martedì 4 gennaio 2011

Le pagelle del confine: parte I

Uno dei pomodori
nati dalla piantina ripresa
dalla Carnelli
(Vengono pubblicate le pagelle per i primi 15 video sul confine presentati dagli apprendisti stregoni della Tobagi. La pubblicazione non e' in ordine di merito ma di apparizione sullo schermo. Al fianco del nome del regista viene riportato il suo soprannome. Sotto un voto espresso in stelline da uno a cinque).

Cristina Carnelli: la Tarkovskij del lago Maggiore          
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Il confine tra cemento e natura nella commovente fiaba della piantina di pomodoro che sorge dal cemento. Una favola moderna strappalacrime e dal ritmo tambureggiante come i piani sequenza del maestro russo.

La porzione di kebab di cui si nutre
solitamente Pieroni ogni pomeriggio
come spuntino




Gabriele Pieroni: il Michael Moore di Alba
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Dopo un’indagine sui kebab, il Michael Moore di Alba sforna un’inchiesta sui lavoratori privati del kebab. Chiusi in ufficio 8 ore al giorno senza potersi recare neppure una volta a comprare un kebab. E poi c’è chi si lamenta di Pomigliano. Il confine tra lavoro e schiavitù è a Sesto Marelli. Tra i due documentari, Pieroni si è dedicato al tema a lui più caro. Mangiare kebab. Tanti.

Arcangelo Rociola: il Don Siegel degli khmer rossi
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Rociola esorcizza i suoi più intimi timori filmando le mura del carcere di San Vittore. Gira intorno al penitenziario come per cercare un Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz, ma trova solo l’insegna del Ministero di Grazia e Giustizia. Lo zoom all’indietro nel finale nasconde un chiaro segnale di paura nei confronti delle autorità. Edipico.

Una veduta dall'alto della Route 66 milanese
Cinzia Franceschini: la Dennis Hopper veneta
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Il confine è la strada. Tra il Sole 24 Ore e Il Cantiere, il traffico di Milano. Certo, viale Monterosa non è la Route 66, ma la Franceschini merita il parallelo con la regia impressionista di Dennis Hopper in Easy Rider, che era stata realizzata sotto l'effetto di 2,5 tonnellate di marijuana.

Flavia Casella: la Jane Campion ligure
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Il cancello azzurro iniziale ha certamente un valore simbolico per la Casella. Deve essere qualcosa di simile al cucchiaino che Marcel Proust girava e rigirava nella tazzina di tè. Nell’attesa di capire cosa significhi il cancello per la Jane Campion ligure, siamo immersi in un caleidoscopio di immagini dove non si capisce bene soggetto, oggetto e complemento. Lascia spazio all’immaginazione dello spettatore.

La locandina del capolavoro
di Maggiacomo.
Gianluca Maggiacomo: il Tinto Brass di Latina
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Il mago Maggiò si discosta dalle sue tematiche abituali e realizza uno strano prodotto sulle luminarie di Natale di via Padova. Non si capiscono questi artisti che vogliono per forza sorprendere, spiazzare. Prendete Maggiacomo: era bravissimo a filmare tette e culi, che ci azzeccano le luminarie nella sua filmografia? Il suo pubblico abituale non ha gradito, lui ha provato a correre ai ripari: "Sulle luminarie in arabo c’era scritto: 'Viva la figa'". Consigliamo a Maggiacomo di tornare ai suoi argomenti abituali. Certo, eguagliare Il testicolo più pazzo del mondo e Il silenzio degli impotenti non sarà semplice.

Stefano Glenzer: il Bellocchio di Verbania
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Appassionato di Bellocchio dal clamoroso bestemmione presente ne L’ora di religione, Glenzer mostra il degradato mondo di via Paolo Sarpi. E lo fa bene. Riprende 158 insegne di cui ovviamente non capisce la funzione. Entrato in quella che sembrava una tabaccheria, si è ritrovato in una sala a luci rosse dove proiettavano Eiaculazione da Tiffany, celebre capolavoro del Maggiacomo, con sottotitoli in mandarino.

