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giovedì 15 dicembre 2011

CALCIO AI PORCI, un calcio alla crisi



Quando con Bobo, Pippo e Toni facevamo i Vitellioni fuori dal bar 'La Putridona' di Viserbella


La crisi incombe sulle nostre già povere tasche, così tocca inventarsi lavori alternativi. La settimana scorsa ho messo su un business con il mio amico di vecchia data Bobo Vieri. Il Bobo e io ci conosciamo da anni, da quando facevamo i vitelloni in Riviera Romagnola assieme a Pippo Inzaghi e al noto cantante di piano bar Toni Casadio detto “L’usignolo di Bagnacavallo”. Il business era questo: parcheggiavamo le Porsche fuori dall’Hollywood. La cosa però ha creato problemi alla lobby dei parcheggiatori di Porsche di Milano, che è una lobby potentissima quanto quella dei venditori di ombrelli alla stazione della metro di Porta Venezia e dei venditori abusivi di Cassoela sotto casa del Caccamo. I parcheggiatori non l’hanno presa bene e sono passati alle minacce. A Bobo hanno mandato a casa un pacco con dentro un dizionario di lingua italiana. Con me hanno fatto di peggio. Mi hanno inviato come escort la cugina di Melissa Satta. Il problema è che la cugina della ex velina è Pietro Pruneddu. Una serata agghiacciante. Il Pruneddu ha fatto tutta la sera a leggermi la sua ultima raccolta di poesie sarde, Va dove ti porta il Currudaiu

Senza lavorare non posso mica stare. Le mie casse piangono, soprattutto da quando ieri ho fatto colazione con il Pieroni pagando io: 1200 euro di conto. Così mi sono rivolto ad un altro mio amico di vecchia data: Michele Padovano. Da tempo mi chiedeva di unirmi a lui per un giro d’affari che secondo lui mi avrebbe portato soldi. Non è che ho capito bene di cosa si trattasse, in realtà. Al telefono parlava di ‘Bambi’. Forse era una roba che riguardava un traffico di cerbiatti. Vai a sapere: ogni volta che mi telefonava non capivo un cazzo, ma lui si giustificava dicendo che non si sentiva le gengive e faticava a parlare. Mah. Ad ogni modo, mi ha risposto il suo avvocato Stefano Glenzer, spiegandomi che per almeno 8 anni il suo cliente sarebbe stato impegnato, aggiungendo un sinistro “Eh si eh no eh infatti”. 

Disperato, mi sono rivolto a Claudio Ranieri, che era stato allievo di Rubers quando doveva imparare l’inglese per allenare il Chelsea. Rubers mi ha dato il numero, l’ho contattato e mi ha offerto di fare il metronotte sotto casa di Muntari. Solo che io Milano mica la conosco ancora tanto bene, così ho sbagliato indirizzo e mi sono ritrovato sotto casa di Bobo Vieri. Che mi ha chiesto di parcheggiargli la Porsche. 

Il Passante

lunedì 28 novembre 2011

LA FOSSA DEL QUORE, Due cuori e un'Expo

La posta del quore di A Pieno Titulo. Storie d'amore, racconti strazianti su palpitamenti (e pompate) del quore.


Cara Fossa del Quore,
uso le tue pagine per fare un appello ai grandi. Perchè non è bello quando litigano. E poi quelli come me e Matteo ci restano male. Perché, alla fine, hai voglia a fare quelli che rottamano. Non è che siamo cambiati tanto. Abbiamo sempre bisogno del loro esempio. 
E non è un bell'esempio se litigano per decidere a che altezza montare i pensili della cucina. O quando venire in Regione a trovare gli amici. Che poi mica ci trovano la suocera. E non c'è nemmeno l'arrosto come dalla zia quando ero piccolo. Al massimo c'è il pollo. 
Però ecco, insomma, non sono buoni motivi per litigare. Che io sappia Giuliano e Stefano schiacciano tutti e due il tubetto del dentifricio dal fondo. Ottime e solide basi per una serena convivenza. Giuliano, per dire: pensa che Matteo mi lascia sempre i calzini in giro per tutta la casa. Sì, un po' anch'io me la sono presa, ma alla fine non l'ho mica lasciato. 
Lo so che Stefano ti fa arrabbiare quando siete in pubblico e ti mette sempre in imbarazzo davanti ai tuoi amici. E scommetto che ti chiedi perché non è dolce come in privato. Ma queste sono cose che si possono superare in una relazione. 
Non è per queste cose che si lascia una persona. Le piccole incomprensioni sono normali in una relazione così intensa. E voi due non dovete nemmeno dividervi un monolocale alla Barona, avete tutto un palazzo in centro. Non vi dovete proprio salutare tutte le mattine, basta che facciate finta.
Sempre vostro,
Pippo

Risponde, la Ele
La Fossa del Quore si unisce all'accorato appello. Prendete esempio da Roma: un'orgia al giorno toglie la crisi di torno. Almeno finché qualcuno non mette le mani sul patrimonio. O sulla patrimoniale.


