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venerdì 2 dicembre 2011

LA BRANDA, Lo scontrino fiscale

PPP che pretende lo scontrino fiscale è un clamoroso inedito, come se Caccamo non lodasse l'immigrazione e Frank non invocasse l'aglio. E' successo così: che Maggiacomo è andato al cinema a luci rosse di domenica, e un manipolo di dipendenti di PPP ha chiesto di verificare se sia stato emesso regolare scontrino. Alla parola "scontrino" ci sono vaste zone del Nord che ammutoliscono, proprio come nella Sardegna del Su Pistillone: e sono zone nelle quale i locali di PPP, in odio al Maggiacomo sanguisuga e a Fondi ladrona, abbondano.
Ma si sa com'è la ristorazione: oggi PPP è all'opposizione, per giunta dopo anni di sedie di legno al Mignon di Ferrara e dunque con l'affannoso bisogno di riconquistare i clienti delusi. Lo scontrino fiscale non fa parte del suo armamentario né della sua ignoranza politica, non è il chupito oristano già evocato da PPP, non la quota-rum da ricacciare in gola alla porc Silvietta, non il dito medio da mulinare negli orifizi di Frank: è un minimo, indispensabile, cartiglio di Sato che funge da biglietto d'ingresso nel sesso degli italiani onesti, e soprattutto delle italiane. Forse i pistillonisti non se ne rendono conto, ma quando sventolano lo scontrino è come se sventolassero un mini-profilattico. Rischiano di ungersi i polpastrelli.

martedì 7 giugno 2011

Premio giornalistico Alessandro Oliva: i vincitori

La giuria della prima edizione del Premio giornalistico Alessandro Oliva ha raggiunto il verdetto spasmodicamente atteso negli ultimi giorni.
Il primo vincitore del Premio giornalistico Alessandro Oliva è Laszlo Bracaloni.  
Il vincitore Laszlo Bracaloni in compagnia del suo agente
Il presidente della giuria, Leonard Berberi, ha dato la seguente motivazione: "Vince il premio il dott. Bracaloni per aver saputo sintetizzare l'evoluzione culturale di una intera generazione in pochissime e significative battute. A volte bastano una bambola, delle bollicine e poche parole a destrutturare pezzi di società in divenire". 
Il Gran Premio della Giuria va a Rubers Bentoglio. L'intestatario del premio giornalistico nonché Passante, Alessandro Oliva, ha dato la seguente motivazione: "Per aver espresso con profonda emotività il legame tra i bambini e il giocattolo Sbrodolino e per l'originalità nell'averlo definito 'la panacea di tutti i mali del mondo'. Rubers è un giovane giornalista di sicuro avvenire". 

Rubers Bentoglio, noto frequentatore dei salotti milanesi
Un risultato a sorpresa, soprattutto per la vittoria di Laszlo Bracaloni. L'autore italo-ungherese, con la sua verve surreale, ha avuto la meglio sui più quotati Beppe Fantino e Alfredo Maria Minnone. Nemmeno l'outsider Gino Pilotino, che aveva sopreso tutti con la sua acuta denuncia della dipendenza da Sbrodolino, ha saputo avere la meglio su Bracaloni. Meritato il riconoscimento a Rubers Bentoglio, l'unico giornalista professionista in concorso.
Ora i vincitori potranno godersi la meritata gloria, oltre agli ambiti premi. Laszlo Bracaloni riceverà a ore i 100 malloreddus offerti dal Su Pistillone e inizierà il suo stage estivo per A Pieno Titulo a partire dal 1 luglio, tra l'altro giorno del compleanno di Alessandro Oliva. Rubers Bentoglio si vedrà invece recapitare la targa in cemento armato "Alessandro Oliva", scolpita dai mastri ferrai di Gatteo a Mare, insieme a una piadina con lo scquaquerone avanzata dallo stesso Oliva dopo l'ultima riunione di A Pieno Titulo. 
Nei prossimi giorni si svolgerà la cerimonia ufficiale di premiazione. Nel frattempo, A Pieno Titulo offre ai suoi lettori la possibilità di dire la loro. Verranno pubblicati i componimenti finalisti e con un sondaggio popolare si decreterà il Premio del pubblico.
Nel frattempo, A Pieno Titulo fa i più sentiti complimenti ai vincitori Laszlo Bracaloni e Rubers Bentoglio, ringraziando la giuria per l'alacre lavoro.

venerdì 25 marzo 2011

LETTERE AL DIRETTORE, Il poeta ringrazia e il Passante si incazza (per le rime)

Il Poeta
Gentilissimo Presidente,
lei è veramente persona buona e giusta.
Non posso che ringraziarla per le belle parole che ha speso per me. E per avere convinto l'illuminato e illuminante Riccardi ad abbassarsi a commentare le mie poesie.
Tra l'altro, non mi aspettavo la sua richiesta di illustrare maggiormente la mia vita.
Non posso che accettare la sua proposta, vincolandola però a un preciso aspetto: il mio intervento sarà effettuato in versi.

