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lunedì 18 aprile 2011

CHE FACCENDA CHE FA, Il premio Avedisco

I fatti della settimana commentati dal Faccendiere

Dopo il premio Avedisco, la giuria ha organizzato una cena con i vincitori. voci pubblicate ne 'Il sabato della zizzania' parlavano di una Silvia Favasuli brilla dopo il primo bicchiere di Prosecco. Noi siamo in grado di mostrarvi in esclusiva il filmato della serata.

http://www.youtube.com/watch?v=5yqoXZ621Is

"da notare pieroni: deluso per non essere stato invitato, prima fa una scenata a lessi. Poi, dopo aver subito le rimostranze della favasuli, scarica su di lei la frustrazione per non essere stato tra i premiati"

Paolo Fiore

Leggi gli altri Che faccenda che fa 

Il bando per il premio giornalistico Alessandro Oliva

sabato 9 aprile 2011

IL SABATO DELLA ZIZZANIA, Tanto la telecamera è a nome di Oliva

- A quanto pare tra noi c’è un “professore trentenne bellissimo”. Due ninfomani del primo piano hanno chiesto di lui insistentemente. Dopo aver saputo che il loro sogno erotico è felicemente fidanzato, non si sono scomposte: “per noi non è un problema anche se è impegnato”. Morale della favola: le macchinette del caffè pullulano di maiale. 
- Cercasi sfidanti per il premio suoneria più brutta, la Brianzoli è campionessa in carica con la canzoncina di Sex and the city. Nessuno conosce la suoneria di Milani perché risponde sempre dopo 0,001 secondi dal momento che gli arriva la chiamata.
- Apprensione in Tobagi quando la Favasuli ha svelato di aver ricevuto un messaggio con scritto: MORIRAI. Mobilitazione generale per scoprire chi fosse lo psicopatico che minacciava i riccioli più desiderati del mondo. Amanti respinti? Stalker innamorati? Pieroni imbestialito?
- Prosegue la simpatica moda di chiamare la gente con nomi a cazzo. Si va da Eleonora DeVivo a Giorgio Pruneddu. Comunque inchinatevi a Lessi, insuperabile cervello spappolato, che fatica veramente tanto ad azzeccare un nome. Ieri, prima della lezione di Cuniberti, mi ha detto: “Dai saliamo a sentire questo Cherubini”.
- Applauso di tutta Piazza Montanelli per Paolo Fiore. Il Faccendiere, vedendo Caccamo intento a nutrirsi su una panchina, gli si è avvicinato schifato e con disprezzo gli ha tirato addosso una moneta.
- Brutta settimana per i colleghi Oliva e Lamperti. Accomunati dalla fede nerazzurra, hanno subito nell’ordine le seguenti sfighe: sconfitta al derby, dover vedere ogni giorno la faccia di Caccamo, sconfitta umiliante in Champions, avere accanto (mentre questo succedeva) un cretino del calcio come Riccardi, essere costretti da Brambilla a guardare il suo video sulle fabbriche abbandonate di Sesto, infine scoprire che le rispettive fidanzate vanno a letto con Paolo Pegoraro.
- Una saltellante Silvietta Favasuli ha annunciato di aver vinto il Premio Avedisco. Sorrisi finti e complimenti fasulli in gran quantità. Poi bruttissimi gesti. Milani sconcertato riteneva il verdetto ingiusto. Pieroni ha reagito con galanteria, uscendo incazzato e incredulo dalla classe e non rivolgendo più la parola a nessuno per ore.
- La domanda ora è: cosa fara Silvia con tutti quei soldi:
A) comprerà una televisione all’Aralla;
B) pagherà un corso di dizione alla Baratta;
C) regalerà una patente falsa a Brambilla;
D) accompagnerà Glenzer a comprarsi degli occhiali da sole che attirino di meno le forze dell’ordine;
E) mi porterà fuori a cena.
- Informazione di servizio per il CTU. Riccardi, durante un vernissage in una galleria d’arte, era troppo intento a mangiare tartine e tramezzini ed è riuscito a dimenticarsi lì un microfono. Io ovviamente ero altrettanto distratto per la presenza di fig- ehm - figure dipinte alle pareti. Credo che quel microfono non verrà mai più recuperato. La telecamera tanto è a nome di Oliva.


mercoledì 2 marzo 2011

IPSE MALEDIXIT, Nanitudine

I caustici e sottili commenti dell'Ad su fatti tobagisti (e non)

 Siamo nani…

Ingannare il fisco
Salto la scuola per il premio Avedisco.
Ma perdo la parola, se faccio fiasco.

Se uno è più bravo non è colpa sua
C’è chi il posto ce l’ha già, per la sua capacità.
E chi invece un lavoro a Sky, non l’avrà mai e poi mai.
Siamo nani sulle spalle di giganti…



Sono passati quattrocento anni?
We are of the same substance of which dreams are made of,
and our little life is rounded with a sleep.

Sono passati trent’anni?
Mio padre pretende aspirina ed affetto
e inciampa nella sua autorità,
affida a una vestaglia il suo ultimo ruolo
ma lui esplode dopo, prima il suo decoro.