Leggi le altre lettere alla Fossa del quore

mercoledì 23 novembre 2011

mercoledì 20 luglio 2011

IL LESSEVIRO, Au revoir Zanzarapoli

Ma quale Zingarapoli? A 80 giorni dalla vittoria elettorale di Pisapia, la città si riscopre luogo ideale di villeggiatura. Per le zanzare. La cronaca locale di Libero riferisce di un’«invasione anomala»: le punture, spiega, sarebbero punizioni divine per la scelta fatta dai milanesi al voto. Al Giornale, dove disinforma il Faccendiere, rincarano la dose: «Ve l’avevamo detto!», un titolo che è chiaro riferimento a quel «Ora godetevi i comunisti!», uscito l’indomani della debacle morattiana.
«Sapessi com’è strano scoprirsi comunisti a Milano». Più che strano è insano: anche agli insetti piace il rosso, sangue però. Anche tra i compagni, anzi «gli amici» di Niki-Wallace il liberatore, le zanzare creano pruriti. Alcuni esponenti d’area cattolica fanno la fila per l’intercessione-insetticida dell’arcicielle Scola. Anche Formigoni lascia in armadio le poco coprenti camicie hawaiane e torna all’abito lungo, seppur arancione. Gli ecologisti, intanto, se la prendono con sé stessi e i referendum ambientali: secondo l’interpretazione analogica del poco rispettabile avv. Canetta la vittoria del «sì» vale la concessione dell’Ecopass agli insetti. La Milano da bar invoca un ritorno immediato di De Corato come assessore con delega Schiaccia-Zanzare. Lui glissa, ma sotto-sotto, aspira a elencare i risultati degli sgomberi. I  collaboratori sono già al lavoro per il prossimo manifesto elettorale: «500 mila punture in meno, 250 mila disinfestazioni di massa, 1 solo assessore. Vota De Corato, un uomo più sicuro dell’Autan». Il resto del Pdl punge: «Via le zanzare dalla magistratura». Nelle edicole è riapparsa in questi giorni La Zanzara. Scatenando un vespaio: in via Monte Rosa, sede di Radio24, si vuole l’esclusiva editoriale sull’insetto per continuare a infastidire i politici.
Milano, Italia. La Lega ha una posizione volatile sulla prossima votazione anti-zanzare: prima ha dichiarato «in carcere», poi ha grugnito e, infine, ha lasciato «libertà di coscienza». Pure il Papa, per l'occasione garantista e ralativista, approva. Renzi, il sindaco inviso alla redazione di A Pieno Titulo (troppi fatti e poche promesse), non è da meno: le incriminate lavorano più del centro di trasfusione del San Raffaele, perché non deportarle e impiegarle al posto degli scansafatiche municipali? Nel frattempo, le gonne sono state vietate dal Pd. La giustificazione? Troppe zanzare bacchettone in giro. Una prossima mozione è attesa contro le culottes. Non se ne può più di queste gambe nude, diamine. La «capitale morale», da Zingaropoli promessa è diventata Zanzaropoli. La beffa? Ci si gratta (Sempre) e non si vince. Mai. Il vento è cambiato. Davvero. Tanto vale cambiare città.


Leggi gli altri Lesseviro

lunedì 27 giugno 2011

lunedì 13 giugno 2011

CACCAMO&PRIVATO, Referendum clandestini

In via Carlo Dolci c'è un luogo bellissssimo. Grazie a Pisapia io ho votato lì, nella scuola Luigi Cadorna. Quindi ho votato a Milano, finalmente si vedono i primi effetti della zingaropoli islamica comunista. Come se non bastasse, quel posto ha un'importanza capitale nella storia dell'umanità e soprattutto della professione giornalistica. Lì c'è la sezione in cui vota il Presidente. E prima che diventasse Presidente, in quella scuola ha studiato, fatto i compiti, scritto pensierini, declamato tabelline. Nelle aule e nei corridoi aleggia ancora lo spirito del giovane Lollo, sui muri ci sono ancora i suoi disegni osceni. Alla lavagna il suo nome è nella colonna dei cattivi. I bidelli ricordano ancora le sue scorribande per le scale e le sue partite di pallone in presidenza. Capite allora che emozione è stata per me votare lì, esercitare i miei diritti civili (rubati) vicino al Presidente. Tra l'altro ormai tutti lo riconoscono: in un'altra scuola pensavano che fosse un giornalista che doveva fare un'intervista. Pensate, il Presidente Lorenzo Lamperti scambiato per un giornalista. E io allora cosa sono, italiano?


mercoledì 8 giugno 2011

PREMIO ALESSANDRO OLIVA, Alfredo Maria Minnone

Cenni biografici
Nasce da genitori siciliani a Porto Ceresio, sulle sponde dell'omonimo lago al confine tra Italia e Svizzera, nel lontano 1921. Soffre per il dramma della razza durante gli anni scolastici, per le marachelle dei compagni di classe, che lo accusano di essere un terùn. Durante la Seconda Guerra diserta e diventa partigiano, discriminato pur lì. Il resto è storia.

