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martedì 20 dicembre 2011

LA FOSSA DEL QUORE, Anche i robot piangono

La posta del quore di A Pieno Titulo. Storie d'amore, racconti strazianti su palpitamenti (e pompate) del quore.

Cara Fossa del Quore,
io ho accettato questa svolta nella mia vita per essere circondato dall’affetto di 60 milioni di persone. Io invidiavo il mio predecessore. Lo vedevo in tv, sempre sorridente, sempre pieno di donne. Tutti gli volevano bene. Le vecchiette gli lanciavano le giarrettiere.
Arrivo io, invece, e tutti sono tristi. Tutti si lamentano. Ho fatto del mio meglio per farli godere – perché, diciamocelo, anche se non lo ammettono a tutti piace prenderlo nel culo. Quindi mi sono impegnato per non escludere proprio nessuno. Volevo far godere tutto il Paese, sognavo una grande orgia nazionale. Insomma, non voglio che mi si dica grazie, ma nemmeno che mi spediscano le lettere farcite di proiettili. Questo mi ha fatto davvero male.
Scrivono lettere d’amore ai pazzi criminali e io ricevo solo minacce? Ti prego, aiutami. Ci dev’essere un modo per conquistare l’amore degli italiani.

Risponde la Ele
Caro Mario,
tu confondi i segnali. I proiettili sono un chiaro simbolo fallico. Da parte di un ipodotato, ma pur sempre qualcuno che ti ama. Le lettere d’amore si scrivono solo a chi è in carcere. Così si è sicuri che non uscirà mai più e che non si sarà costretti a passare il resto della vita con lui.
Non ti disperare, hai solo cominciato con il piede sbagliato. Il problema è che prima che una cosa piaccia, bisogna provarla. Dopo vent’anni di gnocca per tutti, devi fargli riscoprire il piacere di un’orgia autenticamente bisessuale. È solo questione di tempo prima che si accorgano che li stanno fottendo in modo del tutto diverso. Ma poi, vedrai, godranno molto di più.

Leggi le altre lettere alla Fossa del quore

mercoledì 23 novembre 2011

martedì 22 novembre 2011

L'AVVOCATO DEL CAVOLO - In difesa della Democrazia

Il nero manto della tecnocrazia si sta stendendo sopra il fulgido sole della volontà popolare. All’indomito spirito italico, che aveva direttamente espresso la propria preferenza per Silviodoro Berlusconi I, detto Il Magnifico, viene scippata la possibilità di rivotarlo immediatamente. Con quali argomentazioni poi! Lo spread, il tracollo dei mercati, il fallimento dell’euro…come se alla casalinga di Voghera, vero metro, oserei dire alfa e omega della rappresentanza popolare, gliene fregasse poco meno di un cavolo nero e falliforme. Ora non c’è più Lui, che gli italiani avevano votato, e tutti sono più tristi. E la piantino le professorine dalla penna rossa, tipiche di una certa sinistra, di invocare la Costituzione. Che l’elezione diretta del presidente del Consiglio non esista nella nostra Repubblica, che la volontà popolare debba essere mediata, che i parlamentari debbano avere un comportamento decoroso, sono solo grigie disposizioni normative che stanno strette all’estro tipico dei discendenti di Romolo. Ora siamo governati da professori, rettori, prefetti, banchieri, militari, gente con due o tre cognomi. Tutto ciò è inaccettabile. Il popolo si identifica con gli occhi sbarrati di Mara Carfagna, con l’imperioso stacco di coscia di Vittoria Brambilla, con il musetto appuntito del suo chihuahua (Pisapia, restituisci Cartier!)(e Mike!), con il tunnel della Gelmini e con la specchiata onestà del ministro Romano (per tacere della coerenza di Capezzone, dell’astuzia di Giovanardi e della simpatia di Gasparri). Il tentativo degli innaturalmente intelligenti, colti, spocchiosi oligarchi delle turboburocrazie europee e mondiali, di imporre qualcosa di diverso è ignominia pura. La democrazia significa che il popolo italiano deve poter fare quel che il popolo italiano vuole. Basta a queste odiose intrusioni che pretendono di dettarci un’agenda diversa da quella che abbiamo prescelto: tette, tv e cazzate. Se a Bruxelles e Strasburgo hanno questa antipatica mania di voler sovvertire gli impulsi naturali basilari in ogni società democratica, vadano ad occuparsi dei Lemmings.

venerdì 19 agosto 2011

I ROMPICOGLIONI, 19 agosto 2011

Sabrina Began
Un editoriale del Corriere della Sera propone una "cura dimagrante per lo Stato". Immediata la reazione di Giuliano Ferrara: "A me non mi contate".

