venerdì 2 dicembre 2011

LA BRANDA, Lo scontrino fiscale

PPP che pretende lo scontrino fiscale è un clamoroso inedito, come se Caccamo non lodasse l'immigrazione e Frank non invocasse l'aglio. E' successo così: che Maggiacomo è andato al cinema a luci rosse di domenica, e un manipolo di dipendenti di PPP ha chiesto di verificare se sia stato emesso regolare scontrino. Alla parola "scontrino" ci sono vaste zone del Nord che ammutoliscono, proprio come nella Sardegna del Su Pistillone: e sono zone nelle quale i locali di PPP, in odio al Maggiacomo sanguisuga e a Fondi ladrona, abbondano.
Ma si sa com'è la ristorazione: oggi PPP è all'opposizione, per giunta dopo anni di sedie di legno al Mignon di Ferrara e dunque con l'affannoso bisogno di riconquistare i clienti delusi. Lo scontrino fiscale non fa parte del suo armamentario né della sua ignoranza politica, non è il chupito oristano già evocato da PPP, non la quota-rum da ricacciare in gola alla porc Silvietta, non il dito medio da mulinare negli orifizi di Frank: è un minimo, indispensabile, cartiglio di Sato che funge da biglietto d'ingresso nel sesso degli italiani onesti, e soprattutto delle italiane. Forse i pistillonisti non se ne rendono conto, ma quando sventolano lo scontrino è come se sventolassero un mini-profilattico. Rischiano di ungersi i polpastrelli.

IL ROMPICOGLIONE, Polveriera Merkel

Merkel: "Siamo seduti su una polveriera"
Sarkozy: "J'espere qu'elle ne pète dès maintenant"

giovedì 1 dicembre 2011

MO' TE SPIEGO - Impostazioni per imposte e pensioni

(arriva all'appuntamento con mezz'ora di ritardo)
Buonasera Frank. Lei è in ritardo.
Embè?
La aspetto da una mezzoretta, pensavo di andarmene. Lei pensa mai agli orari?
Il mio fuso non coincide del tutto con quello milanese, è noto. Peraltro negli ultimi tempi sto già fondendo per conto mio, si figuri se presto attenzione al resto. Comunque, si possono avere incertezze sull'orario d'arrivo. Mai su quando è il momento di tagliare la corda. Eppoi non mi preoccupo mica di essere puntuale con un cretino come lei.
Entriamo nel vivo. Cosa ne pensa della riforma delle pensioni?
Guardi, bisogna considerare diversi fattori. Di certo il metodo contributivo non potrà mai sostituire quello olfattivo: per fare i soldi, sa, ci vuole fiuto. Ma cambiano le condizioni storiche. Ad esempio, la pornografia è oggi, in gran parte, fruibile gratuitamente. Questo fa aumentare il potere d'acquisto di moltissime pensioni che un tempo venivano dilapidate nel noleggio delle videocassette hard. È la rovina di Maggiacomo, certo, ma forse equivale alla salvezza delle casse pubbliche. A 'sto punto nella busta ci possono anche stare meno soldi, che vengono utilizzati meglio.
È vero che lei usufruisce di un baby vitalizio?
Non capisco perché la cosa desti tanto scandalo. C'è usufruisce regolarmente di baby-doll (il Passante dott. Oliva, per esempio: li indossa appena può, ne ha un'intera scorta), chi ai suoi tempi ha bevuto del Martini baby, come il sottoscritto, chi canticchia i Baby Bird (soggetti da evitare, questi ultimi), chi addirittura usa taglie baby a vita, come certi soggetti isolani che mi capita d'incontrare. Riguardo a me, il mio baby vitalizio è perfettamente dovuto, mi spetta in quanto grosso studioso di morale. Poi, per l'appunto, è baby: con il primo assegno che ho ricevuto, tempo fa, mi hanno inviato anche un teddy bear, che ho prontamente rivenduto a Finmeccanica tramite Lavitola, che allora commerciava con diversi animali, non solo pesci come ora. Adesso, col rischio recessione, vorrebbero ridurmi codesta paghetta o convertirla in una fornitura annuale di chewing gum, ma io mi opporrò. Ho già scritturato l'avvocato Alfonso Luigi Marra per difendermi in sede legale. I soldi del baby vitalizio, infatti mi servono per arrotondare e fare un po' il signore: si tratta appunto di signoraggio secondario. Marra, in questo ramo, è un esperto riconosciuto.
Ma questo baby vitalizio è legato a quanto si mormora in giro, ovvero che la sua speranza di vita è di 31 anni?
La mia speranza di vita è variabile. Di certo diminuisce ogni volta che vedo Caccamo occupare abusivamente il suolo patrio (il problema qui è nazionale, mica solo mio!). E tutte le volte che mi fanno notare l'esistenza dei Maroon 5. Ad ogni modo, per peggiorare la situazione, mi deciderò presto a fare dello sport, abbandonando con malinconia la mia storica attività di lanciatore di coriandoli.
Cosa prevede per la prossima politica economica del governo? Sarebbe gramscianamente utile una patrimoniale?
Ritengo di sì, perché contribuisce ad identificare un blocco sociale e quindi dà un apporto chiarificatore alla lotta per l'egemonia culturale, lotta peraltro vana in quanto già vinta dal sottoscritto grazie a una prudente e pluriennale opera di disinformazione. Quindi, visto che al fine ultimo ci sono già arrivato, propongo un'altro tipo di tassa: la madornale. In uno stato retto dallo stalinismo borbonico, la madornale è una tassa imprescindibile. Una madornale mazzata su tutti i peggiori soggetti e parassiti, dai Caccamo in su. Da accompagnare con un'altrettanto madornale operazione di disinformazione culturale, che faccia credere agli oppositori, questi perenni perdigiorno, di andare in vacanza mentre li si condurrà sugli appositi vulcani del Sud per un rapido processo con visita finale al cratere. Se Monti devono essere, che almeno fumino!