Componimento

Sbrodolino è stato una pedina politica.
Silvio B., sempre lui, è stato mente e artefice del diabolico bambolotto. Ben sapeva, avendolo imparato dai suoi mentori comunisti al di là della Muraglia, che il miglior modo per governare un Paese è partire da lontano. Forgiare gli intelletti della futura classe dirigente.
Ma come portare avanti una tale impresa? Decise di prendere a modello del puerile gioco un esponente politico con due caratteristiche precise: un minus habens con una laurea in filosofia. Rocco B.
Ecco come Silvio B. riuscì a conquistare e deviare le menti degli italiani. Un’idea di sicurezza, tranquillità e medietà che comportò la morte del libero pensiero già da infanti. I bambini smisero di giocare “al dottore” e iniziarono a giocare “alla famiglia”. E, poiché l’aborto era impossibile a quei tempi, iniziarono a formarsi famiglie di ciellini. Madri che curavano i figli Sbrodolini delle figlie. Questo fu il passaggio fondamentale che portò alla deviazione delle menti dei genitori. I nonni, gli unici che, avendo visto la guerra, erano rimasti sani, sarebbero morti a breve.
Dopo pochi anni infatti, fatta fuori la vecchia classe dirigente grazie all’aiuto di un pm che, pur grande, giocava con il bambolotto e ne aveva prese le sembianze, Antonio D.P., il terribile Silvio B. riuscì a vincere le elezioni. Questo suo regime durò molti anni, durante i quali continuò a far crescere i bambini a Sbrodolino.
Ma alcuni fatti iniziarono a minare la sua leadership. Innanzitutto, il suo primogenito PierDudi divenne omosessuale, terribile affronto per quel padre tanto esigente in termini di donne. Secondo, la nipote di Mubarak, straniera in terra straniera, non sapeva che gli Sbrodolini non fossero un gioco erotico e si lasciò sfuggire molte, troppe parole. Infine, un dramma: elementi deviati del clero smisero di importunare gli Sbrodolini e iniziarono con i bambini. La Chiesa, pur grande alleata, non sopportando l’onta, dovette quindi schierarsi contro Silvio B.
Infine, e siamo ad oggi, anche la sinistra, dopo alcuni tentativi abortiti (Romano P. e Walter V.) e solo vent’anni di dominio di Silvio B., capì che quella del bambolotto era la strada giusta da perseguire. Fu così che candidò a sindaco di Milano un uomo che, pur copia del modello di Sbrodolino, era rimasto nominalmente “comunista”. Costui, essere deviato che rubava automobili perché traumatizzato dai figli che gli sottraevano Sbrodolino, si candidò nel partito di un altro deviato (anzi proprio invertito), e batté la madre di tutti gli Sbrodolini, Letizia M.
Fu così che Giuliano P. riuscì a governare la tana di Silvio B., dando speranza di rinascita a tutti i giovani d’Italia.
Ma intanto due generazioni erano già andate perse.

Alfredo Maria Minnone

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martedì 31 maggio 2011

MO' TE SPIEGO, Pisapia sindaco

Le spiegazioni incomprensibili di Frank Riccardi

Allora Frank, che ne pensa della vittoria di Pisapia? Visto questo evento che abbiamo riconosciuto di avvicinamento alle nostre teorie politiche, sebbene per vie alquanto trasversali. Abbiamo applicato una missione confondentente, mischiandoci contro la nostra volontà più recondita con il popolino, la canea, questa folla che schiamazzava al Duomo. Abbiamo fatto un passo indietro perché per una causa superiore ogni tanto bisogna fare un passettino, anche un passerino a ritroso. Dobbiamo anche sottolineare che la vittoria dello stalinismo borbonico a Milano ha dei risvolti anche sul piano energetico. Per il completamento della nostra teoria politica c'è bisogno del vulcano, assolutamente centrale nell'equilibrio tra maggioranza e opposizione, a favore della maggioranza. Vista la posizione geografica della Lombardia, i vulcani saranno costruiti al confine svizzero, esattamente come successo con le centrali nucleari. La società svizzera Puppetepù Corporation, di origine borboniche, costruità tutta una serie di vulcani dietro le Alpi. Qui verranno ammassati eventuali dissidenti e contestatori del regime pisapiesco. 
Come si è sentito a essere intervistato da Caccamo?
Certo, è stato deplorevole è stato essere intervistato da Caccamo, non sarà mica preso dall'onda di questa canea urlante, non si sarà mica fatto calpestare dal popolino. Qui le accuse soni gravi e il sospetto pesa. E pea, anche. Perché Pesapea...
Lei ha esordito ieri con un Mo' te spiego in video. Crede che sia questo il mezzo del futuro?
Il video non è il futuro. Innanzitutto il futuro sono io, video o meno. Il video è una fase intermedio, è rinchiuso in una Cella della storia. Da lì passa la vita digitale ma poi oltre il passaggio c'è l'oltrepassaggio, si oltrepassa. Per ora ci passa ma poi noi oltrepassiamo e il nostro passaggio resiste a qualsiasi attacco. A noi non ci fermano i popoli Berberi. Maiuscolo per dignità di popolo, per quanto inferiore.

Frank Riccardi
Il video di Gianluca Maggiacomo

IL ROMPICOGLIONE, Letizia ciao

Letizia Moratti prende male la sconfitta subita da Pisapia. In preda a un attacco di collera ha ucciso uno dei suoi ermellini.