Manovra-bis, spunta un nuovo scudo. Tremonti ha deciso di chiedere alla Marvel il prestito di quello di Capitan America.

Arriva il caldo torrido africano. Bossi si infuria: "Il clima è un immigrato clandestino". Via alle solite raccomandazioni: non uscire di casa se non strettamente necessario, bere molto, mangiare frutta, areare la stanza soprattutto se si sta leggendo il libro di Scillipoti.

Abercrombie paga un attore per non indossare i suoi capi. Marrazzo paga Abercrombie per indossare l'attore.

Sabrina Began tra Bocchino e Berlusconi: "Per risparmiare tempo volevo unire le due cose. Prima ho provato a fare un Berlusconi a Bocchino, poi mi sono concentrata sulla seconda opzione".

Lorenzo Lamperti

Leggi gli altri rompicoglioni

mercoledì 29 giugno 2011

l'acCESSO STAMPA n.1

La rassegna stampa di A Pieno Titulo. In onda una volta ogni tanto
 
Direttamente dai bagni di Sesto Marelli, ecco la prima puntata della rassegna stampa di A Pieno Titulo. Gabriele Pieroni ci informa sugli ultimi eventi locali, nazionali e internazionali.


lunedì 13 giugno 2011

giovedì 26 maggio 2011

mercoledì 20 aprile 2011

IPSE MALEDIXIT, Riforme di governo

Il governo lancia una nuova proposta di riforma. Tra le seguenti scegli quella vera.

A. In occasione delle parole di Berlusconi, un deputato del Pdl ha proposto di riformare il regime finanziario delle società sportive italiane, in particolare di Calcio, in particolare del Milan. Sarà la legge 2011/01 (la prima fatta nell'arco dell'anno solare) CR7.

B. In occasione delle parole di Napolitano, un deputato del Pdl ha proposto di riformare l'articolo uno della Costituzione per ribadire la centralità delle Camere, sostenendo che "il Capo dello Stato mortifica il Parlamento".

C. In occasione della Santissima Pasqua, un deputato del Pdl ha proposto di riformare la festività con una legge nominata "Pasqua breve" che prevedrebbe di accorciare la festività. Si chiamerà Pasquetta.

Alvise Losi

Leggi le altre puntate di Ipse Maledixit

mercoledì 13 aprile 2011

IPSE MALEDIXIT, Scaramanzie

Le maledizioni della brutta persona.
 
IL BELLO DELLO SPORT
L'Inter pensa già al dopo Schalke.
Per le semifinali contro il Manchester è pronto Ancelotti.

QUESTIONE DI OSPITALITA'
Esponenti leghisti favorevoli all'uso delle armi contro i barconi di migranti:
"Vogliamo solo farli sentire a casa!".

SCARAMANZIA
Due nuove giovani testimoni parlano del Bunga Bunga:
"Tutte le ragazze toccavano il presidente nelle parti intime".

martedì 12 aprile 2011

L'AVVOCATO DEL CAVOLO, Difesa della bestemmia

Le difese in rima del Povcato Tommaso Canetta, detto "Er Condono"

In difesa della bestemmia

Quando rovesci una birra,
quando colpisci col mignolo del piede
un oggetto insospettabilmente
duro.

Quando l’ultima sigaretta
è rotta nel pacchetto.
Quando ti ricordi il giorno dopo
di una scadenza.

Quando incontri Glenzer,
così, come un saluto,
quando il Milan perde
e stava vincendo
3 a 0.

Quando ti distrai radendoti,
il rasoio scorre di lato, ti tagli
e sanguini come un maialino
sgozzato.

Quando la macchina davanti
rallenta, sul verde rallenta,
sul giallo aspetta fino all’ultimo,
e poi accelera.

Quando la tua ragazza,
partita per le vacanze,
ti scrive di aver conosciuto un tale Johnny Matranga,
poi non la senti mai più.