Un saluto pieno di riconoscenza,
Livio Ottavio Turlà

Gentile Presidente,
noto che oggi lei ha deciso di farmi incazzare. Riuscendoci in pieno. Ho già ricevuto una email dal Papa, che mi diffida dal tirare nuovamente in causa i santi, pena l'anatema.
Dunque. Prima mi mette in fondo al colophon del sito; poi intervista Lessi, permettendogli di non scagliarsi contro il Caccamo; infine, pubblica le poesie di tale Livio Turlà, quando è da circa tre mesi che le invio anche io miei componimenti.
Ricorda? A dicembre, come mio personale regalo di Natale, le inviai il mio poema epico in ottave che ho intitolato 'Petiadi', e che immagino lei non abbia nemmeno sfogliato.
Non capisco, poi, l'ostinazione nel conferire a Riccardi questo fantomatico ruolo di uomo di cultura. "La circolarità rimanda all’uroboros tipico della cultura celtica proveniente dalla stessa biografia di Turlà, che si è addentrato in posti sconosciuti alla romanità". Ma che cazzo vuol dire?! A Riccà, ma parla come magni.
A questo punto, le invio una mia poesia lirico-pastorale, che ho composto tempo fa in Barbagia, mentre con Pruneddu progettavamo quel grande sogno chiamato 'Su Pistillone'.
La poesia si chiama 'Pecorelle'.

Pecorelle, pecorelle
così bianche, così belle
tutte in gregge ve ne state
e belando camminate

Pecorine pecorine
cosa sono quei pallini
che io pesto coi piedini?

Pecorelle quei pallini
non sono proprio sassolini
ma son cacca a pallettoni
e vaffanculo pecoroni.


Risponde il Presidente Lorenzo Lamperti 
Caro Turlà e caro Passante,
ringrazio entrambi per i vostri preziosi interventi. Ognuno a modo suo, ovviamente. Ribadisco a Turlà la felicità mia e di A Pieno Titulo di accoglierla tra noi. Venendo al Passante: la ringrazio calorosamente per l'invio del suo mirabile componimento Pecorelle, che ho molto apprezzato. Devo però a questo punto ricordarle che il suo poema epico "Petiadi", che mi ha consegnato scritto su rotoloni di carta igienica è stato usato per soddisfare le sue esigenze fisiologiche dopo la cena di Natale che abbiamo fatto al Su Pistillone. Sarò lieto di pubblicare le sue poesie qualora decidesse di mandarmele nuovamente.

Leggi le altre lettere al direttore

sabato 19 marzo 2011

IL SABATO DELLA ZIZZANIA, Vota Osnato

-         Diffidate della voce suadente di Arcangelo Rociola. Al telefono sarebbe capace di vendervi anche una tonnellata di merda, spacciandolo per un ottimo affare. Gli ho visto fare delle telefonate sconcertanti. D’ora in poi rispondetegli con un vaffanculo preventivo se vi chiama.
-         Continua la lenta agonia di Paolo Fiore. L’altra mattina mentre la Baratta arrivava al master con una borsetta, il povero faccendiere aveva la borsa con la telecamera, la borsa con il pc, l’ombrello e la sua tracolla. Peso totale: 172 kg. La Baratta lo invitava anche a camminare più veloce. Inoltre pare che in casa la Ragusa non faccia che lamentarsi, sfogando le sue ansie indovinate su chi?
-         Prosegue a pieno regime la campagna elettorale di Francesco Riccardi, lo potete vedere sui muri di Milano, con lo pseudonimo di Marco Osnato. Era da tempo che al Pdl mancava un’intellettuale di tale spessore. VOTA OSNATO!
-         Il dottor Oliva, di ritorno da Su Pistillone col suo jet privato, è passato a Ravenna perché l’importuno Caccamo ha chiesto di ritirargli la pergamena di laurea. C’è attesa, era da tempo che le forze dell’ordine aspettavano un passo falso del siculo. Come è possibile che si sia laureato se non ha neppure la licenza elementare?
-         Secondo testimoni attendibili, Pieroni sarebbe ancora nell’aula dove si è svolto l’esame di statistica, che manda a fanculo il computer, borbotta contro il docente, ordina kebab e commenta video di Gerardo Greco su youtube dicendo che sono porcherie.
-         “Come chi è Riccardi? È quello de Trastevere, è quello che sembra er Terribile di Romanzo Criminale”. Ecco come F.Cella cercava di spiegare a qualcuno del secondo anno chi fosse il nostro Frank.
-         “Losi io a lei l’ho già inquadrata, lei fa la parte di quello sbadato”. Un minuto e mezzo dopo terminava il colloquio di orientamento di Alvise. 
-         La DeVivo, dopo aver criticato aspramente la rassegna stampa mia e di Glenzer, è sparita. Ma, nonostante la mia provenienza geografica, io non c’entro nulla.
-         Grande attesa per il servizio radio sul porno al femminile. Lamperti va in giro con un pc mostrando un pornazzo a tutte le donne che gli si parano davanti. La Brianzoli filosofeggia di eiaculazioni e amore davanti alla macchinetta del caffè.
-         Perché Rizzato e Maggiacomo si stavano platealmente mandando a cagare l’altro pomeriggio? Perché nel profilo della Gobbo c’è scritto “sono nata già con l’obiettivo di diventare una professionista”? Perché Cremonesi e Del Corona non hanno risposto al telefono nonostante fossero in luoghi tutto sommato di villeggiatura come Bengasi e Fukushima? Perché Santelli ha una coinquilina bionda-finlandese-che sa aprire le birre coi denti, e io invece vivo con Caccamo che a mala pena sa accendere il fornello del gas? Perché Brambilla non ha la patente? Interrogatevi su queste domande.
-         Sono un uomo a pezzi. Per colpa di SF. Te ne sei andata da camera mia senza manco salutarmi. Mi son svegliato e non c’eri più. Il letto vuoto, il pigiama piegato, i tuoi ricci spariti. Non mi hai mandato manco un messaggio. Non è così che ci si comporta, Silvia. Mi hai usato e basta, da te non me l’aspettavo. Mi hai spezzato il cuore. Ti prego, se leggi queste righe chiamami, sto malissimo.