lunedì 30 maggio 2011

LIVE: Ballottaggio Milano elezioni comunali

Vivi le elezioni con un sorriso. Di circostanza
  • 17.45. Primo provvedimento della giunta Pisapia: Daoud Bouzid "Giorgio" Caccamo ha ottenuto il permesso di soggiorno.
  • 17.43. Pisapia arriva alla sede dell Teatro Elfo Puccini per il primo discorso da sindaco. Salvini, nel frattempo, raggiunge 'Giggino 'o fetente' per la prima lezione di Arabo. 
  • 17.40. Pisapia allontana le accuse: "Non sono un estremista. Mi sento il sindaco dei soviet. Domani redigerò il primo piano quinquennale".
  • 17.18. Salvini ha raggiunto Lettieri, che ha raggiunto Mastella, che al mercato mio padre comprò.
  • 17.15. Ad Arcore ha vinto la sinistra. Pare che Berlusconi abbia perso anche il ballottaggio delle elezioni condominiali.
  • 17.05. Vendola:"Il vento è cambiato, mi piace la figa".
  • 17.03. Lettieri ha raggiunto Mastella.
  • 17.02. Appresi i dati di Napoli testimoni hanno visto Mastella gettarsi dalla Rupe Tarpea
  • 17.01. Ufficiale: Pisapia è il nuovo sindaco di Milano. Borghezio: "E' colpa di Pisapia".
  • 16.10. Continuano gli sbarchi sul Naviglio. Naufragata una barca all'altezza del Movida, ferita una nutria, tre pantegane disperse.
  • 16.05. Attimi di tensione a Milano. A Buccinasco, alle porte della città, sono stimati in 2 milioni e mezzo i rom pronti a invadere il capoluogo.
  • 16.00. Il vantaggio di Pisapia aumenta. Sarebbe già stato posto il primo mattone della moschea.
  • 15.43. Radio Padania trasmette "Bandiera rossa". Radio Popolare risponde con "Siamo i vatussi".
  • 15.42. Per il Corriere Lettieri l'Obama di Napoli. Il presidente Usa: "Sono lusingato"
  • 15.40 Ultime indiscrezioni dalla sede della Lega: Salvini è stato avvistato mentre usciva da un'agenzia viaggi con in mano un biglietto aereo per La Mecca. L'Imam Sahif Al-Khakkham: "non confermo nè smentisco".
  • 15.30 Borghezio: "Una volta ho comprato un istant poll, ma mi si è infeltrito subito"
  • 15.24. Bordata di Borghezio contro il vicesindaco in pectore Totò Schillaci: "Uè baluba, con lui a San Siro non avremmo più le salamelle ma il pani cà meusa"
  • 15.22. I politici palermitani correggono il tiro dopo le polemiche di ieri: "Il nostro candidato era Palmeri che è nato a Palermo. Quindi ora per noi potete morire tutti".
  • 15.21. La Moratti smorza i toni contro Pisapia: "Non è un ladro, è palermitano".
  • 15.20. Dopo il forfeit di Gigi D'Alessio per la Moratti, Pisapia è alla ricerca di cantanti palermitani. Che rifiuteranno l'invito perché fa troppo caldo
  • 15.17. Lettieri sul termovalorizzatore: "Non inquina, al contrario di quanto dice la sinistra radicale" anzi, l'ho provato, e sballa.
  • 15.16. I quarantamila tifosi palermitani dell'Olimpico spiegano perché seguono con interesse le elezioni milanesi: "Pisapia fa il bagarino alla Favorita".
  • 15.15. Ancora polemiche arbitrali del Palermo. Zamparini attacca: "Via Morganti dalle procure".
  • 15.12. Totò Schillaci sul ballottaggio milanese: "La partita è ancora lunga ma possiamo farcela, forse era meglio mettere prima Miccoli. Ah, ma non parlate neanche stavolta della Coppa Italia?!? Compà, allora mi dovete spiegare perché a Milano fate le cose andata e ritorno e invece il Palermo è uscito nello scontro diretto"
  • 15.10Trepidazione a Palermo per i risultati del ballottaggio milanese. Toni Papalia, barista di Settecannoli, si è alzato due volte dalla sedia a sdraio e si è fatto un caffè corretto.
  • 15.08 Gli intention poll danno Pisapia in vantaggio. Il candidato del Pd avrebbe fatto incetta di voti tra giovani e laureati. "Imposibbile, anche noi essere istruiti", replica Salvini.
  • 15.01 Chiuso ufficialmente il voto. Borghezio: "Questo Grande Fratello è tiratissimo. Speriamo esca Margherita".
  • 15.00. Aperte le urne a Milano. Da quella del seggio di via Scrosati è uscita una violinista bulgara.
  • 14.55. In diretta da Cagliari per il ballottaggio. Al seggio di Su Pistillone grande affluenza e ospiti eccellenti. Tra i primi a votare Frank Riccardi che, come tutti sanno, ha la residenza nell'isola. "Ho votato per De Magistris" ha dichiarato, visibilmente alterato dal sedicesimo bicchiere di mirto.
  • 14.50. Vuoto il campo rom di via Idro. Sono tutti a votare Pisapia.
  • 14.40 Mancano venti minuti alla chiusura delle urne. Alla Lega la tensione si taglia col coltello. Calderoli si fa misurare la pressione dal gommista.
  • 14.20 A Napoli al voto anche Maradona. I testimoni "è chiuso dentro da ieri pomeriggio".
  • 14.15. Buone notizie per il Pdl. Ritrovata la salma di Mike Bongiorno
  • 14.00. Ultima ora per votare. Le due parti stanno cercando di racimolare più voti possibile. Il Pdl offre un pacchetto a 50 euro voto + serata ad Arcore. Il Pd ha riesumato Ingrao.
  • 13.28 Borghezio avvistato nella pasticceria siciliana vicina al Duomo. Si difende affermando: "Mi sono perso. La voce del mio Tom Tom è di Pisapia".
  • 13.23 Al-Shaari chiama Salvini: "da bere una birra media".
  • 13.21 Il Passante arriva alla sede della Lega e nota un filo del nervisismo. Salvini ordina una pizza al crudo da 'Giggino 'o fetente', poi la fa recapitare a Al-Shaari.
  • 13.17 Inter vincitrice della Coppa Italia, la Moratti: "Mai detto che si tratta di un risultato di rilevanza nazionale".
  • 13.00 Ultime promesse elettorali di Pisapia: "Risolveremo drasticamente il problema del traffico. Niente Ecopass, le macchine le rubo tutte io".
Lorenzo Lamperti (Milano e coordinamento) Alessandro Oliva (Lega Nord) Giorgio Caccamo (Palermo e Napoli) Edoardo Malvenuti (Napoli) Pietro Pruneddu (Cagliari)