Stefano Rizzato: il Gillo Pontecorvo di Padova
***/
L’astro cadente del documentarismo padovano si rivela al grande pubblico con un film che denuncia il desolante panorama che sono costretti a vedere i clienti del Centro Fitness di via Imbonati. Il tendone degli immigrati, i sans papiers, persino un rumeno che lava i vetri al semaforo. È ora di finirla di fare finta di niente. Non è che uno può andare a farsi la lampada o l’epilazione al fondoschiena e poi essere costretto ad assistere a certi spettacoli. La scure della censura comunista gli taglia gli ultimi 10 secondi di girato.

Edoardo Malvenuti: il Carpenter con la erre moscia
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L’horror più raccapricciante dell’anno. Malvenuti immerge lo spettatore in un’esperienza percettiva e sensoriale unica. Qualche critico ne ha fatto una lettura generazionale. Viste tutte le porte in faccia che gli aspiranti giornalisti degli anni ’10 del Duemila dovranno prendersi, Malvenuti ha deciso di aprirne qualcuna. Altri dicono che in realtà si tratta del trailer del 43esimo remake di Non aprite quella porta.

Elia Milani: il Polanski di Biella
***/
Jefferson copia clamorosamente l’idea di Glenzer e propone la sua versione di via Paolo Sarpi. Sfoggia spocchiosamente la sua padronanza del cinese con cinesi e del suo arabo con rumeni.  Il suo naso rischia di fare la stessa fine di quello di Jack Nicholson in Chinatown per via di alcune riprese troppo ardite. Ha in comune con Polanski il passatempo preferito, accompagnarsi a donne di giovane età.

Walker Texas Ranger,
un altro dei programmi Mediaset
di cui il Presidente non riesce
proprio fare a meno.
Lorenzo Lamperti: il Cronenberg di zona Fiera
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Il Presidente prova a dimenticare il suo passato collaborazionista e va a filmare Mediaset a Milano due. Con un finale alla Videodrome, dove spegne una televisione, vorrebbe far credere di non amare le reti del Presidente del Consiglio. In realtà, chi lo conosce bene sa che non si perde una puntata di Mistero e che da quando è alla Tobagi è costretto a spendere una fortuna in vhs su cui registra le puntate di Uomini e donne.

Fabrizia Aralla: la Bunuel del Salento
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Votato da una giuria di sceneggiatori uzbeki come il secondo miglior film surrealista della storia del cinema, dietro solamente a Un Chien Andalou di Bunuel. Dal confine italo francese a quello sesto milanese, l’importante è colpire lo sguardo dello spettatore. Notevole l’uso della panoramica a schiaffo.

Lidia Baratta: la sorella Lumière
***
Baratta conferma le voci che circolavano sul suo conto: è una cinefila onnivora, vede tutto e sta al passo coi tempi. Per questo, si ispira al film più recente che ha visto, L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat dei fratelli Lumière. Gente che sale, gente che scende, sportello che si apre, sportello che si chiude, fuoco che si sfuoca. Tutto è funzionale a ricreare la paura di vedersi sbucare il treno fuori dallo schermo.

Fiore e Rociola all'arrivo a Sesto Rondo'
Paolo Fiore: il Camillo Mastrocinque pugliese
***/
Fiore riprende il centro di Milano come un regista consumato. Non si sa se dall’età o da un problema allo stomaco. Nella versione uncut era presente una rivisitazione del dialogo di Totò e Peppino con il vigile, ma i produttori gli hanno imposto di toglierlo dalla versione per le sale. Nell’edizione in dvd potrebbe comparire nei bonus, insieme all’arrivo di Fiore a Sesto Rondò con il colbacco.