Quando parla Berlusconi,
quando pensi a Berlusconi.
Quando Berlusconi si ostina
a governare.

Quando non hai niente di meglio
da fare. Perché non c’è
da fare niente
di meglio.

martedì 5 aprile 2011

L'AVVOCATO DEL CAVOLO, I 10 motivi per cui vale la pena vivere

Ci son dieci motivi per campare:
il primo, ovvio, finisce per “no”
(la figa, no?). Poi poter sperare
di essere qui quando terminò
il lungo ventennio di Berlusconi.
Terza viene l’arte dello sfottò,
difendere in versi, anche i coglioni.
Spiegare a Giuliana il milanese,
(salvo sentirla poi dire “guaglioni”).
Pizzuto furente ed alle prese,
nelle lezioni di economia,
con di Silvia l’espressioni sorprese.
Sesta di Sandrino la parodia,
che Frank regala con verbi graffianti.
Spalmarsi di burro, nudi, e via,
correre gai per piazza mercanti.
Ottava viene la soddisfazione
d’aver avuto tra i propri teatranti
Bobby Brambo, quale immensa emozione.
Andare al cesso ante Ranieri
e quindi evitarne la ritorsione.
In fondo alla lista dei piaceri
c’è il dolce inconcludente oziare,
si dimenticano tutti i pensieri,
viene una strana voglia di mangiare
s’espandono anche le sensazioni,
ridere ridere non ti fermare,
passano tutte le preoccupazioni.








mercoledì 30 marzo 2011

IL TEMPO DI UN ASTERISCO, La cozza

Seconda puntata della pubblicazione della raccolta di poesie "Il tempo di un asterisco" di Livio Ottavio Turlà. A corredo dei versi è presente un'analisi critica di Frank Riccardi, il redattore della fortunata rubrica Mo' te spiego

La cozza
Grande scoglio della mia vita,
resto aggrappato a te come una cozza,
ma so che nella tempesta,
tu reggerai,
e sopporterai,
la mia presa pesante e grave.

L'analisi di Frank Riccardi
Siamo già in una fase successiva sia all’ermetismo che al classicismo novecentesco ungarettiano. (Passa il Passante e Frank se la prende, ndr) Questo passa e contesta come si permette, questo vociare ignorante è figlio di un’epoca deragliata. Oliva è senza una ragione e un’argomentazione, allora capisce che Berlusconi è un prodotto nemmeno più una causa. Già Nietzsche parlava del tramonto della civiltà. (Frank se la prende anche con Bobby Brambo). E lei che vuole, torni in Germania.
Allora cominciamo: la cozza, questa riappropriazione della materia non esclude un livello puramente intellettivo e umorale, chiaramente la cozza ha un risvolto esistenziale e rimanda a un’altra tradizione novecentesca che caratterizza gli anni 40 e 50 con Montale. Questa cozza non poteva certo appigliarsi così a caso, resiste alla bufera ed altro. Lo scenario è senz’altro quello, in più … (Frank se la prende con le persone presenti che si mettono a cantare) Canticchiano musiche barbariche mentre cerchiamo di diffondere oasi di cultura e classe di elevata sonorità. (Oliva vuole dire la sua: “E pigliate ‘sta sonorità”. E poi produce un’intensa pernacchia aiutandosi appoggiando entrambe le mani ai lati della bocca).
Grande scoglio. Ecco, si tratta di una metafora certo usata spesso ma quello che mi colpisce è la freschezza di Turlà, che riesce a rivitalizzare una metafora che poteva essere usurata e che qui invece vive con forza. Ecco il vulnus esistenziale e artistico della produzione di Turlà è tutta in questa immagine utilizzata come un aggrappo tra materia mondana e materia ultramondana.
C’è da notare la sincopata struttura ritmica del componimento. Turlà va sempre a capo, questo spezzarsi non può trarre la sua giustificazione da un continuum classicista. È chiaro che anche in questo ritorno alla natura è l’inquieto frammento del tempo presente moderno che fa da ambiente. Non possiamo citare il futurismo perché forse forzeremmo la mano al poeta, ma dietro alla cozza c’è un paesaggio spezzato, frastagliato e ridotto a macerie per quanto immaginifiche. Tu reggerai e sopporterai perché l’impegno è grave e gravido di conseguenze per la poesia italiana che oggi si trova un po’ in disarmo. Nel panorama poetico italiano Turlà rappresenta un tornello. La metafora sulla quale si basa il componimento è la stessa della grande canzone di Neil Young. Turlà è un tornello attraverso cui passa la folla della poesia italiana, o meglio plebaglia. La cozza spurga sì per carità ma questo spurgare nel Novecento è pressoché egemone e in questo Turlà non fa eccezione.
Nell’ultimo verso ci sono due riferimenti a Mario Luzi e a Omero. La presa pesante porta a pensare all’avanzamento dell’età e a una visione in prospettiva che possa portare a risvolti umani e religiosi. Questo per quanto riguarda Luzi. Per ciò che concerne Omero, Turlà vi si avvicina per l’uso di due aggettivi tipicamente omerici riguardo alla descrizione dell’armamento che si fa metafora della rappresentazione divina dei vari dèi incarnati nella battaglia. Metafora che si ricollega poi al peso umano dell’esistere e dell’andare avanti in questa landa che già Eliot definì desolata, ma che in Turlà si bagna di spuma marina.