lunedì 23 maggio 2011

FA' CAGARE, Questione di phon

Tobagi style&fashion

Un brutto incrocio tra Furio e il professor Fontecedro. E' questo lo spettacolo che hanno dovuto subire in un già difficile lunedì mattina gli studenti della Tobagi.
Sono subito partite le trattative diplomatiche per ricucire lo strappo tra Glenzer e il suo phon. All'origine del litigio gli apprezzamenti di Glenzer nei confronti del bellissimo frullatore di casa Fiore-Baratta, che avrebbero ferito l'orgolio del phon. Chi l'ha visto sostiene che l'elettrodomestico riporta "visibilissimi segni" dell'aggressione alla sua sensibilità. Ma i bene informati smentiscono le illazioni. Nessuno scontro, Glenzer e  il phon vanno d'amore e d'accordo. E' stato Pisapia a staccare la corrente in tutto il condominio.
Gli inquirenti stanno indagando per inchiodare finalmente gli estremisti alle loro responsabilità, mentre sono partite le iniziative per combattere le oscure ombre che si allungano su Milano. Puoi contribuire anche tu partecipando alla raccolta fondi per regalare a Glenzer una damigiana di gel. Perché in versione Calimero davvero non si può guardare.

venerdì 20 maggio 2011

LA FOSSA DEL QUORE, Problemi di visto/a

La posta del quore di A Pieno Titulo. Storie tobagiste (e non), storie d'amore, racconti strazianti sui palpitamenti e sulle pompate del quore.
 
Gentile Fossa del Quore,
con il coraggio a 4 mani prendo la penna e ti scrivo. Frequento un celebre master in giornalismo a Milano e mi sono innamorata di un altro collega di corso. Amo i suoi riccioli corvini, i suoi occhi color nocciola, la sua pelle eburnea. Adoro tutto di lui. Anche il suo alito, che ricorda la kasbah della sua città natale, Tunisi. Il problema è che questo ragazzo fra un po' potrebbe lasciare l'Italia e tornare in Tunisia perchè il permesso di soggiorno gli sta per scadere. Inoltre, questo ragazzo ha avuto qualche problemuccio con la giustizia italiana, cose da niente (necrofilia). Credi che incatenarmi nuda cosparsa di cous cous al tribunale di Milano possa intenerire i giudici e lasciare il mio innamorato in Italia?

Grazie

Risponde la Ele
Cara M. Ignota,
non devi preoccuparti per le sorti dell'(uomo-)oggetto del tuo desiderio. In realtà la legge italiana accoglie a braccia spalancate tutti i giovani di belle speranze che fuggono dalla democrazia comunista che si sta imponendo in nordafrica. Sono i tempi ad essere sbagliati: la tua manifestazione d'amore in periodo pre-ballottaggi sarebbe piegata a fini elettorali. Quelle toghe rosse del tribunale di Milano disapplicherebbero l'ordinanza di Arcore e caccerebbero sicuramente il tuo innamorato sfruttando la risonanza mediatica della tua protesta, per poter accusare il nostro governo illuminato di perseguire i clandestini.
La cosa migliore che puoi fare è trasferirti insieme a lui. Appena sarete in Tunisia potrai convincere qualche affascinante beduino a comprarti (40 cammelli dovrebbero bastare per corromperlo) e vivere con lui la meravigliosa vita di avventure che hai sempre sognato.

Leggi le altre lettere della Fossa del quore

Per saperne di più sulla Ele 

mercoledì 18 maggio 2011

IPSE MALEDIXIT, Elezioni comunali

Grande sportività da parte del Pdl: «A parte Milano, è stato un pareggio». Tagliata dai media la seconda parte della frase: «Ma se contiamo anche Milano, abbiamo vinto. Volevamo cacciare la Moratti e ce l'abbiamo fatta!»

Alvise Losi

Leggi le altre maledizioni dell'Ad

Il blog di Alvise

lunedì 16 maggio 2011

LIVE: Elezioni comunali di Milano

Vivi le elezioni con un sorriso. Di circostanza.

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Ore 22,50. Già annunciata la campagna elettorale per il ballottaggio. Il centrosinistra farà silenzio stampa, il centrodestra userà lo slogan: "Leti spacca".

Ore 22,45. Ormai i risultati sono ufficiali. A Milano sarà ballottaggio, con Pisapia che al primo turno batte la Moratti. Non è una battuta ma si ride comunque.

Ore18,45. Pisapia: "Quando mi dicevano di Totò, pensavo che fosse il comico, ma naturalmente non era possibilie. Poi Schillaci ha aperto bocca e mi osno messo a ridere lo stesso"

Ore 18,40. Arrivata un'auto alla sede del terzo polo. Si è aperta una portiera ma non è sceso nessuno. Era Casini.

