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mercoledì 8 giugno 2011

PREMIO ALESSANDRO OLIVA, Gino Pilotino

Cenni biografici
Gino Pilotino quando si chiamava Giovanni Merda
Gino Pilotino una volta si chiamava Giovanni Merda. Poi decise di cambiare nome e scelse Antonio. Ma il suo caporedattore al Corriere della Salamella gli consigliò un nome più simpatico, magari che facesse rima. Allora optò per Sole Cuore Amore. La causa intentata da Valeria Rossi lo fece deviare sull'attuale Gino Pilotino.

Componimento
“Mamma, scendo a comprare la cocaina”. E invece Silvia, 25 anni, se ne andava a caccia di Sbrodolino. Quando Maria Luisa, casalinga di Vigevano, lo ha scoperto, si è rivolta al Sert. Sua figlia è uno delle oltre 5000 ragazze che da bambine hanno avuto Sbrodolino. “Appena ne ho parlato con i volontari – spiega Maria Luisa – mi hanno spiegato che fare uscire mia figlia dal tunnel sarebbe stato un percorso lungo e doloroso. Le dipendenze sono pericolose. In famiglia ne sappiamo qualcosa: per anni sono stata schiava dei video poker nei peggiori bar di Caracas”.
Silvia ora sta affrontando la riabilitazione. Passerà un anno nel centro “Betty Ford against Sbrodolino” di Cermenate. Verrà seguita da un tutor preparato e naturalmente disposto al dialogo e alla comprensione: Vittorio Sgarbi. Il celebre critico d’arte è uno dei tanti vip che ha deciso di mettere a disposizione il suo tempo per aiutare le ragazze italiane ad uscire dal tunnel. Assieme a lui, altri grandi nomi della cultura nazionale: Paolo Di Canio, Valeria Marini e Gianpiero Mughini sono solo gli esempi più significativi. Questo è un problema serio e tutti si sono mobilitati. Ma perché Sbrodolino ha devastato una intera generazione? Il professor Gian Carlo Maria Di Capua Vetere se ne occupa da anni. Dal 1994, per l’esattezza, quando è emigrato in Germania, diventando direttore dell’ ‘Istituto Beckenbauer per le malattie e le dipendenze da giocattoli e Bratwurst’ di Hoffenheim. “Foi italiani sempre mancia spachetti e suona mandolino”. Parole pesanti come un film polacco guardato in compagnia di Gianni Stanga detto ‘Ascella Tonante’.
E mentre i maschietti sono in preda a crisi epilettiche dovute alle troppe partite alla Play, le femmine nostrane combattono quello che il noto sociologo e sessuologo Giorgio Caccamo, nel suo ultimo libro dal titolo Bruta de muso, larga de buso, ha definito ‘un male oscuro’. E lui si che di cose oscure, più che altro scure, se ne intende.
Silvia si gode il sole di una giornata di fine maggio. Gli hanno dato il permesso di uscire per un’ora, giusto il tempo di comprare sigarette e vodka. Le sue occhiaie rivelano un’altra notte insonne, fatta di demoni nascosti e anal intruders. “Qui ci permettono le dipendenze da fumo, alcool, scommesse clandestine e pederastia sodomita. Ma gli Sbrodolini no, nemmeno in foto”. Passiamo davanti la vetrina di un negozio di giocattoli. Uno Sbrodolino sembra ammiccarci. Silvia ha un piccolo cedimento (“dammi quella bambola del cazzo, brutto figlio di puttana”, urla al commesso), poi si riprende. “Andiamo”, dice. Una sbronza, una rissa con le guardie del corpo di Eto’o e tutto passa. Almeno per oggi.

Gino Pilotino

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lunedì 27 dicembre 2010

Le pagelle del Presidente parte VI

(Partita di calcetto del 10 dicembre 2010)

Zigoni negli anni '70
LESSI 6
L’agghiacciante processo di trasformazione da Falcao del Triveneto a Zigoni di Castellammare di Stabia continua. Il figlio illegittimo di Bob Maroni non è brillante come suo solito. Sottoporta è evanescente; forse non lo aiuta il clima da perenne sceneggiata napoletana in cui è costretto a vivere.