Le pillole esistenziali di Livio Turlà
Voglio iniziare a raccontarvi di me dalle cose basilari. Ho 27 anni, sono nato sotto il segno dei pesci in un freddo pomeriggio di marzo. A Marsala quel giorno c'erano solo 32 gradi. La mia famiglia è sempre stata appassionata del mondo classico, come il mio nome può testimoniare. Ma io, pecora nera di casa, forse per rigetto nei confronti di quella che per me era una vita già scritta, ho preferito tradire le speranze dei miei genitori, pur continuando a coltivare il grande amore per la classicità, alla quale la nostra poesia è vicina.  Ma torniamo ai dati anagrafici. Sono piuttosto alto in rapporto ai miei corregionali: 1,63 cm per 60 kg di peso. Non sono grasso, bella presenza. Ho conseguito con successo la licenza classica nel 2003. Lo stesso anno mi sono preso anche la patente. Ma non amo guidare, al volante divento troppo aggressivo. (continua)   


lunedì 28 marzo 2011

LE PAGELLE DEL CALCETTO, Partita a 7 del 23 marzo

BONANNO               4,5
Arriva con una ventina di minuti in ritardo ed entra in campo sul risultato di 1-0 per la sua squadra. Poi finisce 8-3 per gli altri. Sottigliezze. Emblematica una frase di Pieroni nel post-partita: “Ah, ma avevamo un portiere?”

Paolo Fiore in mezzo agli attacchi avversari
FIORE                        6,5
Sballottato in mezzo alla calata degli avversari, che si presentano in massa dalle sue parti. Lui si barcamena come può, sembra Travaglio tra le querele e Berlusconi tra le olgettine. A un certo punto non sa più chi chiamare in suo aiuto e inizia a bestemmiare in sanscrito.

CACCAMO               6
Daoud Bouzid gioca sulle ali dell’entusiasmo per la pergamena di laurea appena ricevuta dalle callose mani del Passante. Entusiasmo che si esaurisce al 25esimo secondo dopo che viene saltato per la prima volta da Pac Man Glenzer. Ma Daoud non demorde e tampona come può le voragini lasciate sulla sinistra da un Presidente in stato di grazia, nel senso che spera che la condanna gli sia commutata all’ultimo minuto.

PIERONI                    4
Passa la partita facendo quello che più gli piace fare: borbottare. Qualcuno dice quando borbotta, cioè 23 ore e 59 minuti al giorno, il Pieroni preghi. Altri che ripeta a memoria i libri di Zizek. Noi sappiamo quasi per certo che ripeta le lezioni di Pizzutto.

PASQUALINO          5
Atteso come il faro del centrocampo, è stato più che altro un abat-jour. Fa filtro antiparticolato davanti alla difesa e imposta il gioco come Pirlo. Senza la o finale. 

L'ultima partita non di calcio a 5 del Presidente
LAMPERTI                4
Come le diottrie che gli mancano. Non attacca, non difende, non corre e soprattutto non vede nulla. Un quadro confortante, se lo si paragona alla sua prestazione nell’esame di statistica. Nel dopo gara giustifica la sua prestazione di incommensurabile bruttezza sostenendo che sta conducendo un’indagine da embedded nel mondo dell’antiquariato per il prezioso box di MM. Anticaglia.