Eleonora Brianzoli: il terzo incomodo di Straub-Huillet
**
La Brianzoli mette a frutto il budget di 1,4 euro che la produzione le aveva affidato e si scatena in un progetto ambizioso: riprendere foto altrui sul computer. Il piano di produzione è costato alla Brianzoli mesi di fatica, tante erano le location in cui doveva recarsi a filmare. Straub-Huillet l’hanno contattata per evitare di dover fare le solite due inquadrature per i loro film. Ne basta una. E un pc.

domenica 2 gennaio 2011

Discorso di buon anno

(pubblichiamo il testo del discorso scritto dal Presidente in occasione dell'inizio dell'anno nuovo)

Cari amici e colleghi,
voglio innanzitutto farvi gli auguri per un 2011 pieno di successi, soddisfazioni e, ovviamente, di zizzania. Credo che la zizzania sia fondamentale per creare l’atmosfera giusta in un ambiente di lavoro. Ancor di più lo è in una classe di praticanti giornalisti, o apprendisti stregoni. Millantare, sobillare, depistare, disinformare per creare l’ideale clima di tensione è l’obiettivo del mio esecutivo. Il risultato finale deve essere che nessuno può fidarsi di nessuno, e che nessuna notizia possa essere presa per vera.
Guardiamo il rapporto degli italiani con lo Stato. L’italiano resiste maggiormente alle crisi e alle azioni dei propri governanti tese a fregarlo. Perché? Perché il cittadino italiano è abituato a prenderlo in quel posto, e quindi si premunisce. Diffida delle istituzioni, sa che non può credere agli organi di informazione e ai politici. Molti cittadini di altri paesi sono più ingenui, si fidano e vanno incontro a cocenti delusioni. L’italiano no, sa già che è da solo contro lo Stato, i media e le istituzioni. L’unico modo per sopravvivere ed esprimere le proprie capacità è non fidarsi di nessuno e metterlo in quel posto a qualcun altro prima che quell’altro lo metta a te.
Questo modello virtuoso deve giustamente innestarsi in tutti gli ambienti di lavoro. Solo così, con la zizzania, tutti si impegneranno ancor di più e daranno il meglio per raggiungere i propri obiettivi. Le antipatie, i malumori, le ripicche e i depistaggi, non possono fare altro che accrescere le proprie qualità.
A tal proposito, mi sembra impossibile non sottolineare alcuni rapporti tesi che esistono all’interno della Tobagi. Come tutti sanno, Maggiacomo parla costantemente male di Fiore alle sue spalle, visto il suo segreto amore per Lidia Baratta. Allo stesso tempo, Fiore parla male di Caccamo, ritenendolo un “terrone”. Caccamo deplora i riti scaramantici di Oliva, così come Oliva è nauseato dall’intellettualismo di Riccardi. Riccardi non sopporta l’amore di Pruneddu per la Sardegna, che a sua volta disprezza il modo in cui Canetta si fregia della sua statura. Si potrebbe continuare all’infinito, ma certamente chi più di tutti parla dietro alle persone è Jefferson. “Quello non sa lavorare”, “quell’altro è brutto”, “quello è polemico”, ecc. ecc. chi non ha ascoltato almeno una volta Jefferson criticare un compagno con brutti epiteti durante la pausa pranzo?
Detto questo, vi auguro di nuovo un buon anno, con l’augurio che il faraonico progetto de “I milanesi” di Jefferson, Favasuli e De Vivo veda la luce.