Frank Riccardi

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AUNTIE GEORGIE, A un passo dal Di Rupo

Ma potevano prendersela ancora più comoda, no? Ormai che c'erano potevano far passare qualche altro giorno e arrivare a un anno e mezzo preciso. Il Belgio, terra di birre, cozze e patatine fritte, Tintin, il cui calciatore più forte è stato un brasiliano di nome Lulù, insomma questo Paese dopo 535 giorni di vuoto ha finalmente trovato l'accordo per un nuovo governo.
Così dicono. Comunque a capo del governo dovrebbe andare Elio Di Rupo. Sì, lo so che letto così sembra il nome di un impiegato del catasto di Viterbo, ma in realtà il (forse) futuro premier belga è questo bell'ometto. Socialista, di origini italiane, gay, francofono. Tutte cose che sicuramente i simpatici nazionalisti fiamminghi apprezzeranno. Che poi, questi fiamminghi dovrebbero parlare di meno, dato che in inglese Fiandre si dice Flanders. Salve-salvino, vicino.
Ma chi è davvero Elio "Papillon" Di Rupo? Originario di un paesino abruzzese che si chiama San Valentino (sul serio), sarà il primo premier francofono vallone dal 1974. Noi c'avevamo Moro, Rumor e Andreotti a quei tempi. E così i belgi si affidano ancora agli italiani: non bastavano quelli nelle miniere, né il grande calciatore Vincenzino Scifo o il cantante Salvatore Totò Adamo. Ora, anzi mo', gli dobbiamo fare pure i governi.
Il timido Di Rupo
quando si faceva chiamare
Thom Bray e faceva l'attore
E vabbè, è l'Europa unita. Ma questo Di Rupo, elegante come Harry Potter alla prima comunione, porterà sicuramente anche un tocco di America nel suo governo. Almeno così speriamo. Speriamo soprattutto che dia un ministero a Roboz. Dopo tutto l'aiuto che gli dava per risolvere le indagini in Riptide, lo vedrei benissimo agli Interni. Poi se la sbriga lui con i fiamminghi.

Senza papillon rosso
ma con un robot arancione:
gli strani gusti di Di Rupo

PAROLE AD MINCHIAM: Borghezio

"Le parole sono importanti", diceva un memorabile Nanni Moretti in Palombella Rossa. Ecco, il senso di questa nuova rubrica del giovedì è proprio il ribaltamento di quella citazione. Il mondo pullula di oratori pronti a sparare qualsiasi cazzata (anche in redazione abbiamo Frank per esempio). La nostra rubrica è a prova di querela, ogni frase è tratta da Wikiquote, su cui scarichiamo qualsiasi colpa o lamentela. Ce ne laviamo le mani, come è nello stile di Pieno Titulo. Prima puntata: MARIO BORGHEZIO (Europarlamentare della Lega Nord)

- "Vogliono l'8 per mille? Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo con la legge Bossi-Fini". (La Repubblica, 23 giugno 2002)

- "La Padania è una realtà ben nota in tutto il mondo, anche se la classe politica stracciona del Mezzogiorno finge di non saperlo. Per noi il Meridione esiste solo come palla al piede, che ci portiamo dolorosamente appresso da 150 anni". (La Padania, 21 marzo 2000)

- (Parlando della strage di Erba quando venne accusato in un primo momento Azuz Marzuk) "La spaventosa mattanza di un delinquente spacciatore marocchino" (Ansa, 12 dicembre 2006)

- "Vogliono mettere il becco persino nei rifiuti di Napoli. È pur vero che una soluzione semplice, per noi patrioti padani, ci sarebbe. Basterebbe regalare la Campania e il Sud alla corona di Spagna: erano già Regno delle Due Sicilie, se lo tengano pure! Noi non siamo affezionati alla munnezza di Napoli! Non siamo affezionati alla monnezza di Napoli! Se la prenda pure qualcun altro! Noi manco per il cazzo!" (Manifestazione della Lega Nord a Pontida, 1 giugno 2008, Rai3 Blob)