MILANI                     6+
Non si capisce con i compagni anche perché parla in arabo. E’ anche vero che in squadra ha tre siciliani e un salentino, però evidentemente sbaglia il dialetto. Fa tre gol per salvare il disonore della squadra. Dopo la partita chiede al custode della polisportiva Cimiano se nello staff hanno già qualcuno che parla lingue extraeuropee.

RIZZATO                   6,5
La vittoria gli fa recuperare il buonumore, cosa che avviene ogni circa tre mesi e mezzo. Meritevole soprattutto il suo altruismo verso gli avversari: non tira in porta per beneficienza.

Un altro dei modelli di Rociola
ROCIOLA                  6,5
Meno ruvido del solito, anche se Jefferson lamenta di essersi trovato alla fermata di Bisceglie il Rociola attaccato con i denti al suo polpaccio. Dopotutto, meglio quello che altro no? Gioca con la stessa correttezza ed eleganza di Neqrouz. Anche lui infila un dito nell’orifizio del bellissimo Jeffy.

GLENZER                  7
Corre come un cavallo, tira come un somaro. Fa la fascia 456 volte. Quando il Presidente prova ad attaccare, prima di fermarlo riesce anche ad andare a bordo campo e fumarsi un tiretto. 

SANTELLI                 7
Spettacolare prestazione sulla fascia sinistra, nonostante si trovi di fronte gli insuperabili Pieroni e Lamperti. Non trova argomenti per polemizzare, propone un sistema di welfare per i disadattati avversari.

Malvenuti 5 minuti prima di entrare in campo
MALVENUTI 8
Migliore in campo. Il che è tutto dire sulla situazione dei giocatori in campo. Gioca sulla trequarti con sapienza, dovuta alla bottiglia di vodka scolata durante la fase di riscaldamento. La erre moscia lo nobilita, si sente un po’ il Lamouchi della Tobagi.

LESSI                         7
Una prestazione testuale. Gioca con tale tranquillità che dal 35’ al 42’ schiaccia pure, testuale, un sonnellino. Favorito per la vittoria all’Avedisco, pregusta già il denaro che gli permetterà di fare un viaggio nei suoi luoghi di infanzia. Togliattigrad, testuale, è già pronta a riabbracciarlo.

BRAMBILLA             6,5
Segna ormai con la regolarità di Ulf Kirsten questo centravanti germanocentrico che è un letale mix tra i piedi di Oliver Bierhoff e il colpo di testa di Thomas Hassler. In dubbio per la prossima partita: lo attendono a Venegono. 