Il Presidente

venerdì 31 dicembre 2010

La pagella del 2010

2010                               V OTO: 1(0)
Un bell’anno così brutto non l’avevo mai visto. È stato un anno pieno di eventi. In politica abbiamo assistito a grandi lotte e al ritorno dei grandi ideali. Uomini e donne impavidi che, incuranti del tornaconto economico, hanno rischiato tutto a favore delle proprie sacre idee: Scilipoti, Moffa e Catia Polidori ne sono alcuni esempi. A proposito di politica, Berlusconi ha risposto alle critiche di Leonardo, allenatore del Milan poi passato all’Inter, che lo aveva definito un Narciso. Il premier ha detto: “Non sono un narcisista. Se fossi nato in Grecia non sarei di certo stato Narciso. Sarei stato Zeus”. Il 2010 è l’anno di Bossi dietro al cespuglio, del terzo polo e della terza gamba. Sì, in effetti siamo ormai entrati a pieno titolo anche nel terzo mondo.
È stato un anno di grandi inchieste giornalistiche: il tinello di Montecarlo, il dossier sulla Marcegaglia, il finto attentato di Fini, l’abuso di potere a firma di Giuseppe D’Avanzo. Il giornalismo del 2010 si è contraddistinto anche per la sobrietà con la quale ha affrontato il caso di Sarah Scazzi e Yara Gambirasio. Ma sono tempi duri per i paladini della libera informazione. Belpietro ha subito un agguato, Feltri è stato sospeso dall’Ordine. Ma ricordiamoci che il 2010 è stato anche l’anno dove l’estro giornalistico di Vittorio Macioce è finalmente venuto alla ribalta. Il 2011 comincerà con il nuovo scoop di Libero: Alfonso Signorini torturato e sodomizzato da un gruppo armato. Ne facevano parte Leonardo e Dino Boffo.
Il 2010 è stato l’anno di WikiLeaks e delle sue stupefacenti rivelazioni. Per il 2011 si annunciano già incredibili scoperte: sembra che in America ci sia un presidente di colore, che Silvio Berlusconi possieda alcune reti televisive, che Fassino soffra di anoressia e che il Milan abbia già vinto lo scudetto. Nel frattempo Julian Assange, ricercato per stupro dalla giustizia svedese, è accusato del medesimo reato in Papua Nuova Guinea: avrebbe costretto due donne del luogo ad avere un rapporto sessuale con lui dopo aver fatto loro indossare una spirale.
Quel che resta della Scuola dei Gladiatori
Il 2010 è l’anno dei rifiuti. Napoli e la Campania sono sommerse, intanto Pompei crolla e Bondi è sempre Ministro della Cultura. Si dice che venga usato come terapia contro la depressione. Il depresso cronico guarda Bondi, vede che è ministro della Cultura e capisce che anche lui nella vita qualcosa di buono può riuscire a fare.
Il 2010 è l’anno delle conquiste sindacali. A Pomigliano e Mirafiori, Cisl e Uil hanno clamorosamente ottenuto l’accordo per il nuovo contratto dei metalmeccanici. Tra i risultati raggiunti: sette turni da 16 ore al giorno, pause di quattro minuti e mezzo compresi caffè e pit stop alla toilette. Per lavarsi le mani vanno inserite monete da 10 centesimi. All’entrata in ditta, la mattina, ci si dovrà inchinare davanti alla statua in bronzo ligneo di Marchionne.
Il 2010 è l’anno dell’Inter, del Triplete e della Manita. Nel frattempo, con il licenziamento di Benitez prosegue a gonfie vele l’iniziativa umanitaria di Moratti: “Una pianta per ogni allenatore cacciato dall’Inter”. In 15 anni, il Presidente è riuscito a rinverdire una buona parte di taiga siberiana. Parlando di calcio, il 2010 è l’anno del magnifico mondiale dell’Italia di Lippi. Pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda. Sconfitta con la Slovacchia. Si dice che Lippi e Cannavaro abbiano perso anche a ramino con una coppia di boy scout del Botswana. Restando al calcio, il 2011 sarà l’anno di Adriano, che da Rio ha rassicurato i tifosi romanisti: “Ho tanta birra in corpo”.
Il 2010 è l’anno della seconda venuta del Messia. Josè Mourinho da Setubal, che ha giustamente impedito ai figli di iscriversi a catechismo: “Conoscono benissimo la vita del papà”.
Il 2010 è l’anno della crisi, delle grandi incertezze, non sappiamo più chi siamo. È la televisione a dircelo. A tal proposito, mi sembra appropriato questo passo di Philip K. Dick tratto da A Scanner Darkly: “Che cosa vede una camera? Voglio dire, che cosa vede per davvero? E fin dove? Anche dentro la testa? Anche giu' dentro il cuore? Può una passiva telecamera vedere fin dentro di me, fin dentro di noi, in modo chiaro? O in modo confuso, oscuro? Io spero possa vedere con chiarezza, perché io non riesco a vedermi dentro oramai. Io vedo solo tenebre. Tenebre tutt'intorno; tenebre dentro. Spero, per il bene di ciascuno, che le olocamere facciano meglio”.
A proposito di televisione, il 2010 ha segnato la riscossa dei programmi di qualità: Vieniviaconme, Voyager e il TG4.
Il 2010 è l’anno di Mario Monicelli, che si butta giù dalla finestra e qualcuno ne approfitta per parlare di spot all’eutanasia. Parlando di cinema, Woody Allen ha offerto un nuovo ruolo a Scarlett Johansson. Lei ha risposto che, prima di accettare, il suo agente deve approvare la sceneggiatura, e anche sua madre a cui lei è molto legata. Poi anche l'agente di sua madre deve dare il beneplacito. Poi è sorto un problema. Nel pieno delle trattative, la Johansson ha cambiato agente e anche madre. E a proposito di Woody Allen mi torna in mente una sua battuta quando penso all’Italia, al 2011 e al futuro di noi giovani ex adolescenti che fa così: “Domattina verrò giustiziato alle 6 per un crimine che non ho commesso. Dovevo essere giustiziato alle 5 ma ho un avvocato in gamba”.
Insomma, si sta davvero come d’autunno sugli alberi le foglie. Sembrerebbe un bel capodanno di merda. Senza soldi, senza futuro. Va beh, grazie a Dio sono ateo.