Ore 18,35. A Bologna c'è il rischio ballottaggio: tortellini o mortadella? Confronto serrato a Ravenna. Gianni Drudi ad Arrigo Sacchi: "Prendi la pecora". Il vate di Fusignano: "Non hai umiltè".

Ore 18,25. News dal Su Pistillone: Rubers è al diciottesimo Negroni.

Ore 18,18. Schillaci si sbilancia: "Volevo partecipare alle primarie, ma non mi hanno voluto perché ho fatto solo la scuola materna"

Ore 18,16. Bobby Brambo della Datiacaso S.p.A.: "Il nostro sistema è infallibile. Mischiamo le percentuali delle elezioni politiche con le puntate degli scommettitori sui playoff della Prima e Seconda Divisione. Dividiamo tutto per 4, moltiplichiamo per 6 e facciamo la media con le lettere del passante".

Ore 18,15. Nuove percentuali dalla Datiacaso S.p.A.: in testa balza José Mourinho. 

Ore 18.13. Pisapia alle soglie del 47%. Calderoli tenta il suicidio addentando un cannolo siciliano.

Ore 18,08. Pisapia allunga. La Lega prova a correre ai ripari. Borghezio: "se vinciamo imparo l'italiano'. Salvini sempre più nervoso. Viene avvistato mentre passeggia nervosamente fumando un Corano.


Ore 18,05. Schillaci svela il segreto: "Pisapia l'ho conosciuto da Cesare Ragazzi".

Ore 18.02. Calderoli annuncia: "Se vinciamo faccio lo striptease alla Mecca".

Ore 18. Reazione piccata di Luciano Moggi: "Pisapia non mi ha voluto solo perché sono di destra"

Ore 17,58. Prime dichiarazioni di Schillaci: "Ma non è ancora presto per parlare di vittoria? La finale di Coppa Italia è tra dieci giorni. Ah, sono contro LA Moratti e non contro IL Moratti? Compà, e io che minchia ne posso sapere".

Ore 17,55. Polemiche di Salvini: "Non conosco cori contro i palermitani, scegliere Schillaci è da comunisti". Pisapia: "Comunista a chi?"

Ore 17,52. Berlusconi sta lavorando a un ddl lampo: "Alle elezioni comunali di Milano vince al primo turno chi riporta il secondo maggior numero di voti".

Ore 17,50. Il Pres: "Se vince Pisapia faccio lo striptease in emeroteca".

Ore 17.44. Arriva la lettera di rivendicazione per l'attentato in via Bellerio: "e la prossima volta tocca ai malloreddus, porca di quella troia", e la misteriosa sigla Pie. Pru. Secondo gli analisti del Sismi, si tratterebbe di una cellula del partito di separazione sardo 'Ti spezzo le braccine'. Il kebab sarebbe stato solo un tentativo di far ricadere la colpa sul Caccamo.

Ore 17,43. Berlusconi smentisce.

Ore 17,42. Prime parole del premier Berlusconi: "Elezioni regolari. Se non vinciamo, ci sono stati brogli".

Ore 17,41. Il centrosinistra invoca cautela sui risultati: "Potrebbe ancora parlare Veltroni".

Ore 17.40. Atto vandalico nella sede della Lega di via Bellerio. Lanciati alcuni kebab sulla porta d'ingresso. Ancora nessuna rivendicazione.


Ore 17,37. Giulio Tremonti: "Porca puttana, porca troia".

Ore 17,36. Nuovi commenti da Rifondazione Comunista, parla Fausto Bertinotti: "Se si va al ballottaggio noi ci smarchiamo da Pisapia. Vogliamo stare all'opposizione, cazzo". 

Ore 17,35. Borghezio annuncia l'acquisto di un dizionario.

Ore 17,34. Bel testa a testa a Ravenna tra Gianni Drudi e Arrigo Sacchi.

Ore 17,33. Berlusconi annuncia che il Milan ha acquistato Cristiano Ronaldo.

Ore 17,32. Crollano le percentuali di Pisapia.

Ore 17,31. Alcuni esponenti del Pd parlano delle proiezioni. 

Ore 17,30. Palmeri ci crede ancora: "Quel 6% mi dà fiducia".

Ore 17,28. La Moratti ha finito in bagno. Sta usando il pezzo di Jefferson sui monolocali beduini.

Ore 17.27. Borghezio, ripresosi, rilascia alcune dichiarazioni alla stampa. Il presidente dell'Accademia della Crusca ha un malore.

ORE 17,26. Passano in tv le immagini di Boateng che balla il moonwalk. Borghezio ha un malore e viene soccorso con 10cc di bagna cauda.


ORE 17,25. Aggiornamenti da Cagliari. Pruneddu segnala un'affluenza altissima. Al Su Pistillone.

ORE 17,25. L'informatissimo Jefferson: "Ah, ma si vota?"

ORE 17,22. La Moratti esce dal bagno. Prende MM e ci rientra.

ORE 17,20. Il nostro corrispondente Pietro Pruneddu, live da Cagliari per le elezioni comunali: "Non so un cazzo".

ORE 17.15. Dopo un'ora il Rottweiler di Salvini, Gian Galeazzo, smette di inseguire il Caccamo.

ORE 17,10. Casa Lega. Il Passante, affamato, tira fuori dalla tasca un boero. Viene aggredito dalle guardie del corpo di Bossi, il Griso e il Nibbio, che glielo sfilano sostituendolo con un KitKat al cioccolato bianco.