giovedì 17 marzo 2011

MO' TE SPIEGO, 17 marzo

Buongiorno caro Frank, quest’oggi dobbiamo essere brevi e sintetici perché abbiamo poco tempo.
E lei cerchi di non rompere. E poi sintesi, sintesi… è un falso mito oltre che un brutto gruppo che frequentò Sanremo negli anni 90.
Parliamo dell’Unità d’Italia. A 150 anni di distanza come si può commentare la nascita della nazione italiana?
Oggi ci vuole davvero andare  pesante. E poi ne parla con me, che sono  fieramente borbonico sin da tenera età. Comunque il sentimento “nazionale” andrebbe scomposto nell’etimo stesso della parola e concentrarsi quindi sulla sua derivazione: “nazio” e “anale”. Come vede l’Unità ha a che fare, più che con la testa, con il culo degli italiani.
In questi giorni non sono mancate le polemiche con esponenti della Lega in Lombardia che sono usciti dall’aula durante l’esecuzione dell’inno di Mameli.
Guardi, io non so quale sia la qualità del caffè che si fa al bar del Pirellone. Posso però dire con certezza che il barista è un tale Nando originario di Cellole in provincia di Caserta. Questo è solo uno dei casi delle frequentazioni equivoche la Lega vuole celare. Non si può più celare il fatto che a Milano ci sia persino una fermata della metropolitana che si chiama Bisceglie. E poi non le sembra sospetto quell’accento finemente milanese della zona di Cerignola che ha Decorato? Insomma, mi faccia aggiungere che qua nessun è fess’.
(A questo punto prova a inserirsi nella discussione il Caccamo e Frank esplode). Ma lei cosa c’entra Caccamo, che è straniero! L’operazione di conquista coloniale nei suoi paesi ha portato solo danni di cui lei è solo l’ultima incarnazione.
Ecco, Frank, vorrei da lei un’analisi del momento decisivo del dopoguerra che portò l’Italia dalla monarchia alla repubblica. Lei che sistema di governo preferisce?
Monarchia e repubblica… ma guardi, è cm scegliere tra Ballando con le stelle e Amici di Maria De Filippi. Fondamentalmente, tra le due la dittatura era senz’altro meglio. Non a caso io propugno lo stalinismo borbonico. (A questo punto suona il cellulare dell’intervistatore che si deve momentaneamente assentare. Al suo ritorno, Frank richiama all’ordine il maestro Maggiacomo, che lo segue durante i Mo’ te spiego per trarre ispirazione per le riprese del suo prossimo film, che vede protagonista proprio Frank).
Gianlù riprendiamo!! E movete! (Poi si rivolge all’intervistatore). Vede, ‘ste cose non fanno altro che ribadire la supremazia di fondiani sugli itriani. (A tal proposito, il maestro Maggiacomo commentaAccirriti pure”).
Allora Frank, mi stava spiegando la sua proposta di uno stalinismo borbonico.
Sì, dunque lo stalinismo borbonico è un sistema di governo da me elaborato che prevede l’eliminazione fisica degli oppositori, nemici e contestatori della Patria. L’eliminazione avviene attraverso gli appositi vesuvi e vulcani che sono predisposti sul territorio. È tra l’altro anche un modo di riproduzione di energia pulita, attraverso l’uomo che è biodegradabile.
Ecco, ora vorrei dirle una serie di nomi di personaggi che hanno contraddistinto la storia italiana di questi ultimi 150 anni e lei mi dice che ne pensa. Iniziamo da Giolitti.
Giolitti, gramscianamante, era un nemico del popolo ma anche una contro sponda per una dialettica che fosse sempre di derivazione crociana e in tutto ciò il popolo aveva le palle appese in croce, altro che Benedetto. (interviene nuovamente il Caccamo e Frank lo addita nuovamente).  Ma la finisca di disturbare. E poi su questi temi, ma che Croce e Benedetto, che ne sa lei che è seguace di un animismo mutuato da chissà quale tribù.
Garibaldi.
Garibaldi fu ferito ad una gamba ma pare non fosse vero niente. In realtà soffriva di elefantiasi e per questo fu anche un attore di successo di fotoromanzi porno risorgimentali.
Cavour.
Qui vorrei sfatare una convinzione inculcata dai libri di storia. Cavour in realtà non è un cognome ma è l’espressione con cui in Irpinia apostrofavano i soldati piemontesi: “Ma ca’ vur tu?” E loro rispondevano: “Ci manda quello”. Per osmosi Cavour finì per indicare il nome di quell’uomo il cui vero nome era, se non sbaglio, Vito Latilla.
Mussolini.
Il Duce? Vorrei rispondere semplicemente con un grosso prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr.
De Gasperi.
Eh, De Gasperi, anche qui lei cade in errore come tutti quanti. De Gasperi  non è un nome ma un’interiezione che diceva un mio avo: “Che gasper” E da qui De Gasperi, un’interiezione che accompagnava l’apparizione di Andreotti, il quale già nel 1815 era al governo da lungo tempo. La frase completa del mio avo era: “Ma che gasper, ancora qui sta?”.
Berlinguer.
Se ci fosse ancora le cose sarebbero come ora con la sinistra al 2%. In una visione che fa del progresso dell’avvenire storico nient’altro che una retta su cui si innestano le derivazioni di origine bergsoniana sul compromesso spaziotemporale che studiate da Le Goff nella loro incarnazione in stile annalese portavano a una semplice conclusione: è uno scopino.
Craxi.
Io ci sono sempre stato affezionato, anche perché io ho sempre prediletto i salumi, che da sempre sono parte integrante della mia dieta. Una parte privilegiata, se posso dirlo. Ciò che era previsto dalla canzone dei Contromano diventa realtà: “Oggi maiale e domani prosciutto”. La lettura data da quella canzone di Craxi è la più esatta e la più vicina al sentire dell’uomo comune che non è privo di gusto e predilige il salume. Meglio se già affettato.
Berlusconi.
Io lo frequentavo già nel 1994 e facevamo queste cene. Eravamo io, Silvio, Uan, Giorgio Bocca e Pippo Santanastaso. Andavamo al Su Pistillone e passavamo in rassegna le primizie locali sia vegetali che soprattutto in carne. Ricordo che Silvio insisteva per farmi dormire da lui: “Ho un pigiama qui per te, rimani. Poi tanto facciamo micio micio”. E io ero inquietato da questo micio micio. Poi ho smesso di frequentarlo si è rattristato. E’ andato in Africa, ha conosciuto della gente terribile, tipo dei caccami. Da loro ha imparato il bunga bunga.
Se dovesse indicare il simbolo dell’Unità d’Italia cosa si sentirebbe di dire?
I simboli sono due: la pelata di Lino Banfi e, in omaggio al regno di Sardegna, una chiappa di Giorgia Palmas.
E’ un onore per lei essere italiano?
Onore essere italiano… Ehm, guardi devo rispondere a un sms ricevuto un paio di settimane fa… grazie e arrivederci.