giovedì 30 dicembre 2010

Ambasciate di Jefferson: i rapporti confidenziali

(Vengono di seguito pubblicati alcuni cablo che contengono rapporti riservati redatti dalle Ambasciate di Jefferson all’estero. Pare che siano indirizzati a Jefferson in persona, che aveva richiesto ai suoi funzionari di scoprire informazioni sul conto di alcune eminenti personalità estere).

Peter Tartufo, Ambasciata di Jefferson ad Alba
Sentiamo ostilità verso il Paese che rappresentiamo, in molti ci insultano dandoci degli “zizek”. Dobbiamo poi smentire con assoluta certezza le voci che circolavano su Pieroni: non ha il verme solitario. È il verme che ha il Pieroni solitario.

La celebre torta alle albicocche
di Caccamo
Johnny Pizzino, Ambasciata di Jefferson a Modica
Abbiamo raccolto dati certi dai quali emerge che i capelli di Caccamo sono veri. Abbiamo il sospetto che abbia corrotto alcuni nostri funzionari con la sua celeberrima torta alle albicocche. Ci permettiamo di avanzare la richiesta di un ritocchino allo stipendio. A sud di Tunisi fa molto caldo.

Uno degli abituali compagni
delle serate dissennate di
Maggiacomo
Michael Prostata, Ambasciata di Jefferson a Latina
Abbiamo avuto conferme sulla vita dissoluta di Maggiacomo. Le sue performances sportive ora dipendono da una flebo che si porta sempre dietro insieme a un catetere. Da fonti interne al suo staff abbiamo saputo che ha fatto interamente ricoprire gli uffici governativi da foto grandezza naturale di Nadia Macrì.

James Corona, Ambasciata di Jefferson a Lecce
Fiore in questo momento ha parecchi problemi interni. Deve fare fronte al gruppo antagonista degli khmer rossi. Arcangelo Rociola, il leader dei ribelli, ha istituito lo ius prime noctis sulle affiliate al partito. Fiore spera di mantenere la seconda.