RIZZATO 7
Rinfrancato dai 17 minuti di sonno della notte precedente nel bagno dell’aeroporto di Madrid, torna a giocare ad alti livelli. Spinge i compagni alla rimonta, quando negli ultimi minuti gli vengono meno le forze e non riesce più a spingerli tutti e quattro, loro si fermano in mezzo al campo a guardar giocare gli avversari.

LAMPERTI 5,5
Il Presidente dell’Accademia dell’Astratto è pronto a salire al Colle dopo “un’altra prestazione al di sotto delle sue possibilità” (virgolettato della First Lady, dopo che a Salisburgo durante il ponte dell’Immacolata si è vista offrire una visione notturna de La miniera bianca di Bruno Ambrosi).

Lo sguardo languido
di Lucia Annunziata
CACCAMO 6
Per chi non ci credesse eccolo qui, il regionale Caserta-Battipaglia che torna in pista. Si immette sul binario di destra e con la sua consueta fluidità di corsa si mette al servizio delle Ferrovie di Rizzato. Sfodera un incredibile assist di tacco, punto fermo del suo repertorio come la capacità di ascoltare in quello della Santanchè e lo sguardo dritto negli occhi in quello di Lucia Annunziata. Un evento di tale portata non si verificava dal 1187, anno dell’ultimo allineamento di 4 pianeti. Qualcuno dice che il 23 dicembre 2012 Caccamo farà un gol di rabona.

SANTELLI 7
Si piazza davanti e corre come un matto, mai a caso. Sottoporta prova ancora a fare il terzo tempo, ma il suo processo di conversione calcettistica sembra ormai andato a buon fine. Per sfogare la sua indole polemica, si è creato una terna arbitrale immaginaria che può contestare ogni volta che la palla esce dal campo.

Alcuni compagni di partito di Rociola
ROCIOLA 6
Dopo aver finito di pagare la multa alla società per il ritardo della settimana precedente, il Leibniz biondo randella a destra e sinistra, ma soprattutto a destra, vista la sua nota propensione politica, che lo ha portato alla fondazione del Partito degli Khmer Rossi Salentini. Mezzo voto in meno per la sua penosa sceneggiata finale, quando finge un infortunio per rompere l’assedio avversario.

MILANI 6+
Il maggior cliente delle compagnie telefoniche italiane gioca a fasi alterne. Inviso ai compagni, che non ne sopportano l’arroganza misogina, cerca di ritagliarsi uno spazio sulla fascia sinistra. Devastato dall’amore non corrisposto per la Favasuli, dovrà accontentarsi della sua bollente relazione con Miriam.

ROSSI 7,5
Il Brasiliano comincia umilmente in difesa, visto che le avances di Lessi in marcatura hanno cominciato a stancarlo. Poi, quando vede che l’alcolista veneto oggi è innocuo va in avanti e segna 3 gol decisivi. Nel dopo partita Lessi gli offre una birra riparatrice, ma l’attrazione delle prime settimane sembra essere svanita.

Alcune delle pastiglie
rinvenute nella borsa
da calcetto di Losi
LOSI 8,5
5 gol e tanto altro, compreso un Dirty Sanchez con la fidanzata qualche ora dopo. Un Ad del genere non si era mai visto; era da quando era nella pancia della mamma che non dava cinque calci così. “Il mio exploit non è casuale”, dice l’Ad negli spogliatoi, mentre finisce di sniffare il suo quinto grammo di cocaina misto a un cocktail di anabolizzanti.

PIERONI 6,5
Continua il percorso di normalizzazione del bulldozer di Alba. Va in campo sempre più tranquillo e disciplinato; i suoi falli sono scesi a 264, 123 insulti, 78 proteste e solamente 3 infortuni causati. Se continua così vincerà il premio Fair Play 2011. Fa un dribbling pazzesco con lui da una parte e palla dall’altra e migliora anche nella costruzione del gioco: 7 passaggi azzeccati su 346.