Frank Riccardi
Lorenzo Lamperti

Leggi gli altri Mo' te spiego

lunedì 7 marzo 2011

CHE FACCENDA CHE FA, 7 marzo

"questa edizione di 'che faccenda che fa' andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali" (cit.)
 
Sandro Bondi a un passo dalle dimissioni. In realtà, il ministro aveva già provato a uscire dal governo. In esclusiva il filmato della tentata fuga.
 
Ghedini e Longo pensano di proporre l’incapacità di intendere e volere per Berlusconi. Il premier era in terapia psichiatrica. Questa: http://video.corriere.it/nudo-terapia-nuova-tendenza-gli-strizzacervelli-/10d3090c-458f-11e0-be93-d37b38d5ef64


domenica 27 febbraio 2011

CHE FACCENDA CHE FA, 27 febbraio 2011

Lo sguardo del faccendiere agli eventi cruciali della settimana appena conclusa

Libia: dalla Ue condanna netta. È scesa in campo anche la ministro Catherine Ashton, qui in un filmato esclusivo: http://www.youtube.com/watch?v=KDUCTSCm12U

Giuliano Ferrara torna in Rai al posto che fu di Biagi. Hanno già rinforzato la sedia e allargato la porta. In esclusiva, abbiamo il filmato del momento in cui Ferrara ha firmato il contratto nel quartier generale della Rai.  http://www.youtube.com/watch?v=KPRCT_49ItE

Maestre lavano bocca con il sapone al bimbo che bestemmia. L’Università di Milano ha già ordinato 12 fustini di Dash per Glenzer.

Secondo alcuni giornali, il concerto di Mariano Apicella al teatro Arcimboldi di Milano avrebbe venduto solo un biglietto. Noi, in esclusiva, siamo riusciti a rintracciare e intervistare l’unico acquirente. Che però, per mantenere l’anonimato, si è voluto trincerare dietro idioma straniero. Ascoltiamo: http://www.youtube.com/watch?v=RWa9U79-Yg0

Apicella, che aveva sempre difeso Berlusconi durante il Rubygate, dopo aver saputo della presunta compravendita di parlamentari ha sbottato: «basta! troppi 150mila euro pe nu Bucchin’».

Paolo Fiore

martedì 22 febbraio 2011

L'AVVOCATO DEL CAVOLO, Difesa della Santanchè

Difese in rima:

contro le volgarità di stampa e politica (di una certa stampa e di una certa politica), le arringhe in rima del Poeta Avvocato o, meglio, del Povcato

In difesa di Daniela

C’è chi l’attacca per il brutto aspetto:
Gorgone, iena, financo Arpia;
chi le rinfaccia il cognome negletto.
Non si può dire che sia la simpatia
Il sentimento che suscita ahimè
Daniela Garnero, in Santanchè

Nell’invocar delle donne il rispetto
È capofila, e pur tuttavia
Della sinistra gli strali nel petto
Riceve, ma ostenta spavalderia.
Dolce Daniela è ingiusto per te
Subire un tale autodafé.

Con Berlusconi del vivere retto
Sparge il verbo ovunque ella sia,
non si può dir che le faccia difetto
    un senso spiccato dell’ironia.
  Orizzontale sta bene perché
   Silvio ne vede le rèel qualitè.