Dario Frigo
Frank Losurdo, Ambasciata di Jefferson a Lambrate
Alvise Losi è un portavoce di Putin. Conclude accordi in Russia seguendo logiche personali e non quelle del Paese. Favorendo i gasdotti russi ha ottenuto in cambio un clamoroso lotto di anabolizzanti che basterebbero per prolungare di 15 anni la carriera ciclistica di Frigo. Delinquente, cattivo, manipolatore. Insomma, una brutta persona.

Santino Limone, Ambasciatore di Jefferson a Verbania
In questa terra lontana da dio ci sentiamo in costante pericolo. Abbiamo fondati motivi di credere che Glenzer stia tramando per conquistare la Sua first lady. Per fare ciò ha disposto avanzatissimi attacchi informatici in grado di bloccare le schede telefoniche che operano su tutto il Piemonte. Nostri informatori ci dicono che si stia anche per dotare di una bestemmia nucleare. Si consiglia l’invasione.

Al Delinquente, Ambasciata di Jefferson a Locate Varesino
Ci dispiace, ma non te la dà.

mercoledì 29 dicembre 2010

Costituzione fondativa di A pieno titulo

Il Presidente ha promulgato la costituzione del blog A pieno titulo. Le linee di pensiero sono quelle scaturite dopo il confronto con l’Ad Alvise Losi avvenuto in data 20 dicembre 2010.

Art. 1
Il blog A pieno titulo è una repubblica presidenziale fondata sulla zizzania.
Art. 2
Il Presidente ha pieni poteri all’interno del blog. Viene votato illegittimamente dopo ogni partita di calcetto nella quale Glenzer non bestemmi. Per essere rieletto il Presidente ha bisogno di almeno un voto su 29. Va bene anche il suo.
Art. 3
L’Amministratore Delegato è individuato dal Presidente. Ha poteri esecutivi e il suo mandato è reiterabile all’infinito. Per ricoprire questo ruolo è assolutamente necessario essere delle brutte persone.
Art. 4
Il Faccendiere Capo è nominato per merito direttamente dal Presidente. Il suo mandato è reiterabile all’infinito. Il Faccendiere Capo ricopre altresì la funzione di Gran Ministro della Zizzania. Il crollo dei litigi e delle incomprensioni potrebbe essergli fatale.
Art. 5
Il capo dei servizi segreti è nominato per merito direttamente dal Presidente. Il suo mandato è reiterabile all’infinito. Ha il compito di monitorare il grado di disinformazione presente e, ove si renda necessario, organizzare campagne e azioni volte a ristabilire la scollatura tra notizie e realtà. Sono permessi dossieraggi e campagne diffamatorie.
Art. 6
Il blog A pieno titulo è l’organo ufficiale della zizzania. È e sarà sempre asservito alle logiche del potere come strumento di controllo.
Art. 7
Il blog A pieno titulo si propone di accompagnare alla pubblicazione dei cablo riservati la redazione quotidiana di un post nel quale si dà un voto a qualcosa o qualcuno. È permesso dare voti a più persone o più cose nello stesso post. Non è permesso dare un voto maggiore di 6 a Jefferson.
Art. 8
Ogni riferimento a cose, persone, animali e caccami è puramente voluto.
Art. 9
Il blog A pieno titulo è la cassa di risonanza del potere ma allo stesso tempo è improntato sugli stilemi della Realpolitik. Qualsiasi accordo o sotterfugio che può tornare a vantaggio del Presidente o dell’Amministratore Delegato è ben accetto.
Art. 10
La pena per chi non accetta queste regole è fare la fine di Paolo Pegoraro.

martedì 28 dicembre 2010

I pretendenti della Favasuli: le quote ufficiali

(Pubblicazione delle quote ufficiali redatte dai bookmakers della Tobagi. Sotto le quotazioni si possono leggere le annotazioni segrete fatte da queste brutte persone).