ORE 17. Secondo alcune proiezioni curate dalla Datiacaso S.p.A. Pisapia sarebbe in vantaggio sulla Moratti. Commenta così il presidente dell'istituto statistico, Bobby Brambo: "C'è un margine d'errore del 99%". 

ORE 16,45. Tempo di merenda per Pisapia. Si sta facendo i salti in padella, pappardelle al ragù di cinghiale.

ORE 16,40. La Moratti è entrata in bagno con una copia di Gioia.

ORE 16,35. Da Rifondazione Comunista nessun commento: "Come alla dogana, niente da dichiarare. Testuale".

ORE 16,32. Risponde subito il ministro dei Beni culturali, Galan: "Basta con queste telecamere rosse".

ORE 16,30. Prime dichiarazioni di Vendola da Cannes: "Consiglio a tutti il film di Woody Allen: ha un'ottima narrazione".

ORE 16,25. Pisapia allunga sulla Moratti. Non si sa ancora se una mano, uno sguardo o un oggetto contundente.

ORE 16,20. Secondo i dati diffusi dall'istituto statistico Thomas Jefferson, sarebbe in leggero vantaggio Calise con il 97%. Ma la Moratti con il 2,1% gli mette il fiato sul collo. Calise si eccita.

ORE 16,15. In attesa di dati certi, riflessioni interne al Terzo Polo: "Terza gamba o terzo incomodo?"

ORE 16.06. Il Caccamo passa vicino la sede della Lega. Salvini trattenuto a forza a colpi di polenta al capriolo.

ORE 16. Il Passante è alla sede della Lega per le prime reazioni. Salvini, in trance agonistica, ha già finito i tre pacchetti di sigarette che aveva e si è acceso una roulotte. 

ORE 15,30. Rettificati gli Intention Poll sul sito de Il Mattino di Napoli. Il favorito è Formentini. Segue a ruota Pillitteri.

ORE 15. Chiuse le urne. Qualcuno diffonde gli Intention Poll. Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, i favoriti, sono dati tra lo 0 e il 100%. Li tallona da vicino Manfredi Palmeri. Gli analisti prevedono per lui una percentuale tra lo 0 e il 99%.

ORE 14.45. Mancano 15 minuti alla chiusura dei seggi. Salvini sta provando a portarci dentro in tempo tutti i musulmani della città.

Leggi il live delle elezioni comunali su la Stecca

NN, Milano vista da: Daoud Bouzid Caccamo

Giorgio Caccamo intervista il suo illustre omonimo.

«No è niente strano. Me Milano è troppo nord». Non può essere solo una questione geografica, per Daoud Bouzid Caccamo. «Odoro i milanesi e sono troppo puliti». Dopo pochi mesi da clandestino nel 1991, il barbone tunisino è tornato a Milano perché tanto di posti di merda ne aveva già visti tanti. Ha cambiato molte grate della metropolitana: «In centro non erano panchine libere. Ho stato anche in un marciapiede in corso Matteotti, un posto della Madonnina». Nonostante i pregi della posizione, mendicare in centro non è sempre comodo, soprattutto è pieno di cani più ricchi di lui. Invece in periferia, in zona Bande Nere, dove abita oggi, è tutto diverso: «Mi trovo bene cuì, è un quartiere vicino stadio dove sono i miei amici bagarini, pero non me piace via delle Forze Armate». Più vivibile un quartiere periferico del centro? «Cuì si può caminare e rubare bici. In setimana mi ritalio sempre un pò di tempo per andare fino a Gambara e De Angeli». I pregi sono anche altri: «Quando mi sbronzo a San Siro, sento i concerti aggratis e avvolte capisco che anno segnato un gol prima che i carabinieri mi rincorrono».
La città offre tante opportunità e iniziative culturali: «A me basta guardare Io Spio sula metro, tanto no so leggere e le figure sono interessante. Ogni setimana cerco di vedere un paio di bunga bunga». Ed è bello poter stupire gli ospiti stranieri: «Ho portato colleghi libici all’Idroscalo e sono rimasti affascinati dalla vista del aereoporto. Stupenda la pista tra le case, ci vado spesso per dormire in un bel cartone».
La verità è che Daoud non sopporta la città, altro che qualche critica: «Non volio bene a Milano e non vedo lati positivi, è piu facile trovare problemi. Mi piacerebbe che ci sono piu spazi verdi, li le panchine sono comode». Spiega Daoud: «Forse la odio piu di chi ha stato sfigato che è nato cuì. È il posto che ho dovuto emigrare, non ce l’ho permesso di soggiorno». Comunque anche per Bouzid contano molto la tradizione e la storia della città: «Il sabato vado a viale Zara e frequento i luoghi storici, come Bollate, Opera e Sesto Marelli».
Daoud Bouzid Caccamo non sa se rimarrà per sempre a Milano: «Dipende se mi arrestano e dove mi portano. E poi forse sono tropo abituato a stare a sud di Tunisi».




