Roma, Colleferro. Appassionato di serie B, mi sono laureato in Scienze politiche con una tesi sulla politica di fair play impostata dalla Juventus dopo il 1897. Sin da giovanissimo ho cominciato a vagabondare tra Roma Centrale e Tiburtina. Poi ho rubato una macchina fotografica e ho cominciato a scappare, guardando il mondo attraverso il foro di una calibro 38 di un brigadiere. Raccontare storie attraverso le sbarre è diventata la mia passione, il mio modo di scoprire la vita e mostrarla. Adesso voglio completarmi e diventare un delinquente a 360 gradi, per continuare a fare il lavoro che mi realizza. Ed entrare nel cda bianconero.



lunedì 11 aprile 2011

IL PROFILO, Edoardo Malvenuti

Un ottantasettenne, quasi ottantottenne del borgo. Borgo San Culamo, ormai Fidenza per Google, è nebbioso e sfumato come il soggiorno di casa Glenzer, il mio pusher. D’estate cosce e zanzare, nebbia e locali a cui dai del tu. Le scuole superiori a Pavma, una compagnia alla Radio Fidenza 105, tante vacanze studio e quell’ostico italiano da imparare a tutti i costi. Poi arriva lettere a Bologna, la bamba, l’erasmus a Sassuolo per finire con una tesi su Giovanni Rana. Poi la dipendenza dai tortellini alle ortiche, sempre e comunque. Mi accoglie San Patrignano, tra disintossicazione, pastasciutta, siringhe di strutto. Nel bene o nel male, innumerevoli brufoli. Lascio San Patrignano, su un furgone della Crai che torna allo stabilimento di Giovanni Rana, approdo a Milano, all'Esselunga di via Forze Armate. Certezze? Poche. Giornalismo, chissà! In ogni caso saranno tortellini. Eccolo il mio (eventuale) giornalismo. Due anni di ripieni ai quattro formaggi, finalmente, impegnativi ma immensamente stimolanti. Citando Shayn Weiss “Il viaggiatore non ha ancora raggiunto la sua destinazione finale, perchè ha rotto il navigatore”, speriamo di essere sulla buona strada. Colesterolo a parte.



venerdì 8 aprile 2011

IL PROFILO, Elia "Jefferson" Milani

“Che cosa vuoi fare da grande?”. “L’imitatore”, rispondevo. Qualche anno dopo, e con una faccia non proprio “da copertina”, avrei risposto il parrucchiere. A 21 anni, quella che si dice “un’idea di merda”, mi convinse per qualche mese che avrei voluto invadere Tripoli. Allora non sapevo che, dopo un corso serale di prestidigitazione e un attestato di frequenza all’Actor’s Studio La sai l’ultima?, a fare il parrucchiere in Medio Oriente ci sarei finito davvero. A far finta di sapere l’arabo e di sapere come si dice “Sono un giornalista” in cinese. Oggi, a 26 anni, da Chongqing mi trasferisco a Bareggio. Per imparare a pavoneggiarmi con grosse e piccole palle con la penna, con i ricci e con le immagini. Un multitasking che non mi darà alcuna soddisfazione. “Che cosa vuoi fare da grande?”. “Non ho più dubbi. Il finto stakanovista”.



giovedì 7 aprile 2011

IL PROFILO, Gabriele Pieroni

L’ineluttabilità della procreazione lo fa nascere in una capanna di paglia, tra sfiati di asini e buoi, dalla madre Giuseppina e dal padre Mario, nella magnifica terra delle Langhe, dove la sua venuta al mondo, il terzo giorno del Capricorno, dà lo spunto per chiamare Alba la cittadina che lo vede crescere. L'Alba di una nuova era. Siamo nell’anno più Orwelliano del ‘900, ed è per questo che la madre, dopo averlo visto, disse: «Ho fatto un quarantotto!». Così decise di buttarsi nel giornalismo, per riportare le Grandi Narrazioni alla ribalta nella telepolitica, nella eliologia e nella fantacamera, ispirato dal feral discorso di Berlinguer in Piazza della Frutta: «Nòòòòòòòò, sono finite le ciliegie!!!».


mercoledì 6 aprile 2011

IL PROFILO, Silvia Ragusa

Stai per cominciare a scrivere. Non sai bene cosa. Un’autopresentazione sembrerebbe. Ma non è per niente semplice. Anche perchè non hai mai voluto imparare l'italiano. Potresti dire che vieni da Ragusa, anche se in realtà vieni da Tunisi. Sì. Silvia Ragusa da Ragusa (Silvia Tunisi da Tunisi no). Ma capirai. Per tanti è solo la casa di Gegè Musumeci detto 'U Minchiuni'. Potresti dire che hai studiato Lettere all’Università di Catania, anche se in realtà hai mangiato datteri al porto di Tripoli e che la tua tesi, dedicata alla figura di Andrea Occhipinti, è stata pubblicata. Ma chi conosce Occhipinti? Io no di certo. Allora potresti dire che da sempre coltivi un sogno, quello di scrivere su un giornale. Con una penna. E lo hai pure fatto, per anni, a partire dalla pagina dei cruciverba del quotidiano “La Sicilia”, così come hai fatto l’insegnante di arabo, la promoter (anche se non ho mai capito cosa volesse dire), la commessa viaggiatrice, la libraia di corani alla libreria delle orsoline, la segretaria che si fa sposare dall'avvocato, l’interprete per arabi, la locandiera per Goldoni. Già. Perché la scrittura ti appartiene come la Gioconda. Potresti dire come sei finita qui, al master di giornalismo. Ma questa sarebbe una lunga storia. Lunga come il mio viaggio da Bengasi.


martedì 5 aprile 2011

IL PROFILO, Silvia Favasuli

Salta fuori nel 1984. Piedi che si staccano di continuo da terra e tante domande per la testa. Cosa stiamo facento su questa terra? E Tove stiamo antanto su questa tera? Finito il liceo mi iscrivo a domandologia applicata. Mi laureo con una tesi sul punto interrogativo nella filologia moderna. Poi, nel 2010, stanca di letteratura, arte e Pieroni, scelgo di iscrivermi al master. Tra una brutta persona e l’altra, mi appassiono al sociale per riportare nel giornalismo la mia esperienza, segnata da due patologie: la questionite e il morbo di Jump. I due anni di scuola sono un’opportunità unica per saltare (il corridoio di casa mia non è così lungo) e di fare domande a chiunque. Tutto per costruire il mio differenziale. Quale sarà? Lo troverò? Dove lo troverò? Che forma avrà? Se la domanda di differenziale scende, l’offerta sale?




lunedì 4 aprile 2011

IL PROFILO, Eleonora Brianzoli

Milanese nella testa e nell’anima, con le radici sotto la cantina che mi hanno intasato lo scarico dell'acqua piovana e i rami tutti sparpagliati per casa. Se c’è chi nasce con la camicia, io appena sono nata me l'hanno tolta. Appena laureata in giurisprudenza vado a lavorare all’estero: Lodi, Monza, Assago. Mi fermo a Milano per imparare la ricetta della cassoela. Curiosa, tenace, ho voglia di c...onoscere. Berlusconiana inguaribile, rivolgo su ogni cosa uno sguardo vincente. Sempre convinta che la cultura è 'Il Grande Fratello', e che l’ironia e il pepe nella cassoela non ci vogliono.


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