ARALLA     150
pro: viene dalla televisione
contro: è un po’ diva.
BARATTA  200
                        Pro: ha già dormito da lei
                        Contro: le dispiacerebbe ferire Paolo
BRAMBILLA 100
                        Pro: Il fascino discreto dell’uomo delle caverne
                        Contro: Il fascino discreto dell’uomo delle caverne, che parla
BRIANZOLI  120
                        Pro: è da tempo che propone prestazioni in natura
                        Contro: Ci vuole più delicatezza
CACCAMO  70
                        Pro: il profumo dell’Africa
                        Contro: è extracomunitario
CANETTA  110
                        Pro: è molto sportivo, dopo il rapporto stringe la mano
                        Contro: la sua statura rende più difficile la riuscita dell’Houdini
CARNELLI 500
                        Pro: il suo fare solitario potrebbe attirarla
                        Contro. E' troppo sensibile all'arte        
CASELLA 120
                        Pro: l'esperienza
                        Contro: il rosso è il colore del demonio
DE VIVO 300
                        Pro: ha buone mozzarelle
                        Contro: la superstizione tipica dei campani
FIORE   100
                        Pro: l’umiltà del faccendiere
                        Contro: ha in testa solo Luisa Corna
FRANCESCHINI  300
                        Pro: la giovinezza
                        Contro: la vita dissoluta
GLENZER 90
                        Pro: può stordirla con degli stupefacenti
                        Contro: è un bestemmiatore incallito
GOBBO 250
                        Pro: gli occhi cerulei
                        Contro: troppo alta
LAMPERTI 90
                        Pro: hanno già cenato a lume di candela
                        Contro: S. teme la pagella del presidente
LESSI  180
                        Pro: è un alcolista
                        Contro: è un alcolista
LOSI 180
                        Pro: il capello lungo
                        Contro: è una brutta persona
MAGGIACOMO 70
                        Pro: il gioco di sguardi
                        Contro: lui vuole solo chiavare
MALVENUTI 200
                        Pro: la erre moscia lo nobilita
                        Contro: mancando all'aperitivo di Natale ha perso un'occasione importante
MILANI 50
                        Pro: la può prendere per sfinimento
                        Contro: hanno diversi operatori telefonici
OLIVA 90
                        Pro: sta lavorando sottotraccia
                        Contro: non gli basta il dirty Sanchez
PEGORARO 120
                        Pro: sta lavorando nell’ombra
                        Contro: quando esce dall’ombra
PIERONI 60
                        Pro: per lui ha mangiato per la prima volta un kebab
                        Contro: fa dei giochetti per ingelosirla
PRUNEDDU  90
                        Pro: è il vero latore della rosa incriminata
                        Contro: in Sardegna ha paura di essere rapita
RAGUSA 500
                        Pro: può usarla per arrivare a Fiore
                        Contro: il sudismo
RICCARDI 200
                        Pro: gli occhiali le danno sicurezza
                        Contro: pensa solo al traffico
RIZZATO 100
                        Pro: il suo abbigliamento le ricorda Marchionne
                        Contro: ha paura di finire come Mirafiori
ROCIOLA 150
                        Pro: ha amato la sua tesi su Gerardo Greco e Heidegger
                        Contro: le simpatie bolsceviche
ROSSI 90
                        Pro: la fotograferebbe come Hannes Schick
                        Contro: non vuole ritrovarsi su internet in pose compromettenti
SANTELLI 50
                        Pro: chiede di lui
                        Contro: parte del suo sangue è friulano

lunedì 27 dicembre 2010

Le pagelle del Presidente parte VI

(Partita di calcetto del 10 dicembre 2010)

Zigoni negli anni '70
LESSI 6
L’agghiacciante processo di trasformazione da Falcao del Triveneto a Zigoni di Castellammare di Stabia continua. Il figlio illegittimo di Bob Maroni non è brillante come suo solito. Sottoporta è evanescente; forse non lo aiuta il clima da perenne sceneggiata napoletana in cui è costretto a vivere.