- "Le prime medaglie d'oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, però, sembra avere il coraggio di dire la cosa più ovvia ed evidente e cioè che esse dimostrano la superiorità etnica dei padani, anche in questo campo". (Rai News24, 13 agosto 2008)

- "Questa parte del Paese non cambia mai, l'Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud". (Il Secolo XIX, 10 gennaio 2011)

- "Garibaldi entrò a Napoli scortato dai mafiosi e dai camorristi. Per questo andrei a fucilarne il cadavere e non certo a celebrarlo. È l'icona di Roma ladrona, un alleato della mafia". (Italia News, 21 febbraio 2011)

- "Buttiamo Napoli. Bisogna scappare da questo schifo. Noi vogliano essere liberi da questa Napoli che puzza di rifiuti e camorra". (Leggo, 7 maggio 2011)

"Mladic è un patriota. I Serbi avrebbero potuto fermare l'avanzata islamica in Europa, ma non li hanno lasciati fare". (La Repubblica, 27 maggio 2011)

PPP

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LETTERE AL DIRETTORE, La Freccia del Sud

Gentile Presidente,
esco dall'ufficio dove mi sono intrattenuto per circa mezzora dopo pranzo (rito che eseguo tutti i giorni, ma il lavoro è lavoro) e leggo con stupore la nuova puntata della Branda. Visto che ci sono, ne approfitto sì tosto per farle i compilmenti per la sua nuova rubrica. In famiglia ne andiamo tutti matti. Mia zia Concettina, 87 anni, ha più volte manifestato l'intenzione di fuggire con lei in un motel, per dire.
Ma veniamo alla puntata di oggi. Leggo di polemiche sulla mia presunta 'lentezza' e non capisco a cosa si riferisce. Davvero. Va bene, negli ultimi tre giorni sono rimasto chiuso all'Hotel di proprietà di Pruneddu, Su Hiltone, dove ho partceipato a una conferenza sul tema 'Lapo Elkann, un modo di vivere' organizzato dall 'Associazione Italiana Donne con le Palle. Inoltre ogni tanto passavano dei tizi con dei vassoi con sopra della farina che però se la assaggiavi ti veniva da farti il bagno in canottiera in un fiordo e non ti sentivi più le gengive. Insomma, per dire che sono stato un assente negli ultimi tempi. Devo essermi perso qualcosa. Ma a pensarci bene, deve essere tutta colpa del Caccamo, che in quanto comunista non fa altro che vestire i panni dell'untore (e dell'untone) e spargere infamie su un difensore della moralità quale io sono. O potrebbe essere stato quel cialtrone di Frank (il suo ultimo film, 'Calci in culo a primavera', fa schifo), che è ben noto per la sua lentezza. Le dico solo che una volta gli ho chiesto che ore sono: è un anno che aspetto mi venga svelato l'arcano. Ad ogni modo, come ho già avuto modo di ricordare, in certi casi essere lento aiuta. Lo sa bene d'altronde un noto sinistroide della Tobagi, che di recente è stato soprannominato dal Modica Zeitung 'La Freccia del Sud'.

Il Passante

Risposta
Fornisca pure il mio numero di cellulare privato a sua zia Concettina. E, comunque, che Caccamo sia un comunista lo sanno tutti.

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LA BRANDA, L'insostenibile lentezza dell'essere

Le polemiche sui "tempi lenti" del Passante fanno abbastanza ridere se rapportate alla sensazione di consolidata immobilità che, per anni, lo ha preceduto. Non è che veniamo da un frank trot. Veniamo da un fermo immagine durato quasi vent'anni, quello che va dal Maggiacomo del '94 che scende in campo contro i comunisti al Maggiacomo di tre giorni fa che scende in campo contro i comunisti. Sempre con la flebo attaccata. Veniamo da una palude fatta di pornografia, molte decisioni evirate, pochissime vergini prese e clamorosamente illibate (l'abolizione dello ius prime noctis), e una tetta luminscente che avvolgeva tutto e tutti e occultava la realtà della nostra vita, del lavoro, del concreto farsi e disfarsi della nostra società.
A pensarci meglio, le critiche sulla lentezza del Passante, a dispetto delle intenzioni di chi le muove, sono la prova provata che abbiamo davvero e finalmente voltato pagina. Si è rimesso in moto lo squacquerone della realtà, e nello squacquerone una settimana è lunga, un mese è lunghissimo, un anno è l'eternità. Chiedere al Passante di fare in fretta equivale a dire che ci siamo svegliati da una lunga orgia, e lo squacquerone vale, lo squacquerone pesa, lo squacquerone è di nuovo il mostro.