IL ROMPICOGLIONE, Tra Eliseo ed elezioni comunali

Eliseo, Dominique Strauss-Kahn corre alle urne.
Milano, alle 15 si aprono le urne. Ne uscirà l'Uomo Ragno.

lunedì 9 maggio 2011

NN, Testualmente l’ultimo miglio, aperto il metrò per Affori

Dopo 1001 anni di attesa, la linea gialla è arrivata. Sarebbe stata una rivoluzione per i delinquenti che lavoravano nel comprensorio della Comasina. Ve li immaginate Vallanzasca e compari scippare le borsette delle vecchie in attesa nei mezzanini? Ohibò. Non mancano però le perplessità tra gli abitanti del paese: tariffe alte, lontananza delle fermate, parcheggi incompleti e rumori molesti. E non possono essere solo i ruggiti provenienti da via Carlo Bellerio 41, dove ha sede nazionale la Lega Nord…. 
L'ultimo miglio della linea 3
AFFORI – «Ho fatto in tempo a diplomarmi cinque volte e a lavorare 40 anni ma alla fine è arrivata». Valeria ha 99 anni, metà dei quali passati ad aspettare l’arrivo della metropolitana ad Affori, il borgo della periferia settentrionale milanese che nel 1923 - sotto l’egida della giunta Mangianelli - diventò parte del Comune di Milano. «Io nel vicino ‘23 c’ero», farfuglia, non potendo celare una bavetta alla bocca d’emozione. Emozione che si è ripetuta sabato 26 marzo, giorno dell’inaugurazione della linea gialla. Una rivoluzione per i tanti che vorranno raggiungere la sede della Lega Nord. Anche se non sono mancate le polemiche: «Per raggiungere via Bellerio,  dovrei prendere l’autobus o camminare per una quindicina di minuti lungo il quartiere Comasina. Ed è pieno di immigrati…», spiega, con un pelo sulla spalla destra di indignazione, Carlo Martello, milanese e curriculum da indipendentista. L’Atm, testuale, stima in 25 mila le camicie verdi che  giornalmente usufruiranno del servizio: per questo ha già potenziato i treni della linea gialla – che presto, e alla faccia di Assago, verrà ribattezzata “verde” - da 43 a 45 e ha avviato un restyling (verniciatura, pulizia interna, sostituzione dei vetri) del parco mezzi in servizio: soli delle Alpi, leoni di San Marco, croci lombarde gadget serenissimi, poster di Miss Padania e, come è d’uopo, sedili muniti di spray anti – venditori di rose. Il modello vincente è quello già seguito ad Adro. Poco importa se poi qualche dirigente Atm impaurito dal 150enario farà rimuovere tutto. La Lega, pardon la metropolitana, ce l’ha duro.

davide.lessi@gmail.com

venerdì 29 aprile 2011

IL PROFILO, Filippo Santelli

Classe da vendere. Cresce in Veneto, si raffina a Parigi, da qualche anno Milano è onorata di ospitarlo. Comincia a piacersi. Una laurea in Filosofia e tanta fiducia nel Va’ pensiero. Padano, nobile, spettacolare. Ha delle ossessioni. La politica, trevigiana e regionale. Le città, anche quelle rese invivibili dal relativismo etico e dai professori neokeynesiani. La birra media e il suo futuro. E poi lo sport. Gioca a calcetto come se fosse basket: playstation.
Non sopporta marchi e etichette. Il suo tentativo di dominarli: studiare, conoscere i bilanci e spiegarli ai soci. Insomma, fare l’amministratore delegato.

Leggi i veri profili della Tobagi

Leggi il falso profilo di Santelli

martedì 26 aprile 2011

NN: i pezzi del secondo gruppo

In attesa dei pezzi del primo gruppo di NN, ecco gli argomenti sui quali lavoreranno i redattori del secondo gruppo. Venerdì ci sarà la riunione di redazione alla presenza dei gestori di A Pieno Titulo.

Fabrizia Aralla, Quella notte in cui sulla 67 sono saliti tre etiopi. Paura e delirio sull’Atm

Roberto Brambilla, Tonache la domenica, in webcam il sabato, pescivendoli dal lunedì al venerdì. Ma lo sai a che ora mi sono alzato stamattina? La densa settimana dei vescovi brianzoli

Giorgio Caccamo, Milano vista da Daoud Bouzid Caccamo: “E’ il posto in cui ho scelto di emigrare. Lo odio più di chi ci è (per sua sfiga) nato”

Cristina Carnelli, Alvaros&Alvaros. Trent’ anni alla ricerca di qualcosa da fare

Flavia Casella, La crisi dell’abbigliamento cistercense. La novità dei passeggini telecomandati

Giuliana deVivo, Giuliano e Letizia, questi si dovrebbero candidare

Paolo Fiore, Tagli ai sacchetti della spesa: “E poi ti lamenti che ti cadono le mozzarelle”

Alvise Losi, Abruzzo-Lombardia solo andata. I fruttivendoli aquilani scelgono Milano

Gianluca Maggiacomo, editoriale: Più fondi alle due pere per una città senosostenibile

Elia Milani, Addio italiano. Il Caccamo parla arabo (e pure io. Cercate qualcuno che sappia lingue mediorientali?)

Gabriele Pieroni, Sfida all’ultima mortadella nei locali di casa mia

Silvia Ragusa, I 10 migliori percorsi per macchine superinquinanti senza bollo a Milano

Eliano Rossi, Rimesse degli autobus, bagno del McDonald di viale Scarampo e fermata della 90 di Piazza Ghirlandaio di fronte al macellaio. Ecco i luoghi del Passante a Milano

Filippo Santelli, “Macchinette del caffè che non funzionano, orienteering e soldi (da pagare). Il successo del welfare tobagista”

Il Presidente