RIZZATO 7
Rinfrancato dai 17 minuti di sonno della notte precedente nel bagno dell’aeroporto di Madrid, torna a giocare ad alti livelli. Spinge i compagni alla rimonta, quando negli ultimi minuti gli vengono meno le forze e non riesce più a spingerli tutti e quattro, loro si fermano in mezzo al campo a guardar giocare gli avversari.

LAMPERTI 5,5
Il Presidente dell’Accademia dell’Astratto è pronto a salire al Colle dopo “un’altra prestazione al di sotto delle sue possibilità” (virgolettato della First Lady, dopo che a Salisburgo durante il ponte dell’Immacolata si è vista offrire una visione notturna de La miniera bianca di Bruno Ambrosi).

Lo sguardo languido
di Lucia Annunziata
CACCAMO 6
Per chi non ci credesse eccolo qui, il regionale Caserta-Battipaglia che torna in pista. Si immette sul binario di destra e con la sua consueta fluidità di corsa si mette al servizio delle Ferrovie di Rizzato. Sfodera un incredibile assist di tacco, punto fermo del suo repertorio come la capacità di ascoltare in quello della Santanchè e lo sguardo dritto negli occhi in quello di Lucia Annunziata. Un evento di tale portata non si verificava dal 1187, anno dell’ultimo allineamento di 4 pianeti. Qualcuno dice che il 23 dicembre 2012 Caccamo farà un gol di rabona.

SANTELLI 7
Si piazza davanti e corre come un matto, mai a caso. Sottoporta prova ancora a fare il terzo tempo, ma il suo processo di conversione calcettistica sembra ormai andato a buon fine. Per sfogare la sua indole polemica, si è creato una terna arbitrale immaginaria che può contestare ogni volta che la palla esce dal campo.

Alcuni compagni di partito di Rociola
ROCIOLA 6
Dopo aver finito di pagare la multa alla società per il ritardo della settimana precedente, il Leibniz biondo randella a destra e sinistra, ma soprattutto a destra, vista la sua nota propensione politica, che lo ha portato alla fondazione del Partito degli Khmer Rossi Salentini. Mezzo voto in meno per la sua penosa sceneggiata finale, quando finge un infortunio per rompere l’assedio avversario.

MILANI 6+
Il maggior cliente delle compagnie telefoniche italiane gioca a fasi alterne. Inviso ai compagni, che non ne sopportano l’arroganza misogina, cerca di ritagliarsi uno spazio sulla fascia sinistra. Devastato dall’amore non corrisposto per la Favasuli, dovrà accontentarsi della sua bollente relazione con Miriam.

ROSSI 7,5
Il Brasiliano comincia umilmente in difesa, visto che le avances di Lessi in marcatura hanno cominciato a stancarlo. Poi, quando vede che l’alcolista veneto oggi è innocuo va in avanti e segna 3 gol decisivi. Nel dopo partita Lessi gli offre una birra riparatrice, ma l’attrazione delle prime settimane sembra essere svanita.

Alcune delle pastiglie
rinvenute nella borsa
da calcetto di Losi
LOSI 8,5
5 gol e tanto altro, compreso un Dirty Sanchez con la fidanzata qualche ora dopo. Un Ad del genere non si era mai visto; era da quando era nella pancia della mamma che non dava cinque calci così. “Il mio exploit non è casuale”, dice l’Ad negli spogliatoi, mentre finisce di sniffare il suo quinto grammo di cocaina misto a un cocktail di anabolizzanti.

PIERONI 6,5
Continua il percorso di normalizzazione del bulldozer di Alba. Va in campo sempre più tranquillo e disciplinato; i suoi falli sono scesi a 264, 123 insulti, 78 proteste e solamente 3 infortuni causati. Se continua così vincerà il premio Fair Play 2011. Fa un dribbling pazzesco con lui da una parte e palla dall’altra e migliora anche nella costruzione del gioco: 7 passaggi azzeccati su 346.